CIRCOLO "A. ARMINO"

Un'altra Palmi è possibile

PER L’ALTRA PALMI CHE È POSSIBILE

Febbraio 2012

I mali che affliggono Palmi sono numerosi e, non di rado, affondano le radici nella storia del Mezzogiorno d’Italia, almeno dall’unità nazionale ad oggi. Il territorio, senza enfasi tra i più belli dell’intero Mediterraneo, è stato saccheggiato dall’abusivismo edilizio e dall’assenza di una qualunque forma di programmazione urbanistica. Lungo le spiagge, nelle campagne, in città si contano oltre mille manufatti edilizi abusivi. Gran parte delle abitazioni costruite in periferia negli ultimi anni non sono allacciate alla rete fognaria. Le vie comunali, anche quelle più centrali, sono state realizzate sovrapponendo il manto stradale a quello pre-esistente con il risultato che, spesso, sono state ridotte e perfino azzerate le luci dei tombini che dovrebbero servire a scaricare l’acqua piovana. I marciapiedi sono dissestati, senza l’ombra di manutenzione. Il centro cittadino è soffocato, nelle ore di punta, dal traffico automobilistico. La raccolta differenziata dei rifiuti urbani, unico vero vanto rispetto alla desolante condizione in cui versano i comuni limitrofi, non supera il quaranta per cento. Il verde cittadino è d’impaccio per le auto in sosta nella seconda arteria della Città, la via Roma, dove si stanno abbattendo con scientifica progressione le antiche piante di oleandro. Gli altri spazi verdi pubblici giacciono nell’incuria e nell’abbandono, con la sola eccezione di Villa Mazzini, il gioiello verde della Città. L’illuminazione pubblica è, in molti casi, insoddisfacente ed antiquata. I trasporti urbani e suburbani devono essere riqualificati. L’amministrazione della Città è affidata a un’organizzazione che presenta punte di intollerabile e scarsa produttività. L’interesse mafioso è dilagante. La Città che è erede dell’antichissima Taureana, che ha dato i natali a una lunghissima lista di personaggi illustri nelle più svariate arti, che è ricca di un immenso patrimonio folcloristico, non offre che un quadro episodico e frammentato di iniziative in campo culturale.
Ma tra le tante questioni irrisolte ve n’è una che in qualche modo le compendia le tutte: la perdurante e cronica assenza di lavoro, soprattutto per i giovani che ancora oggi sono costretti ad abbandonare la Città privandola, assai spesso, delle migliori energie. Il numero di abitanti aveva raggiunto il suo massimo nel 1951, per poi subire un andamento discendente, che è stato appena contenuto dal fenomeno della concentrazione su Palmi di popolazione proveniente da alcuni comuni vicini che stanno letteralmente morendo (in particolare Seminara, Melicuccà, Oppido Mamertina e tutti i comuni della prima fascia aspromontana). Palmi conta oggi 19.320 abitanti, con un’età media che ha oramai superato i 40 anni.
La difficoltà di trovare un lavoro e di offrire un valido sostegno economico alla famiglia è una delle ragioni ritenute valide per allargare l’esercito della criminalità organizzata che, a sua volta, deprime e blocca lo sviluppo dell’economia. In un quadro economico così devastato dall’illegalità non si producono le risorse necessarie alla manutenzione della Città, tanto meno quelle da destinare agli investimenti di lungo periodo.
Il lavoro che non c’è è, dunque, la prima delle priorità che occorre affrontare. Da qui è necessario partire per dare un futuro ai giovani, per dare un futuro alla Città.
L’Amministrazione comunale non ha che poche frecce al suo arco, tanto più nel presente caratterizzato dalla gravissima crisi del debito pubblico che sta soffocando l’intero Paese; tanto più perché molte delle debolezze di Palmi, come del Sud d’Italia in generale, affondano le radici nella mai risolta questione meridionale. Ragioni queste in più, tuttavia, per non sciupare le poche, anzi pochissime armi ancora a disposizione.

IL LAVORO CHE NON C’È E L’AMBIENTE

Il paesaggio è il patrimonio più ricco di cui disponiamo: consumarlo come abbiamo fatto negli ultimi anni è un delitto contro noi stessi e contro le generazione future che non dobbiamo più commettere.

