Bene comune?

Se analizziamo la situazione di un paese, nello stretto significato di città come pure in quello lato di nazione, non possiamo ignorare che la diffusione della conoscenza ed il confronto libero e aperto tra una pluralità di attori e di opzioni stanno alla base di un’autentica vitalità culturale. Questi due elementi, confronto e conoscenza, costituiscono un binomio inseparabile, per cui il venir meno anche di uno dei due comporta inevitabilmente l’inaridimento e la morte di ogni linfa culturale.

Venendo ai fatti palmesi non possiamo non accorgerci di come il polo museale ”Casa della Cultura Leonida Repaci”, pur essendo uno scrigno depositario di mirabili conoscenze, non riesce a far dialogare tali tesori con la comunità circostante. In ambito più propriamente musicale si ravvisa identico stagnante soliloquio da parte dell’associazione” Amici della Musica N.A. Manfroce “, la quale non ha mai pensato di predisporre alcun progetto musicale di taglio divulgativo che facesse uscire le chicche armoniche fuori dall’auditorium per essere apprese e comprese dalla collettività trasversalmente intesa (studenti, persone diversamente abili, anziani, degenti, detenuti, et cetera). Quest’ultima affermazione è strettamente correlata alla mia profonda convinzione per cui l’esercizio pubblico, critico e libertario dei valori culturali rimane ancora il miglior argine e deterrente a quella oppressione mafiosa che sta soffocando le nostre esistenze ed i nostri aneliti.

Invito quindi i cittadini palmesi a monitorare attentamente l’uso delle risorse comunali ovvero pubbliche destinate alle attività culturali, affinché tale voce di bilancio possa effettivamente catalizzare l’incontro tra un’offerta colpevolmente autoreferenziale ed il diritto dei cittadini alla fruizione dei beni e delle attività culturali fin qui rivendicato, a mio avviso, con scarsa determinazione.

Palmi 26/3/2014 – Marcello D’Agostino

 

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4 pensieri riguardo “Bene comune?

  1. Tanto più le risorse sono scarse, come è senza dubbio il nostro caso, quanto più le amministrazioni devono sentire l’obbligo di usarle con rigore e intelligenza. Non è certo un bene, tranne che per i pochi beneficiari, distribuire il poco che c’è con un occhio e magari due rivolti all’elettorato fidelizzato e potenziale.

  2. Marcello, totalmente d’accordo con te sul valore della cultura e sul diritto di tutti di accedervi. Direi anche che la cultura, in senso lato, è una necessità imprescindibile per tutti. Ma detto questo, tolta l’obbligatorietà di acculturamento assolto dalle scuole (normalmente a livello estremamente basso) gli ulteriori passi non possono essere imposti ma devono nascere da pulsioni individuali. Trovo che queste pulsioni nella stragrande maggioranza della gente siano estremamente basse. Come per la politica (certamente anch’essa definibile cultura) anche nei riguardi dei molteplici aspetti della cultura vedo un disinteresse generalizzato. Se ci fosse interesse le varie problematiche si risolverebbero, in gran parte, da sole. Non viviamo di cultura e invece, purtroppo, moriamo di apatia.

  3. Non posso tollerare che anche un millesimo venga speso in maniera a mio avviso delfinesca per manifestazioni culturali a qualsiasi titolo e livello senza che la cittadinanza ne sia effettivamente consapevole.Mi batterò prima di tutto per informare il colto e sopratutto l’inclito di tale aberrazione che moltiplicatasi per decenni ha ,secondo me concorso molto più di quanto non pensiamo ai guasti sociali di cui siamo circondati.Sottolineo che non è mia intenzione pensionare direttori e stagioni concertistiche ma obbligare costoro a rendicontare pubblicamente e puntualmente l’uso pubblico dei soldi loro concessi.Starà poi alla cittadinanza attiva(?)democratica(?),valutare il tutto.
    So bene di gridare nel deserto (o quasi)ma grazie ciò non mi dissuade dal voler ricercare nuove modalità di progettazione culturale,nel senso di molto meno dispendiose e molto più efficaci .Basta pochissimo,ovvero invito tutti a seguire le lezioni di musica in programma ogni sabato e domenica alle 9:00 sul benedetto canale di radiotre,dove accanto alle delucidazioni formali dei brani analizzati si è spesso travolti dall’essenza spirituale e/o ideale che soggiace al brano,ciò in virtù proprio dell’ascolto guidato dei passaggi-chiave.Vi invito altresì a dare un’occhiata al sito dell’associazione Antiruggine fondata dal violoncellista di fama mondiale Mario Brunello dove ogni concerto viene vissuto come un laboratorio costruito anche con i contributi critici degi astanti…..,dove ogni ascoltatore esce con delle domande piuttosto che delle risposte,etc.Per finire,ho scoperto che un certo Bertram Niessen,docente universitario a Milano si batte e dibatte su tale tematica con prospettive simili anche se molto più elaborate.E’ uscito un suo illuminante articolo sul domenicale del Sole 24 ore dl 23 marzo.
    A quando un bilancio chiaro e dettagliato delle spese culturali a Palmi?Ricordo anche che chiarezza e dettaglio vanno di pari passo con una capacità di programmazione a breve ma anche medio termine.Lo so,finirà nella nostra rubrica dell’inevaso,ma quantomeno si lancia un sassolino nello stagno dell’apatia.
    P.S.Vi chiedo gentilmente di indicarmi qualche indirizzo di posta istituzionale del comune (o altri) dove poter inoltrare il mio scritto.

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