Una storia italiana (PSC)

PALMI

– PIANO STRUTTURALE COMUNALE –

UNA STORIA ITALIANA:

COME LE AZIONI PIU’ EFFERATE O PRESUNTE TALI DIVENTANO EPISODI DI NORMALE VITA QUOTIDIANA

di Rocco Garipoli

LETTERA APERTA del 20.05.2014

Oggi è tempo di PSC, la città dimentica le sue divisioni, non esiste più la destra né la sinistra, esiste un solo comune obiettivo: Il Piano Strutturale Comunale da comporre tutti assieme per disegnare il nostro futuro.

E’ la grande occasione che, finalmente, viene data alla città. Un’occasione irripetibile, quella di riappropriarsi della propria storia, di fare i conti con essa, di riflettere sulle tante occasioni perdute, di proiettarsi verso una nuova storia che faccia tesoro del passato e la proietti verso un nuovo mondo, nuove realtà dove la nostra comunità possa finalmente esprimere tutte le potenzialità di cui è capace.

Nulla di tutto ciò, l’immagine data non poteva che essere virtuale, nei fatti, si sta perpetrando l’ennesimo misfatto, si sta uccidendo un sogno, si sta uccidendo la speranza: il pensare utopicamente insieme si sta bandendo dalla nostra città. Si badi bene, non stiamo parlando di pensiero unico ma del processo di tante idee che finiscono con il fondersi in un comune sentire.

In questa città tutto diventa difficile, a volte, anche cercare di intavolare un discorso di senso compiuto con un amministratore o un confronto pubblico su problematiche cittadine. Non viene concesso il tempo né viene data l’occasione, per cui la comunicazione delle idee e del dissenso si sposta sulle pagine dei giornali locali o sui manifesti murali.

Si avverte il bisogno di spazi di socializzazione e confronto dove le idee possano liberarsi, dove si possa pensare in grande, dove delle semplici intuizioni possano intraprendere un percorso condiviso che porti a migliorare le condizioni di vita di ciascuno di noi, di spazi in cui sognare e dove i singoli sogni si fondino insieme e ci consegnino ad una realtà la più positiva possibile.

E’ certo, anzi doveroso, che ogni contributo al Piano Strategico Comunale posto al vaglio dell’amministrazione sia finalizzato ad iniziative di interesse generale (non scopriamo l’acqua calda come invece sembra fare il Capo Area – RUP – Progettista), nessun cittadino avveduto, né tantomeno il LaboratorioPalmidomani, intende proporre suggerimenti di ordine particolare e personale (i cosiddetti interessi di bottega citati dall’assessore in una sua nota), né sollevare polveroni (laddove si sostiene c’è solo trasparente chiarezza, per citare ancora l’assessore al ramo).

Ciò nonostante, non manifestiamo ansie ingiustificate, ma, semplicemente, non riusciamo a giustificare né il peccato originario delle nomine di progettisti e consulenti, né la blindatura del Piano con la motivazione di sottrarlo agli attacchi di non meglio precisati interessi ed interessati.

L’insistenza, da più parti manifestata, con cui si è teso ribadire che la partecipazione ed il coinvolgimento della collettività sono stati garantiti e che ora bisogna procedere, con la massima celerità, all’adozione del PSC in Consiglio Comunale, non si concilia con l’occasione offerta dall’incontro-dibattito, organizzato dal LaboratorioPalmidomani, a tecnici incaricati ed amministratori comunali che non si sono fatti scrupolo di disertare in massa l’evento evitando il pubblico confronto. Li aspettavamo al varco per dimostrare, senza timore di smentita, che l’intera cittadinanza disconosce i principi ispiratori, la filosofia ed i contenuti del PSC, che stanno alla base di una corretta programmazione urbanistica.

Ribadiamo, la cittadinanza disconosce in toto le previsioni del Piano Strutturale Comunale (la partecipazione non è stata reale nelle forme e modalità previste dalla normativa, bensì, realizzata a tavolino o mediante azioni di facciata); in un’eventuale indagine conoscitiva si appurerebbe che ne disconosce il significato e l’esistenza.

Più che promuovere iniziative di partecipazione e confronto, l’amministrazione ha proceduto effettuando proclami fine a se stessi (finalmente ci doteremo dopo un secolo di uno strumento urbanistico!!!) e conferenze stampa come quelle promosse in varie sedi, non ultima presso la SOMS, dove, in concreto nulla si è potuto appurare, oppure, nell’incontro chiesto ed ottenuto dai tecnici palmesi ai quali non è stata data la possibilità di un confronto sulle norme (RUE) e proposte (PSC) che a detta dell’assessore erano in progress (quindi sconosciute alla collettività).

