24 – Presentazione del libro “Fortunato Seminara – biografia politica

Sabato scorso a Palmi, nei locali del bar Mazzini alla Villa Comunale, è stato presentato al pubblico l’ultimo lavoro di Rocco Lentini, Fortunato SeminaraBiografia politica, edito da Città del Sole. All’incontro, organizzato dal Circolo Armino in collaborazione con l’Istituto Arcuri, hanno preso parte l’autore e lo stesso editore Franco Arcidiaco. Un’occasione importante per la riscoperta dello scrittore di Maropati, cui si devono alcune tra le più belle pagine della letteratura italiana del Novecento. Il libro di Lentini consente, infatti, di penetrare la vicenda umana e politica di Seminara, assai movimentata sin dagli anni della formazione scolastica. Seminara fa le elementari nel suo paese, prosegue gli studi nel Seminario di Mileto, frequenta il ginnasio a Palmi e a Reggio Calabria, il liceo a Napoli e a Pisa, l’università a Roma e a Napoli, dove infine nel ‘27 si laurea in Legge. L’opposizione alla dittatura lo costringe ad emigrare in Svizzera, dove collabora al foglio socialista di Ginevra, Le Travail. Torna a Maropati nel ‘32 e va a vivere nella sua casa di Pescano, nella campagna di Maropati, che diventerà un osservatorio privilegiato ed un punto di incontro per gli antifascisti della Piana. Dopo l’otto settembre Seminara è in contatto con le figure più prestigiose dell’antifascismo reggino, dagli azionisti Domenico De Giorgio e Gaetano Cingari, ai socialisti Guglielmo Calarco e Ugo Arcuri, ai comunisti Enzo Misefari ed Eugenio Musolino. Insieme a Cingari entra nel PSI e inizia la collaborazione con l’Avanti anche per opera di Pietro Nenni, col quale aveva  collaborato nell’intensa stagione ginevrina. Nominato commissario prefettizio del comune di Galatro nel luglio del ‘44, dopo una tormentata vicenda, viene rimosso nel gennaio ’46 ed inizia il suo percorso di allontanamento dalla militanza politica attiva. Non per questo abbandonerà la sua battaglia in difesa delle classi più deboli. Lo farà con la forza della sua intensa scrittura. Nel 1952 Il vento nell’oliveto, edito da Einaudi, è al centro di aspre polemiche. C’è chi vede nel protagonista del romanzo di Seminara un “cattolico conservatore piccolo proprietario”, un giudizio condiviso anche da Elio Vittorini, ma Italo Calvino interviene per difenderlo da accuse quanto mai ingenerose. A Seminara ed alla sua opera si deve, viceversa, la scoperta delle terribili condizioni del bracciantato calabrese, in particolare di quello femminile. È suo l’appello lanciato dalle pagine di Lavoro, settimanale della CGIL, il 6 dicembre 1953 e che troverà il sostegno dell’azione politica di Emilio Argiroffi. La battaglia contro la classe dirigente calabrese, ritenuta correa della continua degradazione della regione, lo porta, nell’ultima parte della sua vita, al totale isolamento. Nel 1975 un incendio doloso gli distrugge la casa di Pescano, i libri, alcuni manoscritti. Andrà a morire a Grosseto, nella casa del figlio, nel 1984.

Palmi 20/01/2015 – Pino Ippolito Armino

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