13 -Con i commercianti e gli imprenditori

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Più di trent’anni fa, rileva Francesco Forgione nel suo “Porto Franco”, l’allora Sindaco di Palmi dichiarava al Giudice Istruttore, dell’inchiesta che porterà al “Processo dei 60”, che “…corre voce che i commercianti del paese sono taglieggiati… ma non si sono rilevati palesi interessi mafiosi…”(pag. 273). Chiudeva ipocritamente gli occhi di fronte ad una realtà devastata e devastante, ignorando, o nella migliore delle ipotesi minimizzando, il fenomeno mafioso che già allora ammorbava l’aria della Città. Anche quelle pavide dichiarazioni hanno contribuito alla crescita nel tessuto sociale ed economico di una cultura para-mafiosa e della mala pianta della ‘ndrangheta ed alla dilatazione della cosiddetta “zona grigia”. Oggi, dopo le denunce – quali ne siano i motivi – di alcuni commercianti e imprenditori nei confronti dello strapotere mafioso che impone il pizzo, arrivano segnali importanti per il restringimento degli spazi occupati dalla ‘ndrangheta. Di fronte a questo scenario il silenzio generalizzato, come in altre precedenti occasioni, dell’Amministrazione comunale, dei politici – salva qualche lodevole eccezione -, dei partiti, della Chiesa locale, della cosiddetta “società civile”in tutte le sue articolazioni è sconcertante e segnala il livello infimo di consapevolezza nel contrasto alla ‘ndrangheta alimentata e consolidata da quella borghesia criminale che dice di essere estranea ma poi si scopre che è parte integrante perché incarna il livello più alto e presentabile.  Siamo consapevoli che per sconfiggere la ‘ndrangheta non basta l’azione repressiva da parte della magistratura, ma serva una rigenerazione della politica che guardi a un diverso rapporto tra cittadini e istituzioni, a una diversa cura del territorio, alla tutela degli imprenditori che creano occupazione nel rispetto dei diritti dei lavoratori, all’investimento in cultura ed istruzione. Serve una Chiesa che si liberi dei collusi e dei silenti, non servono quei burocrati di Dio, come li chiamava padre Balducci, che non stanno né con la mafia né con l’antimafia, né con lo Stato né con l’antistato, ma servono interpreti capaci di testimoniare il Vangelo come don Puglisi, don Diana, don Ciotti, don Panizza, don De Masi ed anche monsignorBregantini, già vescovo di Locri-Gerace. Serve quella società responsabile che non cerca “la strada più breve, più comoda per guadagnarsi la vita, portando a casa il pane sporco per sfamare i propri figli” come ha detto nei giorni scorsi papa Francesco. Ribellarsi contro la ‘ndrangheta è giusto e doveroso.Per questo il Circolo “A.Armino” è al fianco dei commercianti e degli imprenditori che hanno trovato o che troveranno la forza di dire basta al potere mafioso e si associa a quanti condividono i valori di libertà, eguaglianza, fraternità, giustizia perché insieme possiamo far sentire una forte e convinta solidarietà.

Palmi 15/11/2013 – Circolo “Antonio Armino”

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L’intervento “Armino,contro i clan con i commercianti“- Calabria Ora

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