Il PSC segretato

La vicenda del Piano Strutturale segretato dalla Giunta Comunale si presta ad una molteplicità di riflessioni. Innanzitutto appare singolare la scelta di escludere dalla conoscenza del Piano i cittadini elettori e gli stessi consiglieri comunali loro rappresentanti. Questo dimostra che una piccola oligarchia, non si sa neppure bene da chi esattamente composta, ha definito un assetto urbanistico della Città e nelle prossime settimane pretenderà di vederselo approvato così com’è in nome di una “responsabilità morale” che è soltanto il serrate le fila della maggioranza di governo a Palazzo San Nicola. Quanti e quali consiglieri della maggioranza avranno il coraggio di sottrarsi a questa logica? Quanti e quali consiglieri delle supposte opposizioni correranno in soccorso del Sindaco e della sua Giunta?

Non meno sorprendenti sono le motivazioni con le quali si nasconde il Piano ai cittadini. Lo si fa, si sostiene, per sottrarlo alle mire di chi vorrebbe (proseguire) il sacco edilizio della Città. In altre parole il “dittatore illuminato” assume su di sé la soluzione di ogni contrasto privato di interessi per difendere l’intangibile bene comune. Non ci vuol molto a capire quale impatto abbia avuto questa versione in una comunità segnata da robuste dosi di non immotivato scetticismo.

Ancora paradossale suona la pretesa di aver assolto l’obbligo di consentire e di promuovere la partecipazione dei cittadini alla definizione del Piano. In una non troppo lontana riunione alla Società Operaia il Sindaco Barone e l’assessore Pace lamentarono l’esiguità delle proposte pervenute dalla Città, ignorando peraltro che il Circolo Armino aveva da tempo protocollato e inviato alla loro attenzione una definita proposta di linee guida per la realizzazione del Piano Strutturale. Si può ora almeno sapere se e cosa delle nostre proposte è stato accolto e cosa è stato rigettato? Si può ora almeno sapere se altri, e chi, abbiano offerto suggerimenti e che fine hanno fatto? Si può davvero far esaurire la partecipazione con la registrazione del numero di click sul blog dell’assessore Pace?

È ancora possibile consentire ai consiglieri di rappresentare la Città, si possono ancora mettere a tacere le tante incontrollate voci sulla spartizione di lotti edificabili, è ancora possibile ridare la voce ai cittadini consentendo loro di conoscere e di valutare. Il Sindaco blocchi questa abnorme procedura e sveli ai cittadini anche il minimo dei dettagli di un Piano che avrà conseguenze non secondarie sul futuro di Palmi.

Palmi 7 maggio 2014 – Pino Ippolito Armino

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Riscontri sulla stampa locale:

Gazzetta del Sud – 10-5-2014: “Il piano strutturale è secretato

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4 pensieri riguardo “Il PSC segretato

  1. Forse Palmi riuscirà a dotarsi di un Psc durante l’attuale amministrazione. E’ molto probabile che sarà qualcosa di avulso dalla volontà popolare ed anche dalle reali esigenze del paese. Non sarà qualcosa di discusso e concertato ma solo l’espressione della volontà, del pensiero e delle competenze di pochi, giustificata solo da una vittoria elettorale Qualcosa di estraneo imposto ai cittadini, almeno sino alla prossima legislatura. La possibilità che da queste persone possa uscire un buon piano sono le stesse di fare 6 al superenalotto… vedremo!

  2. Gli “uomini del PSC” (alcuni amministratori ed i progettisti) reputano giusto segretare il PSC, in modo da essere al sicuro da manovre di boicottaggio poste in essere dagli scontenti, meglio definibili come speculatori insoddisfatti. Che Palmi fosse un paradiso in cui anche i “cattivi” fossero talmente “blandi” da potere essere battuti da strategie cosi semplicistiche, non me ne ero mai accorto! E comunque la segretazione finirà al momento in cui il Consiglio Comunale dovrà approvare il piano. Sarà li che vedremo la reale forza della “speculazione”, ammettendo ad onore degli “uomini del Psc” che gli stessi, sino a quel momento, siano riusciti a bloccarla. Ed anche, e non ultima, la reale insoddisfazione di giuste aspettative.
    Personalmente credo che solo un piano totalmente conosciuto e condiviso dal maggior numero possibile di cittadini abbia non solo la possibilità di essere approvato ma anche quella di essere attuato per gli anni necessari al suo sviluppo.

  3. E’ assolutamente ridicolo che la reale volontà degli “uomini del piano” come tu li chiami sia quella di evitare le speculazioni.
    Chi vuole evitare speculazioni non affida la progettazione di un piano urbanistico all’ufficio tecnico comunale ed a un gruppo di tecnici locali logicamente più soggetti a pressioni locali.
    Il sospetto di molti è che si vogliano, invece, blindare speculazioni già realizzate.
    Ma non voglio anticipare giudizi ed aspetto di verificare.
    Quello che veramente mi sorprende è che non si levino voci dalla cosiddetta opposizione a difesa dei principi di trasparenza e partecipazione che tu richiami.
    Ma non è la prima volta che si verifica questo assordante silenzio; si vede che si privilegia il quieto vivere rispetto all’affermazioni di principi.

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