Il Piano Strutturale Comunale (PSC)
Il principale degli strumenti di programmazione urbanistica è il Piano Strutturale Comunale (introdotto dalla legge urbanistica regionale n. 19 del 23/05/02) che classifica  il territorio come urbanizzabile, urbanizzato o agricolo, definendone in ogni ambito limiti e specificità di sviluppo. La provincia ha da poco definito il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PCTP) che, tra l’altro, inserisce solo parzialmente il territorio di Palmi nella fascia costiera-collinare della “Costa Viola” e nell’area naturale protetta del Parco Marino Regionale “Costa dei Gelsomini” (una scelta che va contestata e ripensata). Le amministrazioni comunali passate hanno sin qui avviato la sola redazione del preliminare Quadro Conoscitivo. La prossima dovrà dotare Palmi del Piano Strutturale, coerentemente con il PCTP.
Con il PSC si dovranno delineare gli indirizzi strategici e strutturali, riferiti orientativamente ai prossimi 15 anni, con l’obiettivo di tutelare l’integrità fisica, ambientale e culturale della Città. Il primo passo è di elaborare un documento preliminare e di sottoporlo alla Conferenza di Pianificazione prevista dalla normativa regionale, alla quale potranno partecipare le forze economiche e sociali, gli ordini professionali, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste, le associazioni di cittadini e, in generale, tutti gli interessati al procedimento. Un’occasione straordinaria di confronto tra persone rappresentanti interessi diffusi come legittimi interessi privati, che dovranno, tuttavia, essere accomunati dalla consapevolezza che Palmi non può più concedere nulla al consumo spensierato di suolo. Abbiamo alle spalle un passato di sperpero che ha prodotto la distruzione di aree a grande valenza turistica od agricola e, in assenza di un regolato sviluppo urbanistico, ha determinato il sorgere di insediamenti residenziali privi dei servizi più elementari. Lo stesso equilibrio ambientale è stato messo a rischio perché l’inquinamento dovuto alla occupazione selvaggia del suolo predispone ai fenomeni di erosione e può comportare l’ingresso di sostanze dannose nella catena alimentare fino all’uomo.

Si stima che a Palmi oltre la metà dei vani immobiliari esistenti siano inoccupati. Non vi è ragione per destinare significativi nuovi spazi ad aree residenziali private. Dobbiamo, piuttosto, riservare nuova capacità edificatoria, nei limiti compatibili con la tutela del paesaggio e dell’ambiente, alle sole strutture produttive e turistiche.
L’industria dell’edilizia ha sofferto e soffre della mancanza di strumenti di programmazione urbanistica e dell’incertezza sul quadro normativo. L’approvazione del PSC darà nuovo impulso a questo importante settore dell’economia locale, indirizzandolo in prevalenza verso il recupero del patrimonio edilizio esistente e la riqualificazione di aree urbane oggi degradate. A questo fine è necessario affiancare al quadro normativo l’uso di tecniche incentivanti – come l’aumento (eventuale e limitato) di volumetria ed uno sconto sugli oneri concessori – per favorire il riutilizzo di suolo compromesso. Stessa modalità ad incentivi deve essere applicata per favorire la realizzazione di tipologie di costruzioni bioclimatiche, ecologiche  o realizzate con tecnologie alternative e non inquinanti o, ancora, per orientare a tipologie costruttive ad estetica  controllata. Il Regolamento Edilizio e Urbanistico (REU) va aggiornato affinché le modalità di realizzazione degli edifici rispondano a requisiti ecosostenibili in grado di soddisfare le esigenze di risparmio di risorse energetiche ed idriche.

