Partecipare: un diritto negato

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Partecipare: un diritto negato 

Relazione introduttiva di Rocco Garipoli

 

Saluto tutti i cittadini per la nutrita presenza e ringrazio la SOMS ed il suo Presidente per l’ospitalità.

Saluto e ringrazio i soci del Circolo Armino per aver festeggiato il 25 Aprile la libertà riconquistata esercitando un ruolo di supplenza rispetto ad un’Amm.ne Com.le assente.

Oggi siamo qui per parlare di noi tra di noi, per tutelare i nostri diritti e per sgombrare il campo una volta per tutte dalle possibili illazioni e da retro-pensieri:

NOI VOGLIAMO CHE PALMI SI DOTI ED AL PIU’ PRESTO DI UN PIANO URBANISTICO REALMENTE PARTECIPATO

Detto questo passiamo a fare le nostre considerazioni facendole precedere da alcune premesse che noi consideriamo propedeutiche.

Nel tempo si è passati da una fase di democrazia diretta ad una fase di cosiddetta democrazia rappresentativa o elettiva.

Nel passaggio, avvenuto in millenni (2500 anni), ricordiamo tanti periodi bui dove di democrazia ce n’è stata ben poca, ricordiamo inoltre che a periodi come quelli dei Comuni si sono succeduti periodi dominati dalla tirannide e da sistemi totalitari.

Per cui, più il governo delle città si allontana dal popolo sovrano, meno si avverte la presenza della democrazia.

E’ venuto il tempo che i cittadini si riapproprino delle loro prerogative sostituendo alla delega, spesso in bianco, che li ha sempre più allontanati dai luoghi dove si decide del loro futuro e della qualità della loro vita, azioni di democrazia partecipata (mediante: il bilancio partecipativo – la determinazione delle priorità in funzione delle risorse – i referendum consultivi – ecc.).

D’altra parte, l’Istituto della partecipazione popolale è sancito dallo Statuto Comunale al Titolo III dagli articoli che vanno da 50 al 68 e dovrà pur venire il tempo in cui un’Amministrazione Comunale illuminata ne darà piena applicazione, mediante l’attivazione di tutte le forme di coinvolgimento previste, ad esempio, i Comitati di Quartiere, le Consulte e la nomina a suffragio popolare di un Difensore Civico che sia davvero tale.

Molte volte, in campagna elettorale, chi si disputava il governo della città ha promesso trasparenza nell’azione amministrativa, coinvolgimento nelle scelte, informazione puntuale, vicinanza fisica e morale.

E nella consapevolezza che le mura del Palazzo sarebbero diventate di vetro, trasformandolo nella “casa comune”, siamo andati a votare.

Passato il momento della questua del voto, gli eletti si barricano dentro il Palazzo del Potere, scavano fossati, abbassano il ponte levatoio, tutto viene avvolto dalla nebbia e diventa oscuro e lontano dalla quotidianità del cittadino e dai suoi problemi.

Questo è il comune sentire del cittadino palmese.

Tutto ciò premesso, vogliamo spendere l’occasione odierna per parlare di urbanistica.

Urbanistica che, alla pari di altre discipline, o è orientata all’interesse generale, come recita la nostra Costituzione, oppure è al servizio del miope profitto di pochi.

Come ha avuto modo di dire l’illustre Prof. Salvatore Settis “l’ago della bussola che indica le scelte deve essere orientato nell’interesse dei più lontani (lontani per condizioni economiche, lontani nel tempo – le generazioni future / i nostri figli – lontani nello spazio / i cittadini che vivono le periferie)”.

Siamo qui per parlare di urbanistica e per confrontarci, e per fare questo bisogna soprattutto riconquistare il senso della buona politica, ossia l’arte di amministrare la città avendo come obiettivo l’interesse della collettività.

Ebbene, qualcuno obietterà che non dobbiamo riconquistarla la buona politica perché la stiamo vivendo, ed allora se le cose stanno così, che senso ha la blindatura di un piano preposto al governo del territorio, in questo caso il PSC, quando anche l’urbanistica persegue lo stesso obiettivo del bene comune ?

Nessuno conosce la filosofia ispiratrice nè i contenuti del Piano Strutturale, si disconoscono le norme attuative, il piano socio-economico basilare per l’effettuazione di una qualunque scelta programmatoria, le azioni che tali scelte provocano sul territorio e di conseguenza la sostenibilità di tali interventi.

La scarsa informazione alimenta la cultura del sospetto, il cittadino è portato a pensare che si stiano perpetrando interessi particolari, che chi ha le mani in pasta (consiglieri comunali – assessori – tecnici progettisti – consulenti – ecc.) si stia apprestando a manipolare le cose a suo esclusivo vantaggio, e la lista può diventare infinita.

Bisogna sgombrare il campo da queste diffidenze e, con il massimo della trasparenza possibile, l’Amministrazione Comunale deve dimostrare la propria onestà formale ed intellettuale ed aprirsi alla collettività, esporre il lavoro frutto di tante professionalità, verificare se rispecchia le linee di indirizzo programmatico approvate dal Consiglio Comunale, porsi all’ascolto delle proposte e delle osservazioni, valutare in modo collegiale la loro fattibilità e la sostenibilità ambientale

Nel fare ciò non vi è nulla di eccezionale, si stanno per la prima volta, dopo tempo immemorabile in questa città, fissando delle regole frutto di scelte condivise, che avranno valore per gli anni futuri, rimanendo nella regole fissate dalla Legge Urbanistica Regionale 19/2002 e s.m.i., nella fattispecie agli artt. 2 e 5 per quel che riguarda le modalità ed il diritto alla partecipazione.

Chiedere a piena voce il rispetto di un diritto, quello della partecipazione, non ha certamente nulla di rivoluzionario, è semplicemente l’esercizio di un cittadino che finalmente diventa consapevole e dismette l’abito del suddito.

Per concludere, siamo fiduciosi che non mancheranno le occasioni per entrare nel vivo delle scelte strategiche e per affrontare temi legati allo sviluppo socio-economico del nostro territorio, aspettiamo solo di essere messi nelle condizioni di poterci confrontare pubblicamente, prendendo visione degli elaborati tecnico-grafici del Piano Strutturale Comunale con annesso Regolamento Urbanistico Edilizio nella loro attuale stesura, con il Progettista Coordinatore, i suoi Consulenti, l’Ufficio di Piano U.T.C., i Collaboratori, l’Assessore delegato e ogni altra figura tecnica o politica che si ritenga utile

Invitiamo l’Eminentissimo Sindaco, abituato ad accogliere e congedare, con la velocità del suono, i cittadini sulla porta del Suo Ufficio, ad attivarsi nella direzione sopra indicata nell’interesse di tutti in quanto rappresentante dell’intera comunità.

Palmi, lì 02/05/2014

 

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2 pensieri riguardo “Partecipare: un diritto negato

    1. Curioso questo modo di argomentare. Si assicura la effettiva partecipazione dei cittadini alla definizione del Piano ma “mettere in giro i particolari del Piano significava farlo diventare bersaglio proprio di quegli interessi personali e individuali che negli ultimi 90 anni hanno impedito il PSC a Palmi”. Ma come si fa a partecipare senza conoscere?

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