L’affermazione di settemila contatti propositivi sul sito del Comune ha dell’irreale in quanto dimostrerebbe una vitalità inesistente in natura, figuriamoci se legata percentualmente a quella parte della nostra cittadinanza che ha una pur minima dimestichezza con l’informatizzazione.

Perché tanta fretta di procedere nell’assegnazione di diritti edificatori ed a chi?

Siamo certi che è stato garantito e documentato l’interesse generale nelle scelte urbanistiche di Piano?

Siamo certi che siano stati verbalizzati gli incontri con le tutte le categorie (commercianti, artigiani, agricoltori, imprenditori a vario titolo, professionisti, ecc.), registrate le loro necessità ed espresso in successivo incontro le motivazioni dell’accoglimento od il rigetto motivato delle loro richieste o di parte di esse?

Se, come si afferma, si è in presenza di un’esuberanza volumetrica (cinque milioni di metri-cubi contro i due milioni necessari) riferita alle residenze rispetto al fabbisogno, perché si è ricorso ad un ulteriore consumo di suolo, come da indiscrezioni si apprende, e non alla riconversione (mutazione di destinazione d’uso) delle costruzioni esistenti?

Cosa si prevede di fare, in termini di interventi pubblici programmati, per il recupero o la sostituzione edilizio-urbanistico da effettuarsi nei quartieri problematici di Pille, Ferrobeton, Tonnara, dove alla prima scossa sismica i morti si conteranno a migliaia?

Se non c’è nulla da nascondere e di cui doversi vergognare, perché segretare il Piano?

Segretare e partecipare sono due termini antitetici (a meno che non tratti di una partecipazione effettuata nelle segrete stanze), per cui, quando l’assessore N. Pace asserisce di aver dovuto segretare il Piano per sottrarlo al cosiddetto “assalto alla diligenza” non può, immediatamente dopo, asserire che il Piano è stato elaborato con la partecipazione dei cittadini. Questo è un curioso modo di argomentare. Si assicura la effettiva partecipazione dei cittadini alla definizione del Piano ma, poi, si afferma che “mettere in giro i particolari del Piano significava farlo diventare bersaglio proprio di quegli interessi personali e individuali che negli ultimi 90 anni hanno impedito il PSC a Palmi”. Ma come si possono fare queste affermazioni quantomeno singolari? Questa è la prova provata che si disconoscono storie, vicende e personaggi del nostro piccolo mondo. E’ consigliabile informarsi, studiare atti e documenti, approfondire le proprie conoscenze tecniche, in parole povere meglio “erudirsi” prima di esternare concetti privi di senso logico.

E poi, Rag. N. Pace, ci vuole spiegare come si fa a partecipare senza conoscere?

Perché, repetita iuvant, disertare l’incontro-dibattito organizzato dal LaboratorioPalmidomani? Onorare l’invito sarebbe stata la dimostrazione che la città ed il cittadino rivestono un ruolo importante per l’amministrazione. Porsi all’ascolto, un modo per conoscere e soddisfare le necessità collettive. Rendersi contumaci o latitanti contribuisce a rafforzare nel cittadino la convinzione, che peraltro ha sempre avuto, “che coloro i quali sono stati eletti per rappresentarli non pensano ad altro se non al loro esclusivo tornaconto”.

La fretta, alla quale assistiamo impotenti ed increduli, sembra quella di chi vuol mettere in cascina più legna possibile (privilegi – diritti edificatori) prima che venga l’inverno (termine della Consiliatura).

Alcune domande, a questo punto, è d’obbligo porsele: Le scelte di Piano quale carico urbanistico determineranno in termini volumetrici e di consumo di suolo? Quale sviluppo economico saranno in grado di determinare? Di quale nuova cultura saranno portatori? Chi saranno gli attori di questa rinascita? I soliti noti??!! Il cittadino comune, ormai di serie “Z”, sarà un attore principale della svolta o sarà relegato a semplice comparsa? Ossia, calato nel ruolo assegnatogli, da una storia che viene da lontano e si è ormai consolidata, di suddito riverente, consumatore finale di prodotti, quale la casa, i servizi, l’urbanizzazione primaria e secondaria, il verde e l’arredo urbano, poco qualificati e molto remunerativi per la “vecchia e nuova” classe imprenditoriale palmese, come ci raccontano lo squallore da cui siamo circondati ed il sistema degli appalti pubblici non sempre lineare e trasparente.