Il Piano Energetico Comunale

Il protocollo di Kyoto aveva fissato una diminuzione dei gas serra, rispetto a quelle registrate nel 1990, del 5% entro il 2012, un obbiettivo ambizioso ma realistico e che purtroppo i paesi più sviluppati non hanno rispettato, registrando, viceversa, una pericolosa tendenza all’incremento. Il problema del risparmio energetico è perciò divenuto ancora più pressante ed urgente.
La legislazione nazionale (legge n.10 del 9 gennaio 1991) impone l’adozione del Piano Energetico Comunale (PEC) ai soli comuni sopra i 50.000 abitanti. E, tuttavia, Palmi farà bene a dotarsi del PEC per individuare il bilancio energetico attuale della Città e programmare gli interventi per il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili, non solo per partecipare attivamente al programma nazionale ma pure per conseguirne importanti benefici locali. Il risparmio energetico che può conseguire anche dalla sola adozione di misure regolamentari può, infatti, essere già di per sé significativo. Inoltre, gli interventi sul patrimonio comunale, conseguenti all’adozione di un piano di investimenti progressivo e compatibile con la finanza pubblica, sollecitano lo sviluppo di competenze e la disponibilità di lavoro qualificato.
Il primo passo è il censimento energetico degli edifici di proprietà comunale, lo strumento per capire quali interventi si possano attuare sul patrimonio pubblico per dare un contributo all’abbattimento delle emissioni che alterano il clima. Lo studio deve dare di ogni edificio, in termini di consumi, la situazione attuale sia per la parte elettrica che per quella riguardante il riscaldamento. Il censimento deve comprendere Palazzo San Nicola, la Casa della Cultura, tutte le strutture scolastiche, asili, scuole materne, elementari e medie e ogni altro edificio ad uso pubblico. L’obiettivo è duplice: a) individuare opportunità, indicazioni, strategie per la gestione razionale dei consumi energetici delle utenze comunali; b) valutare il ricorso a fonti di energia rinnovabile. Dalla diagnosi energetica degli edifici discende la valutazione dei possibili interventi di risparmio e la definizione di Linee Guida per il Risparmio Energetico che entreranno a far parte del Regolamento Edilizio Urbano e dovranno trovare terreno di immediata applicazione per gli edifici di proprietà pubblica.
Le difficoltà nel recuperare le risorse economiche necessarie per la realizzazione dei lavori di riqualificazione energetica devono essere commisurate ai benefici economici derivanti dal risparmio ottenuto durante la gestione annuale. In molti casi il pay back time si attesta al di sotto dei 6-7 anni. Si possono, pertanto, anche ipotizzare forme innovative di gestione energetica degli impianti e degli edifici affidata a privati con accordi e contratti pluriennali di gestione del calore.

Il Piano Urbano del Traffico e della Mobilità delle Persone

L’attuale Piano Urbano del Traffico (PUT), con il quale Palmi ha positivamente risposto ad un obbligo di legge, ha individuato criteri e azioni di intervento sul territorio comunale per favorire il sistema della mobilità urbana. Dopo la definizione del Piano Strutturale, che ridisegnerà la geografia della Città, sarà necessario aggiornarne i contenuti per soddisfare le esigenze di trasporto sostenibile nel nuovo contesto che la programmazione urbana avrà determinato.
Sin d’ora è tuttavia possibile ipotizzare alcuni obiettivi che dovranno presiedere al suo aggiornamento.
Occorre attuare interventi volti a scoraggiare l’attraversamento del centro storico da parte di veicoli a motore con l’adozione di misure di contenimento del traffico e l’istituzione di una Zona a Traffico Limitato; condizione indispensabile per una maggiore vivibilità degli spazi pubblici compresi lungo l’asse viario del corso Garibaldi, con particolare riferimento alla piazza I Maggio. Sono, tuttavia, da progettare la realizzazione di nuove aree, vie e piazze pedonali, non solo nelle aree centrali, ma anche in quelle periferiche, come scelta preliminare di riqualificazione urbana. La riduzione del traffico veicolare va di pari passo con il recupero e la valorizzazione dei luoghi più significativi del centro storico e con la emersione, dai vuoti delle periferie urbane, di nuove centralità pubbliche.
Dovrà essere avviata la progettazione e la realizzazione dei primi parcheggi di interscambio strategicamente collocati non lontano dal centro storico (p.e. piazza Lo Sardo) o in congiunzione con gli assi principali del traffico durante la stagione turistica (p.e. via Macello). Contestualmente dovrà essere potenziato il trasporto pubblico anche per ottenere miglioramenti sotto il profilo dell’inquinamento atmosferico ed acustico. Il maggior sostegno alla mobilità pubblica deve essere attuato mediante l’aumento della capacità attualmente offerta e l’adozione di standard di servizio più elevati di quelli correnti. Si possono sperimentare forme avanzate e integrate di trasporto promuovendo tariffe del tipo “park & ride”.
Dovranno essere affrontate le situazioni più rilevanti dal punto di vista della fluidità del traffico mediante la realizzazione di nuovi interventi infrastrutturali come le rotonde o le isole spartitraffico e si renderanno necessari alcuni interventi per la moderazione della velocità e per il miglioramento della sicurezza della circolazione.
La vera scommessa in questo campo sarà, tuttavia, la capacità di attuare programmi di investimento straordinario per la manutenzione delle strade: sia dei percorsi  pedonali (marciapiedi, attraversamenti pedonali, scivoli), con l’eliminazione di barriere architettoniche, sia delle carreggiate destinate ai veicoli. Questi interventi richiedono risorse cha la debole struttura finanziaria del Comune, per di più aggravata dalle restrizioni imposte dalla grave congiuntura economica nazionale e internazionale, non può certo, per intero, permettersi. Per finanziare i necessari investimenti emerge la necessità di  fare ricorso alle risorse del Piano Operativo Regionale relativo ai Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale (POR FESR), o ai fondi destinati alla realizzazione di opere pubbliche che la Regione Calabria può concedere sotto forma di contributi poliennali costanti, vale a dire di contributi in conto capitale sulla spesa riconosciuta ammissibile per la realizzazione delle opere (leggi regionali n. 31 del 10/11/1975 e n. 24 del 31/07/1987).

