CIRCOLO "A. ARMINO"

Un'altra Palmi è possibile

Armi chimiche in cambio di ZES

I sardi, che amano in modo viscerale la loro isola, sono – si sa – popolo fiero e tosto. Al primo ventilarsi, da parte governativa, del trasbordo su navi americane delle armi chimiche siriane presso un loro porto: Cagliari, hanno opposto un netto dissenso e v’è stato subito un altolà fermo del governatore Cappellacci.

Dirottata quindi la decisione sul porto di Gioia Tauro, territorio ritenuto morbido quanto a reattività della popolazione, e senza prima consultare e nemmeno avvisare le istituzioni locali, ecco entrare in gioco i sindaci della Piana, i quali hanno inutilmente tentato, durante un incontro a Roma con il capo del Governo, di fermare l’operazione di trasbordo, facendo presente i rischi sulla popolazione, in zona su cui grava attualmente l’allarme sismico, e in assoluta mancanza di un piano di protezione in caso di emergenza.

Se vogliamo, un’umiliazione: sudditi piuttosto che cittadini. Calabria, dunque, “Terra di nessuno”, come denunciato dai parlamentari calabresi M5S, respinti all’ingresso di Palazzo Chigi prima di detto incontro. Il governatore sardo ha tirato fuori le unghie; il Presidente della Regione Calabria ha dichiarato essere l’operazione priva di rischi, anzi proficua: “Si parlerà del porto di Gioia Tauro”. La visibilità internazionale! Invero, ha ottemperato agli ordini dall’alto.

Il sospetto che dietro l’insano compiacimento vi sia il baratto dei veleni siriani con la ZES è stato da qualche giorno reso realtà dal governatore stesso: il porto di Gioia Tauro, grazie all’operazione armi siriane, otterrà lo stato di “Zona economica speciale”. Ammissione questa che rimanda ad un do ut des che non può farci comunque piacere. Il Presidente, dunque, ritiene ingiustificato l’allarme della popolazione, attribuibile, a suo avviso, soltanto alla “carenza di comunicazione” da parte del Governo, soddisfatto che la ZES incrementerà le attività portuali.

E’ indiscutibile che il rilancio del porto e dell’intera area aiuterà l’economia locale, ma perché il Sud, la Calabria in particolare è tenuta a sottostare, per ottenere qualche vantaggio, al compromesso? Né a tutt’oggi, alla vigilia dell’operazione, è dato ai calabresi conoscere le modalità di trasferimento delle armi (ben 570 tonnellate). Nessuna informazione. Se è poi vero che nel tempo è transitato, transita materiale tossico, si verte ora di armi letali: non esattamente la medesima cosa; e per la popolazione, in caso di incidente durante il trasbordo, si creerebbero problemi anche in ordine alle strutture sanitarie cui eventualmente ricorrere. Senza considerare che la movimentazione di sostanze tossiche non è certamente da sottovalutare rispetto ai rischi. Anche sulla questione, le proteste di alcuni parlamentari grillini: mancata vigilanza rispetto ad operazioni pericolose come questa.

Altro che buon viatico per far passare anche le armi siriane! Avvelenati da tonnellate di rifiuti tossici, sotterrati dalla criminalità; pronti a veder nascere la più grande discarica d’Italia tra Catanzaro e Lamezia, non ci resta che il mare: se sarà malauguratamente compromesso l’ecosistema marino, dove potremo riparare? Infine, circa la distruzione delle armi siriane nel Mediterraneo, tra Creta e Malta, attraverso il processo di idrolisi, si sono valutati adeguatamente i rischi per l’ambiente marino? Possibile che non ci siano altri sistemi per smaltire tali armi? E gli Stati che si affacciano su esso mare (Nostrum?), la cui salute già non è delle migliori, devono solo essere proni e acquiescenti alle decisioni d’oltreoceano? Ai posteri, se ci saranno …, l’ardua risposta.

Palmi 10/2/2014 – Gabriella Idà Seminara

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...