Si è pensato al settore agricolo, all’ambiente rurale in genere ed alla messa in sicurezza del territorio? Quali azioni e quali risorse sono stati messi in essere per dare risposta al dissesto idro-geologico che costituisce una vera emergenza? Quali opere infrastrutturali sono state programmate? Alla riqualificazione e rigenerazione urbana ed urbanistica quale ruolo è stato assegnato? Come e con quali sinergie il nostro territorio potrà interagire con i territori contermini?

Al turismo, nelle sue varie forme, quale ruolo è stato riservato? Il turismo balneare, rurale o naturalistico/ambientale, culturale, religioso, congressuale, eno-gastronomico, fieristico o d’affari ha bisogno non solo di strutture ed infrastrutture, ma, anche di un habitat confortevole e di una qualità della vita elevata. Costruire strutture alberghiere od orientarsi verso la ricettività diffusa non basta più per creare economia turistica. Occorre una rete di servizi ed opportunità che soddisfi tutte le aspettative dell’ospite.

Serve un territorio dove ricettività, negozi, ristoranti, divertimenti, ambiente, sport ed altre miriadi di servizi, da mettere in atto nel prossimo futuro, si propongano come offerta d’insieme, capace di crescere e di rinnovarsi, assemblando attrattive e convenienze.

Rendere appetibile un territorio comporta la cultura della tutela e della salvaguardia, della valorizzazione e della promozione. Quali meccanismi sono stati attivati, o si pensa di attivare, per richiamare capitali ed investimenti e, nel contempo, scongiurare gli speculatori?

E, se poi, alla fine della fiera si scoprisse che questo piano non ha nulla di strutturale, bensì, risponde alla vecchia logica dello zoning del PRG di non lontana memoria?

E, se poi, si scoprisse che l’interesse generale, tanto decantato, non corrisponde ad altro che a tanti interessi individuali meglio definibili come interessi privati in atti di ufficio perpetrati da consiglieri comunali, assessori, amici degli amici, non trascurando i medesimi consulenti e collaboratori a vario titolo del PSC?

E, se poi, si scoprisse che tutto questo e tanto altro è atto a perpetuare, per altri quarant’anni un sistema, ormai collaudato, che molti frutti ha dato a pochi, ben facilmente individuabili, ancora oggi sulla scena politico-economica del Paese, sempre presenti ed ammessi nelle stanze che contano, dalle quali i cittadini vengono con molta naturalezza esclusi?

Si dice che il PSC, prossimo ad essere adottato, sia la somma di privati interessi e la ricercata convergenza di convenienze che nulla hanno a che spartire con l’interesse collettivo.

Narrant … Dicunt …, o più semplicemente, si vocifera di ettari di terreno in prossimità di una cantina in località Scinà? Di altri in località Prato e Ponte Vecchio? Per non parlare di quelli di Traviano e Cupola? E poi di quelli prossimità di San Giorgio e Garanta? Continuando ad alimentare sospetti e, spingendosi oltre, lasciando immaginare persino volti a cui dare un nome ed assegnare un ruolo, a conferma che, sulle asserzioni di cui sopra, bisogna riflettere e non poco.

Queste sono, al momento, solo indiscrezioni che circolano per la città, alimentate dalla cultura del sospetto che a sua volta è stata generata dalla blindatura del Piano.

E, se poi, in un giorno non lontano, si scoprisse che tali illazioni corrispondono ad una triste realtà? Ricordiamo che stiamo ragionando di ipotesi, frutto forse di menti altamente creative, ma quando queste non dovessero poi essere più tali e si rivelassero realtà concrete di malaffare con il sigillo di un’adozione/approvazione Consiliare?

A questo punto, le jeux sont faits, rien ne va plus.

Non sarà un bel giorno, sicuramente per il nostro Paese, quello in cui la Procura della Repubblica, finalmente, si dovesse svegliare e decidesse di vederci chiaro nel PSC, verificando eventuali pesanti responsabilità sia nell’iter procedurale che nelle scelte che, se fossero minimamente conformi alle indiscrezioni, in tanti modi si potrebbero definire tranne che politiche e strutturali?

E, se poi, allargando l’orizzonte, si verificassero le procedure adottate per tutti gli altri incarichi professionali? Qualcuno dirà: il “Regolamento” consente … ma a quale Regolamento si fa riferimento? A quello vigente nell’Isola dei Pirati o nella Repubblica delle Banane, cui si è attinto a piene mani?

Il Palazzo Municipale in tanti modi si può definire tranne che “Casa Comune” o “Palazzo di Vetro”. La trasparenza sembra essere una chimera. L’accesso stesso agli atti è reso difficoltoso, se non stancante ed a volte impossibile. L’uniformità di giudizio nell’istruttoria delle pratiche è difficilmente verificabile. Il gioco cosiddetto di “sponda”, è una prassi, si dice, consolidata. Dipendenti che svolgono azioni di attività libera con le pratiche d’ufficio, è cosa di pubblico dominio.