La raccolta differenziata dei rifiuti

In questo importante settore della gestione sono stati compiuti di recente molti passi avanti, grazie l’iniziativa “Differenziare ti premia” e con l’assegnazione in comodato d’uso gratuito di compostiere per il compostaggio domestico.
Tuttavia il problema dei rifiuti è uno dei più seri che l’Amministrazione dovrà ancora affrontare in futuro. Lo insegna, drammaticamente, il caso Napoli e la stessa vergognosa situazione nella quale versano molte delle vicine municipalità. Non possiamo più permetterci il lusso di trascurare o ignorare il problema costituito da ciò che residua dai nostri consumi. Molte città, anche italiane, hanno deciso di risolvere la questione alla radice, capovolgendo l’ottica usuale in modo tale che ciò che oggi viene considerato rifiuto possa essere trasformato in un nuovo prodotto utilizzabile. È l’obiettivo della cosiddetta strategia “Rifiuti Zero” che mira a ridurre, quanto più possibile, il conferimento in discarica o all’inceneritore. Occorre, infatti, considerare che le tecnologie basate sulla combustione diretta dei rifiuti (come l’inceneritore di Gioia Tauro) presentano numerosi inconvenienti, tra i quali, l’incompleta combustione dei residui solidi (possono residuare incombusti dal 2 al 10% del totale dei rifiuti trattati) e l’emissione in atmosfera  di fumi pericolosi e altamente inquinanti.
Oltre ai benefici ambientali generali che derivano dalla mancata emissione di migliaia di tonnellate l’anno di CO2, i vantaggi che Palmi può trarre da una gestione intelligente dei suoi rifiuti urbani sono economici e occupazionali.
La raccolta differenziata contribuisce a conservare un ambiente più sano per noi e per le generazioni future e va, pertanto, potenziata. Dobbiamo ripercorrere le strategie già adottate con successo da altre città italiane. Il primo passo è avviare iniziative per la riduzione alla fonte dei rifiuti; ad esempio: la sostituzione delle stoviglie e delle bottiglie di plastica nelle mense pubbliche, la diffusione del compostaggio familiare, l’introduzione di punti per l’erogazione di acqua alla spina (come in molte città italiane fanno le società concessionarie, anche il Consorzio Acquedotto VINA potrebbe realizzare uno o più  Punti Acqua coi quali distribuire acqua, a temperatura ambiente o refrigerata). Occorre, poi, investire nella formazione dei cittadini perché la raccolta differenziata non è un fatto tecnico ma organizzativo che richiede la consapevole partecipazione di tutti. Il solo sistema in grado di raggiungere in poco tempo valori elevati di differenziata è il sistema porta a porta, che va pertanto esteso e generalizzato eliminando gli ingombranti, sporchi e maleodoranti bidoni stradali.
La riduzione dei rifiuti conferiti in discarica (o all’inceneritore) e il ricavato dalla vendita del materiale differenziato consentono non solo di sostenere i maggiori costi del sistema di raccolta porta a porta (che vuol dire comunque più addetti, più occupazione) ma conducono alla progressiva riduzione degli oneri a carico dei cittadini. Un sistema alternativo di tassazione a quello attuale costituito dalla Tarsu è l’applicazione dalla TIA (Tariffa d’Igiene Ambientale). A differenza della TARSU, la TIA è suddivisa in una quota fissa e in una quota variabile. La prima è rappresentativa delle spese generali sostenute per l’organizzazione del servizio, la seconda tende ad avvicinare la tariffa al grado di fruizione del servizio pubblico, ad esempio per pesatura dei rifiuti indifferenziati prodotti, con il risultato di incentivare ulteriormente la differenziazione.

