CIRCOLO "A. ARMINO"

Un'altra Palmi è possibile

LA CITTA’ DELLE PALLE DA TENNIS

Dici  quartiere “San Giorgio” e immediatamente materializzi le immagini di gonnelline svolazzanti che spingono con la  racchetta la palla oltre la rete, nel campo di gioco dell’avversario. Questa è una di quelle storie che sono caratteristiche di come si operi in questo paese, senza un chiaro progetto, senza una visione complessiva, senza una conoscenza profonda delle giuste esigenze della popolazione circa la dotazione di strutture sportive. E’ la storia dei campi da tennis previsti nell’area dove sorge l’attuale scheletro del mai nato Palazzetto dello Sport, simbolo dello spreco di risorse pubbliche e dell’inettitudine dei nostri amministratori che, per pressioni elettorali e clientelari, si pongono al servizio dei soliti noti. Il progetto, che utilizza risorse pubbliche per 892 mila euro, prevede tre campi da tennis, un club house, gli spogliatoi, la tribuna, e un parcheggio per un  centinaio di posti auto. La sua realizzazione rischia di non dare risposte ai bisogni reali dei ceti più deboli, a quei ragazzi e quelle ragazze che praticano sport ed hanno bisogno di impianti disseminati sul territorio e alla portata di tutti. Esso, invece, tende a privilegiare la solita elite, in questo caso un gruppo di non si sa quanti potenziali “Panatta o Clerici”  che, tra un Campari e un bitter San Pellegrino sorseggiato all’interno del club house, parlano di moda, di vacanze esotiche, di gite in barche, etc. Non è mia intenzione ostacolare il tennis, uno sport spettacolare, ma non mi risulta che sia stata mai fatta un’indagine statistica che permetta di stabilire quale tipo di sport (nuoto, tennis, calcio, basket, ciclismo, pallavolo, etc.) praticano i giovani e meno giovani e la relativa percentuale. Senza questi dati e senza la conoscenza del numero e del tipo di impianti sportivi, pubblici e privati, esistenti nella città, non si riesce a fare una seria programmazione, ma si rischia che vengano costruite strutture sportive di un certo tipo in numero spropositato rispetto alla domanda, e questo a discapito di altri impianti che potrebbero soddisfare i bisogni reali di una larga base popolare. Di fronte a questo progetto, resuscitato dalla tafazziana maggioranza, l’opposizione in consiglio comunale ingurgita e digerisce tutto senza proporre un’idea alternativa che metta al centro l’attività sportiva come servizio sociale e di conseguenza la diffusione degli impianti in tutti quartieri della città per potere  garantire alla generalità dei cittadini condizioni ambientali umane e confortevoli. Il centrosinistra è  pronto ad alzare bandiera bianca, ad avallare l’ennesimo pataracchio: opposizione sì, ma fino a un certo punto.

Palmi 18/10/2013 –  Mimmo Gagliostro

 

 

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20 thoughts on “LA CITTA’ DELLE PALLE DA TENNIS

  1. Non sarei poi tanto pessimista.!! Che non abbiano chiesto parere alla Consulta Giovanile neo-costituita??

  2. A me sembra la città delle palle e basta.

    • Tennis e altro: bene interrogarsi se l’uomo deriva dalla scimmia, meglio ancora se sindaco e vescovo uniti si impegnassero in una campagna per convincere gli automobilisti di questo paese a rispettare stop, strisce bianche e regole di svolta a dx e a sx (freccia).
      Comunque giorno 27 p.v., ore 18,30, Casa della Cultura “L”uomo deriva dalla scimmia?” – L’origine dell’uomo. Naturalmente a cura della Diocesi Palmi-Oppido Mamertina e del comune di Palmi.

      • Bella domanda davvero!
        Centocinquanta anni di ricerche scientifiche possono essere messi a repentaglio proprio a Palmi, dal rappresentante di una fede, ripeto fede, e dal rappresentante delle laiche istituzioni, sindaco ma anche assessore alla cultura etc.
        Proprio non male!

  3. Rilancio. Anzichè concentrare in un solo luogo, facendo evaporare – vedasi con la mente l’evanescenza (del gonnellino) – tutte le risorse per uno sport asimmetrico, pur bello ma non molto praticato, con l’aggravante del numero dei campi – eccessivo anche per la forse rampante, nuova Palmi da bere – perchè, appunto, non impiegare quelle risorse in modo più utile per la collettività? Distribuire intelligentemente sul territorio qualche impianto sportivo: campi di calcetto, di pallavolo…, a cominciare dalle periferie degradate, intanto significherebbe, nell’assenza di altre forme di aggregazione, togliere dalla strada e dalla noia, che sappiamo dove conduce, tanti ragazzi. Diciamo anche: significherebbe saper amministrare con la testa e con lo spirito.Guardare alle ricadute sociali – oggi più che mai necessario – di quanto rispetto allo sport si va a concretizzare è impresa titanica?

  4. Molto saggio quanto scrive G.I.
    Una saggezza che, all’evidenza, non tocca gli amministratori. Se poi si vuole trovare una diversa destinazione, ma sociale, all’area scempiata dai ruderi di un non mai nato Palazzetto dello Sport, si può pensare ad una piscina comunale, un impianto che a Palmi manca, per uno sport non certo elitario, da mettere anche a disposizione delle scuole, ma certo … in concorrenza con due strutture private.

  5. Non so se l’intervento che si vuole resuscitare sia quello del cosiddetto Palazzetto perché mi risulta che c’era un ulteriore intervento diretto a costruire campi da tennis nei pressi del campo da rugby.
    Sarebbe meglio prima accertare di cosa si stia parlando. Comunque, quello che a me fa più senso è lo spreco di danaro pubblico per eterne incompiute. Preferirei avere un’opera compiuta anche se la stessa non fosse in grado di soddisfare tutte le esigenze anziché bruciare delle risorse finanziarie senza esito alcuno.
    CIVIS

  6. Signora Luisa, carta canta diceva mio nonno.

  7. volta la carta di F. De Andrè

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