Come eravamo

Come eravamo, circa un secolo fa, prima del disastroso terremoto del 1908 e “subito” dopo? Senza grosse pretese tecniche, ho giocato a riportare una mappa della fine dell’800 ed un’altra degli anni 30-40 del secolo scorso su un’immagine odierna tratta da google maps. Ho anche “posizionato” sulla stessa immagine odierna, del nostro territorio, i baraccamenti costruiti dopo il terremoto del 1908

Prima del terremoto del 1908, Palmi aveva una popolazione di circa quattordicimila abitanti. Certo gli standard abitativi delle classi più povere erano imparagonabili a quelli odierni per cui è facilmente dimostrabile che una popolazione di quattordicimila abitanti non poteva, e non può, trovare comoda collocazione nell’area al tempo edificata. Basta guardare, nella mappa allegata di inizio novecento, le particelle che indicano un gran numero di case per riscontrare la grandezza delle case in cui vivevano un gran numero di nostri concittadini. Dopo il terremoto del 1908 moltissime di queste case andarono distrutte e si dovettero “edificare” molti baraccamenti per dare casa ai senza tetto. Nell’arco del ventennio successivo (ed anche oltre) i baraccamenti furono sostituiti ( praticamente nello stesso posto) da nuovi quartieri edificati in muratura ordinaria. Spesso sono stati interventi di “edilizia popolare” con criteri ancora lontani da standard abitativi moderni. E quando non lo erano le case costruite dovevano, ovviamente, tenere conto del terreno posseduto e dei soldi da spendere. Questo ci ha lasciato in eredità moltissime case che sarebbero praticamente inabitabili oggi. Volumetricamente troppo piccole e quasi sempre sviluppate in due piani.

Soprattutto negli anni settanta-ottanta del secolo scorso molti dei proprietari di queste “casette”, spesso a causa di reali esigenze (abitative), optarono per la soluzione di “ingrandirle” costruendo sopra le costruzioni in muratura ordinaria, preesistenti, nuove stanze per ottenere delle soluzioni, abitative, accettabili. Se la situazione abitativa, con questi “innesti” (spesso in cemento armato) certamente migliorava, altrettanto non si può dire della “stabilità” delle costruzioni, soprattutto in occasione di eventi sismici. Facendo i debiti scongiuri il prossimo terremoto, certo come la morte e altrettanto non prevedibile nei tempi, ci troverà “molto” impreparati.

Molti altri cittadini invece optarono per la soluzione “nuovo”. Dagli anni ottanta in poi la speculazione edilizia, più o meno camuffata da “edilizia popolare”, ha dato a tutti la possibilità di avere casa a prezzi paragonabili ai costi di ristrutturazione del posseduto (e oltretutto ampiamente dilazionabili) senza dovere sottostare ai limiti che lo stesso imponeva ( pianta di base piccola e insufficiente, sviluppo in più piani, struttura in muratura ordinaria, grandi problemi di impermeabilizzazione del piano terra, ecc ecc) Questo trasloco di buona parte della popolazione palmese è stato “politicamente e amministrativamente” gestito nel peggiore dei modi. Certamente Palmi poteva evitarsi gli attuali quartieri dormitorio senza servizi e vita sociale!

Nello stesso periodo ( i due decenni di fine secolo ed il primo del nuovo) molti altri nostri concittadini hanno optato per l’abusivismo. Se in alcuni casi si può parlare di “abusivismo di necessità” certamente questa categoria, non contemplata dalla legge ma certamente meno grave da un punto di vista morale, non comprende il sacco della Ciambra , le ville nate come funghi in terreno agricolo, i condomini ecc ecc

Il nuovo PSC porrà soluzioni alle problematiche suddette (soprattutto abusivismo e quartieri ”dormitorio”) o almeno riuscirà ed evitare che gli stessi errori (spesso reati) siano reiterati “sine die”? Personalmente ho tanti dubbi. Un po’ come li ho in ambito religioso. Ma certo che se poi vedo la “Madonna”…non ne ho più!

Palmi 2/07/2014 – Gustavo Forca

(cliccare sulle immagini per ingrandirle)

 INIZIONOVECENTO
 Agglomerato abitativo di Palmi prima del terremoto del 1908
 BARACCAMENTI
 Posizionamento delle “baraccopoli” costruite negli anni successivi al terremoto del 1908
 mappa anni trenta
 Estensione dell’aglomerato abitativo (principale) di Palmi negli anni trenta-quarata
 Mappe  dalla elaborazioni delle quali ho ottenuto le immagini su riportate
 mappa inizi 900
 Mappa che riporta la dislocazione degli isolati nella Palmi dell’inizio del millenovecento (non conosco la data di elaborazione di queta mappa; la ritengo comunque valida essendo conforme a quella successiva e alla foto iniziale, certamente datate ai primi del novecento)
 mappa prima terremoto2
 Mappa che riporta le singole particelle e non solo gli “isolati” della Palmi di inizio novecento
 mappa baraccamenti2
 “Baraccopoli” costruite dopo il terremoto del 1908
 mappa anni 30B
 Mappa anni trenta del secolo scorso (isolati)

 

_____________________________________________________
( Nota 22/7/14) Ho pensato di “completare l’opera” aggiungendo una mappa sulla “storia” di Palmi dal 951 al diciannovesimo secolo.