Si può fare ancora di più in questo settore per volgere a beneficio dell’occupazione i risultati di una buona differenziazione. Va favorita la costituzione di cooperative sociali per la realizzazione e l’esercizio di impianti di compostaggio vicini alle campagne (per la fruizione immediata da parte degli agricoltori), o per la realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero del vetro, delle plastiche, dell’alluminio, della carta.

Lo sviluppo turistico compatibile

L’asso nella manica per lo sviluppo di Palmi è il turismo. Se ciò non è ancora avvenuto, dipende da molte ragioni, tra le quali la mancanza di una chiara consapevolezza di questo obiettivo e, soprattutto, l’assenza di una strategia unitaria e di indirizzo che solo l’amministrazione pubblica può dare. Non bastano e non servono isolati investimenti: per dare l’impulso necessario allo sviluppo dell’industria turistica è necessario costruire un contesto caratterizzato da un profilo ben definito e da una riconosciuta brand identity. Questo marchio può essere la Costa Viola con il Parco Naturale che è possibile realizzare d’intesa con Seminara, Bagnara e Scilla.
Palmi offre alla Costa Viola quasi un terzo delle spiagge e la metà degli abitanti di quest’area che si sviluppa per 42 chilometri di costa. Da qui la necessità e l’urgenza di stabilire un rapporto di stabile collaborazione con chi, in particolare Bagnara e Scilla, a questo progetto lavora già da qualche tempo.
L’offerta turistica, in un contesto aperto alla competizione con località anche assai remote, non può che essere specializzata. Palmi deve poter valorizzare le proprie risorse territoriali e culturali con pubblicità e offerte mirate. A questo scopo non possiamo disperdere le poche risorse disponibili, dobbiamo costruire una rete tra tutti gli operatori interessati per realizzare un valido circuito commerciale turistico. La stagione turistica deve divenire molto più ampia di quella attuale, come senza dubbio consente la nostra lunga stagione climatica estiva. Lo si può fare puntando su tour operator e turisti stranieri, in particolare del Nord Europa, che da qualche anno stanno scoprendo il Mezzogiorno d’Italia, soprattutto per l’escursionismo a piedi o in bicicletta, settore nel quale la nostra offerta può diventare tra le più apprezzate e riconosciute.
Possiamo realizzare, senza la necessità di ingenti investimenti, uno schema a rete di passaggi, green way, che colleghino in più punti il mare, il centro abitato, il Sant’Elia; in parte riaprendo vecchi sentieri semi-abbandonati, in parte tracciandone di nuovi. I percorsi, immersi nella macchia mediterranea, saranno punti di osservazione privilegiata sulla costa, sulla Sicilia e sulle Eolie. In particolare si possono realizzare percorsi tra la Tonnara e Taureana, Taureana e il Malopasso, il Malopasso e il capoluogo, la Tonnara e il Malopasso, il capoluogo e la Marinella, il capoluogo e Ravaglioso, il capoluogo e la Pietrosa, il capoluogo e il Tracciolino, il Tracciolino e il Sant’Elia, il Sant’Elia e la Cascina Impiombato (da dove parte il sentiero per il porto di Bagnara).

