05 – Incontro con Tonino Perna

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Venerdì 7 settembre 2012- Circolo A. Armino

Eventi estremi: come salvare il pianeta e noi stessi dalle tempeste climatiche e finanziarie

Dibattito pubblico sulla crisi ambientale e finanziaria

 

All’incontro con Tonino Perna – docente di “Sociologia Economica” presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina e di “Istituzioni di economia” presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, primo presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte, uno dei principali promotori del nuovo soggetto politico ALBA (Alleanza Lavoro Benicomuni Ambiente) – hanno partecipato oltre sessanta cittadini palmesi.

Nel corso del dibattito, che ha preso nome dal titolo dell’ultimo dei saggi di economia e di compatibilità ambientale di cui è autore, il professor Perna ha esposto il suo originale pensiero sull’analogia tra denaro e CO2. L‘accelerazione con cui sono infatti entrambi immessi nel circuito finanziario e in quello ambientale origina fluttuazioni giganti che danno origine ad eventi estremi: crisi finanziarie sempre più frequenti così come sempre più frequentemente dobbiamo assistere a grandi aree colpite da siccità di lungo periodo o ad alluvioni e piogge intense in aree temperate. L’analogia è rafforzata dall’evidenza empirica che queste fluttuazioni giganti, sia economico-finanziarie che climatiche, colpiscono soprattutto le fasce più povere della popolazione mondiale.

Non una relazione diretta tra la crisi finanziaria e quella ambientale, dunque, ma una stessa causa scatenante: un fattore che cresce in poco tempo in modo esponenziale, generando squilibri permanenti.

Inoltre la crisi ambientale è “sapientemente” sfruttata dal capitalismo finanziario, ad esempio nelle speculazioni su beni primari come quelli agricoli. Ecco dunque che si innesca un perverso meccanismo a retroazione nel quale i mutamenti climatici riducono la disponibilità di materie prime e di acqua potabile, la finanza speculativa aggrava l’aumento dei prezzi, ciò che provoca l’aumento di conflitti globali con ulteriore incremento dell’inquinamento e della produzione di CO2, e così via … sino alla possibile autodistruzione dell’uomo! Abbiamo perciò bisogno di una Altreconomia, vale a dire di un Altromercato.

La gravità della situazione richiede un mutamento radicale del nostro stile di vita globalizzato: risparmio energetico, valorizzazione dei mercati locali, fine della cementificazione, riciclo dei materiali, ripresa dell’agricoltura e degli allevamenti a basso impatto ambientale. Ciò che naturalmente incontra le resistenze dei grandi interessi: l’industria del petrolio, dell’auto, del nucleare, delle armi, della produzione agricola ogm.

Dobbiamo, sostiene Perna, riappropriarci delle:

Sovranità Monetaria – Alla moneta unica globale (che conseguirà alla fine dell’egemonia del dollaro e che sarà presumibilmente composta dal peso ponderato delle monete più forti: euro, dollaro, yen, yuan, rublo etc.) occorre far corrispondere una miriade di monete locali complementari.

Sovranità Energetica – Occorre progettare il passaggio da grandi centrali di produzione a piccole decentrate e governate da comunità locali.

Sovranità Alimentare – Costruzione di un fair market applicato alla filiera agricola per salvare l’agricoltura e l’ambiente.

Sicurezza Lavorativa (riduzione degli infortuni e lotta alla precarietà) – Deriva dall’affermazione delle altre tre sovranità.

Vi è tuttavia consapevolezza che queste politiche di riequilibrio (ambientale, economico, sociale: città e campagne, nord e sud, tra le classi sociali) possono tuttavia essere attuate solo a livello almeno mesoregionale.

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