951_1800

L’anno di nascita di Palmi è normalmente indicato nel 951 (distruzione, saracena, di Tauriana). Alcuni tauriani (pescatori e mercanti) preferirono trasferirsi nella località poi denominata “Cittadella” preferendola ai paesi interni della costa.
Il primo insediamento consisteva di un nucleo principale posto in località Cittadella e di poche altre costruzioni sparse posizionate nelle località che poi sarebbero diventate “Borgo” e “Spirito Santo”. Nel corso dell’ultimo millennio Palmi è stata più volte distrutta (e ricostruita) da terremoti e “saraceni”.
Dopo la distruzione operata dal corsaro turco Dragut Rais (1549), il feudatario Carlo Spinelli (Duca di Seminara) riedificò e fortificò con mura e torri la città di Palma (vedi mappa sovra segnata in rosso). Di queste “vestigia” oggi conserviamo solo la base di una delle 4 torri quadrate, del perimetro esterno della fortificazione, e qualche pezzo di muro praticamente “indistinguibile” essendo ormai conglobato in altre strutture.
Nel sedicesimo secolo l’estensione di Palmi è quella segnalata in nero sulla mappa. La fortificazione della “cittadella “ fu mantenuta per circa un secolo. Poi parte delle mura furono diroccate per permettere l’espansione dell’abitato, dei magazzini (soprattutto olio) e delle manifatture (soprattutto seta e lana).
Palmi alla fine del diciannovesimo secolo si presentava come indicato nella mappa ( come sempre sovrapposta ad una immagine odierna).

Mappe utilizzate per l’elaborato. Le mappe sono tratte dalla pubblicazione “Palmi – Libro bianco”, Nuova Agorà – anno 2011.
fortificazionicittadella
fortificazionicittadella3

L’amico Civis (vedi commenti all’articolo) mi ha appena fornito due mappe che allego con piacere, trovandole molto interessanti (cliccarci sopra per ingrandirle)

 levatatopografica1866
 Levata topografica di Palmi datata 1865
 mappapalmi1888r
 Mappa catastale di Palmi datata 1888. E’ molto simile ad un’altra già pubblicata in questo stesso articolo ma le lascio tutte e due essendo “complementari” Una “taglia” a sinistra e l’altra a destra.
Annunci

12 pensieri riguardo “Come eravamo

  1. Ecco che sarebbe interessante capire qual è la visione futura del PSC. Per quanto riguarda il nuovo terremoto, per il momento ricorriamo ai tradizionali scongiuri…

    1. Il nucleo originario di Palmi era allocato nell’odierna “Cittadella”. Il Borgo era comunque già ben presente nel sedicesimo secolo e sopravivrà ( come appendice all’abitato principale) sino alla ricostruzione successiva al terremoto del 1908.

  2. Purtroppo il Borgo è stato completamente raso al suolo. Il nucleo originale è la zona della “Palmara” che successivamente si è spostata costruendo la Cittadella e le chiese: san Giorgio, dell’Annunziata, Soccorso e san Salvatore…

    1. Francesco, certamente tu hai ragione ed il nucleo primario è sorto nella località Palmara posizionata “sotto” la Cittadella e separata da essa da una “salita” (per me da incubo) Purtroppo le mappe che ho utilizzato non mi danno questi insediamenti primari…

  3. Molto interessante scoprire che Palmi, anche prima di essere rasa al suolo dal terremoto del 1908, era “ordinata” con vie parallele che si intersecavano con altre, altrettanto parallele.
    Con ogni evidenza, non appare ascrivibile all’ultima ricostruzione post sisma l’attuale disposizione delle vie, come si è detto in passato (vedi Avezzano, Reggio Calabria o Messina).

    1. La struttura del centro storico di Palmi, con vie parallele e perpendicolari e mai chiuse ma che intersecano sempre altre strade, è ovviamente opera di una “ricostruzione”. L'”occasione” principale fu quella del terremoto che colpì Palmi e la Calabria nel 1783. Fu in tale occasione che l’ing Giovambattista De Cosron ( o G.B. Cousiron ?)progettò la nuova Palmi:

      Certo il “nuovo piano regolatore” non fu eseguito in toto ma molte sue idee furono adottate e si possono ancora riscontrare nelle planimetrie odierne della nostra città.
      Nella ricostruzione seguita al terremoto del 1908 furono “aperte” alcune strade che avevano uno sviluppo angolare (già presenti nel progetto “Cosron”) probabilmente sulla scorta del PRG Pucci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...