L’agricoltura di qualità

Palmi poteva vantare, ancora cinquanta anni fa, una grande tradizione agricola, soprattutto nella coltura della vite e dell’olivo. Oggi non restano che poche, pochissime tracce di quel patrimonio che vanno difese, senza reticenze, dall’aggressione urbana.
L’agricoltura, indirizzata a produzioni distintive e di qualità, sviluppa nuova ricchezza e crea nuovi posti di lavoro. Si devono sostenere le attività produttive a filiera corta, incentivando la cooperazione e offrendo canali di pubblicità e di marketing cittadino.

IL LAVORO CHE NON C’È E LA LEGALITÀ

Non c’è sviluppo possibile se saremo costretti a convivere con la ‘ndrangheta. Palmi deve divenire una riconosciuta “mafia free zone” dove è possibile investire senza rischi aggiuntivi a quelli caratteristici d’impresa.

La lotta alla mafia e alla criminalità organizzata
l’Amministrazione Comunale deve giocare un ruolo di primo piano nel sostegno alla lotta ingaggiata dalle forze di polizia e dalla magistratura contro la criminalità, perché è la collettività palmese tutta a pagare il prezzo del ricatto mafioso. Mutuando dall’esperienza di altre città italiane possiamo istituire un “Comitato per la Sicurezza e la Legalità” al quale affidare, tra l’altro, il compito di monitorare, tra i cittadini e gli operatori economici, la percezione della sicurezza in Città.

La trasparenza amministrativa e la lotta agli sprechi
La mafia è soprattutto un modo di essere, di pensare, di agire, di fare impresa e anche di amministrare la cosa pubblica. Per questo il primo campo di battaglia deve essere la capacità dell’Amministrazione di operare con trasparenza e lealtà verso i cittadini ai quali niente va nascosto e tutto pubblicamente detto.
Il nostro Comune ha debole e limitata autonomia finanziaria poiché oltre la metà delle entrate dipendono dai trasferimenti dallo Stato e dalla Regione; né è possibile, nelle circostanze attuali, far ricorso alla leva tributaria in quanto si verrebbe ad aggravare ulteriormente il già insopportabile carico fiscale. Proprio per quest’ultima ragione è doveroso favorire una maggiore equità tributaria, in particolare attraverso il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale ai quali, con le recenti norme, anche i comuni possono concorrere. Per favorire la partecipazione dei comuni è stato anzi previsto che, per il triennio 2012-2014, alle municipalità che concorrono fattivamente alla lotta all’evasione venga riconosciuto il 100 per cento dei tributi locali esatti.

Per liberare le risorse da investire sul futuro della Città, sarà necessario intervenire drasticamente per correggere inefficienze e sprechi che gravano sul bilancio comunale. Per ridurre lo stock del debito e favorire nuovi investimenti, occorre valutare l’opportunità di alienare cespiti oggi inutilizzati. Le spese correnti, infatti, attualmente assorbono la quasi totalità delle risorse disponibili lasciando spazi troppo esigui, anche in considerazione del Patto di Stabilità Interno, per finanziare gli investimenti che sono necessari per ammodernare la Città. Allo stesso tempo sarà opportuno considerare la possibilità di estendere e rafforzare le funzioni ed i servizi gestiti in forma associata con altri comuni, utilizzando tutti gli strumenti che l’ordinamento mette a disposizione (Unioni dei Comuni, Ambiti sociali, Comunità Montane, Consorzi, ecc.), per valorizzare al meglio competenze e persone, oltre che per determinare significative economie di scala da reinvestire in servizi aggiuntivi.

Non possiamo permetterci sprechi di risorse pubbliche perché queste sono sempre più rare e decisive per indirizzare il futuro della Città. È necessario perciò riorganizzare anche la macchina comunale secondo principi di efficienza e di efficacia organizzativa. A questo obiettivo devono essere responsabilmente coinvolti le donne e gli uomini che lavorano per il Comune e che rappresentano un grande patrimonio di professionalità. Le consulenze a professionisti esterni vanno drasticamente ridimensionate non solo perché sono fonte di spreco ma perché rischiano di impoverire le professionalità e demotivare i pubblici dipendenti.

La promozione di politiche attive in grado di attrarre capitali regionali, statali ed europei dipenderà dalla formazione di adeguate capacità progettuali e dalla sapiente promozione dell’immagine della Città.

Il contrasto al disagio e alla povertà

I dati sull’aumento della povertà sono allarmanti; la crisi colpisce con durezza le famiglie a reddito più basso ma neppure quelle appartenenti all’ex classe media sono state risparmiate. I cittadini che lavorano e i pensionati sono ora più vulnerabili di fronte alla  drammatica perdita del potere di acquisto dei salari e delle pensioni. La famiglia, come in tutta Italia, sopperisce alle carenze di un welfare spesso inadeguato e sempre più costretto dal rigore dei conti pubblici. L’amministrazione cittadina può tuttavia svolgere un ruolo che, seppure parziale, é insostituibile nelle  politiche di sostegno alle povertà, alle difficoltà e all’emarginazione sociale.

La Città deve essere solidale con chi ha meno e, perciò, più ha bisogno. Nel contesto attuale, di contrazione generalizzata delle risorse disponibili, occorre valutare con attenzione l’opportunità di strutture e servizi sociali integrati con quelli di altri comuni vicini per rispondere meglio, in un nuovo ambito consortile, alle situazioni più fragili ed opporre un contrasto più efficace alle vulnerabilità sociali.

L’obiettivo di una maggiore equità sociale può essere perseguito anche ridefinendo le condizioni di accesso ai servi a domanda individuale con un ampio utilizzo dell’indicatore Isee. Le tariffe per l’acqua, in particolare, il bene comune che è stato difeso dalla privatizzazione, devono essere riviste per favorire i ceti più deboli. Per il sostegno alle fasce più deboli si può prevedere l’introduzione di criteri di progressività nell’imposizione fiscale e la rimodulazione, a vantaggio dei redditi più bassi, delle tariffe. Per dare una risposta all’erosione del potere di acquisto delle famiglie si deve guardare con attenzione alle esperienze dei Gruppi di Acquisto Solidale e delle Dispense Popolari.
Un bene primario come l’abitazione può essere reso più facilmente accessibile da accordi territoriali di locazione che prevedano contratti agevolati  in grado di offrire interessanti vantaggi per gli inquilini, con canoni di locazione calmierati e detrazioni dal reddito e, al tempo stesso, per i proprietari, cui è possibile offrire la riduzione dell’IMU e dell’imposta di registro.

La Città dei Servizi

La legge 26 marzo 2010 n.42, sul contenimento delle spese negli enti locali, passando quasi inosservata, ha soppresso i circondari provinciali e, dunque, anche quello di Palmi dal quale origina il suo ruolo di “Città dei Servizi” per una parte ampia della provincia reggina. Il Circondario di Palmi comprendeva 33 comuni (tra i quali Gioia Tauro, Taurianova, Rosarno, Polistena e Cittanova, solo per citare i comuni con popolazione superiore a diecimila abitanti), si estendeva per un area di circa 906 chilometri quadrati e interessava una popolazione di oltre 164mila abitanti, pressappoco un terzo dell’intera Provincia di Reggio Calabria.
Mantenere questo ruolo, pur nel quadro di progressiva concentrazione di funzioni amministrative nel capoluogo di provincia, è un dovere al quale nessun amministratore palmese può sottrarsi perché, oggi, buona parte della nostra economia dipende dagli uffici e dai servizi del terziario. La decisione, auspichiamo infine definitiva, di collocare l’Ospedale della Piana nel nostro territorio è, anzi, un’occasione imperdibile per rafforzarlo. Insieme al Palazzo di Giustizia il nuovo Ospedale potrà divenire il punto di forza per aggregare nuovi servizi, per favorire la crescita e la diffusione di studi professionali.
L’Ospedale della Piana rappresenterà il riferimento per un’area geografica ancora più ampia di quella del pre-esistente circondario. Lo può diventare a patto che sui terreni della Scuola Agraria sorga un presidio sanitario che faccia dimenticare le tante lacune e le tante inefficienze del sistema ospedaliero calabrese. Non possiamo nutrire dubbi sul fatto che tutto questo dipenda, in larga misura, dalla capacità di rispondere, già dalla posa della prima pietra, alle esigenze di legalità e di rispetto delle norme.

Il Centro Commerciale Naturale

Il centro storico di Palmi è tra i più attraenti della provincia. Le principali piazze e vie della Città, ancor più se valorizzate da opportuni interventi di restauro e di ammodernamento, sono il luogo ideale per promuovere l’insediamento e lo sviluppo di realtà commerciali ed artigianali; e tanto più se la garanzia di legalità e di difesa dall’aggressione mafiosa è assicurata dalla collaborazione tra l’istituzione pubblica e gli organi giudiziari e di polizia. Il Centro Commerciale Naturale di Palmi potrebbe occupare l’intera area delimitata dalla via Roma, dal viale Rimembranze, dalla Villa Comunale e dalla piazza Matteotti e costituire un punto di riferimento per le cittadine limitrofe.

Gli investimenti, in parte privati e in parte pubblici, devono consentire l’acquisto di arredi urbani e di attrezzature, il finanziamento di attività di animazione e la promozione pubblicitaria.

La sua realizzazione, oltre ad attrarre investimenti e creare nuovi posti di lavoro, sarà anche un’efficace risposta alla diffusione dei non-luoghi come l’etnologo francese Marc Augé ha definito quegli spazi, come i centri commerciali, in cui moltitudini di individui si incrociano senza entrare in relazione, spinti solo dal desiderio di consumare o di accelerare la routine quotidiana.

IL LAVORO CHE NON C’È E LA CULTURA

La relazione tra sviluppo e cultura, tra cultura e posti di lavoro è ormai arcinota e universalmente riconosciuta. Palmi, in ragione del suo passato, per il prestigio delle personalità che in ogni campo l’hanno illustrata, è senza dubbio tra le città calabresi più ricche di storia, di cultura, di arte e di folclore.

Il circuito storico-archeologico
La recente inaugurazione del “Parco archeologico dei Taureani” inserisce Palmi, a buon titolo, tra i principali siti archeologici italiani. Il Parco dei Taureani rappresenta, infatti, uno dei resti meglio conservati di civiltà italiche coeve alle colonie greche e antecedenti il periodo romano, e l’ampiezza dei ritrovamenti consente un affascinante viaggio in una storia millenaria che va dal primo villaggio datato nell’Età del Bronzo all’epoca medievale con il culto a San Fantino. Questo straordinario patrimonio di antichità e di storia, cui si aggiungono i reperti custoditi nell’Antiquarium alla Casa della Cultura, deve esser sapientemente valorizzato e inserito in un circuito archeologico del reggino che comprende gli scavi di Locri Epizefiri, di Oppido Mella, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. La realizzazione di questo circuito può ben rappresentare una delle principali attrattive turistiche per la Città e l’intera Regione.

La Casa della Cultura
È il luogo simbolo della vocazione culturale e artistica della Città. È insieme “antiquarium” con alcuni resti dell’antica Taureana,  pinacoteca d’arte moderna e contemporanea con tele di Manet, Guttuso, Modigliani, Fattori, biblioteca comunale, gipsoteca, museo di etnografia e folclore, museo musicale, auditorium e forse altro ancora. Un patrimonio immenso e  inestimabile che è oggi scarsamente fruibile, anche per l’esiguità degli spazi in relazione alle potenzialità espositive.
Occorre considerare la possibilità di utilizzare eventuale spazi disponibili in centro Città per trasferirvi qualche sezione, ad esempio quella parte della biblioteca comunale più vicina ai bisogni ordinari.

L’organizzazione di eventi

Occorre sostenere con forza e ulteriormente investire sul “Premio Letterario Città di Palmi”, e sul “Concorso Nazionale di Esecuzione Musicale Francesco Cilea”; iniziative che hanno un potenziale rilevante di crescita e di interesse non solo per la Regione Calabria.

Negli anni più recenti la Varia, riscoperta nel Novecento dopo un secolare oblio, è parsa poter rappresentare, anche al di là del suo significato religioso, il momento di aggregazione più alto della comunità palmese. L’organizzazione della festa è un mirabile esempio di generosità e di passione civile, che unisce più generazioni e i cittadini di ogni condizione sociale. Per questa sua capacità di mobilitare e di impiegare tante energie, oltre che per il richiamo di migliaia di turisti, la Varia deve divenire un appuntamento regolare, possibilmente annuale, nel programma dell’estate palmese.

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3 thoughts on “PER L’ALTRA PALMI CHE È POSSIBILE

  1. questo è un programma elettorale vero e proprio! cosa ne pensa il ‘candidato di sinistra’?

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