Quanta parte di questo sfacelo e di tante altre disfunzioni è attribuibile alla politica ed alle sue linee di indirizzo e quanta alla mala gestione da parte di una burocrazia infetta e strafottente?

Quanti sono i conflitti di interesse in atto? A chi l’onere di dissiparli?

Quanti sono i santi ignari e quanti i carnefici che da sempre vivono una situazione di privilegio determinata da una rendita di posizione a cui non si vuole porre fine?

A quando una nuova sensibilità sociale?

L’onesta intellettuale e formale, forse, non è cosa di questo mondo che vede una politica arraffatrice gestire il potere per il potere fine a se stesso con sullo sfondo l’interesse personale. Quando si riveste un ruolo a qualsiasi livello all’interno di un qualsiasi Palazzo del Potere, il ragionamento imperante sembra essere: se non ora quando? Che tradotto in modo più familiare e casareccio recita: se non approfitto di questo momento per farmi “i c … miei“ quando mi sarà data un’altra possibilità? Celebrato ormai dal più attuale “fatti li c … tua”, un Razziano modo di dire, oggi più imperante che mai.

Questa è oggi l’Italia e questa è oggi Palmi, che certamente non può definirsi un’isola felice in un contesto degradato, in quanto non è stata mai capace di rendersi immune dalle contaminazioni dannose al vivere collettivo, anzi,  le ha subite e le subisce ancora supinamente e colpevolmente.

Con questo chiudo ringraziandovi per l’attenzione prestatami, attenzione che, ne sono consapevole, come un lampo si spegnerà in un momento e finirà nell’oblio.

Dove sono i partiti politici? Dove sono gli uomini politici? Dove sono le persone oneste e disinteressate che vogliono soltanto il bene della loro “diletta” Palmi.

Questo è l’ultimo avviso ai naviganti da parte del LaboratorioPalmidomani.

Questo è l’ultimo appello affinché vengano rivelate e giustificate pubblicamente le scelte e le modalità che hanno portato alla redazione del Piano, scelte, ricordiamo, che devono essere improntate solo ed esclusivamente all’interesse collettivo, come all’interesse collettivo dovranno essere improntate le osservazione al Piano allorquando adottato.

Questo è l’ultimo appello, a mezzo stampa, affinché si apra alla partecipazione mettendo i cittadini palmesi al centro del dibattito, facendoli sentire, oggi per la prima volta e poi per sempre, protagonisti del loro futuro. Se anche questa ultima chiamata non dovesse essere ascoltata vorrà dire che daremo vita ad un “forum” ed i nostri incontri – dibattimenti – confronti si svolgeranno pubblicamente, avendo come sfondo la meravigliosa Piazza Amendola con la sua fontana monumentale ed i palazzi che la circondano.

Perché ostinarsi ad alimentare conflitti, scontri, contrapposizioni, antagonismi, discordie, contrasti, anziché, promuovere coesione, intesa, sintonia, in una sola parola “armonia”?

Carissimo Sindaco Barone, se ci sei batti un colpo ed assumiti le tue responsabilità, è nostro auspicio che un impeto di dignità, integrità ed onestà ti porti a verificare come i tuoi collaboratori stanno onorando le loro deleghe. Premiali se lo hanno fatto con impegno, avulsi da ogni interesse personale. Allontanali ed esponili al “pubblico ludibrio” se hanno peccato di ignoranza, arroganza, disonestà, incompetenza, tradendo con il loro comportamento la fiducia che in essi hai riposto.

Accertati che i mercanti siano fuori dal Tempio, ergiti a paladino della questione morale, affronta una crociata contro i soprusi che quotidianamente si consumano nel Palazzo e fuori di esso, garantisciti un posto nel cuore e nella mente dei tuoi cittadini e scrivi una “nuova”pagina nella storia di questa Città.

Infine, per chiudere in modo goliardico, chi non ricorda le “3B”, di un tempo non molto lontano, che hanno operato a vario titolo sul nostro territorio? Oggi che una “B” ci ha lasciati (degna persona, di grande competenza e professionalità, vittima della sua volontà di fare il Sindaco di questa Città) la sostituiamo con una nuova? E se per rendere ancora più forte il nostro team schierassimo in campo una o più “M”, per esempio? Peccato che non abbiamo individuato nessuno/a “W” cui fare riferimento, in compenso ci possiamo permettere il TURBO (un assessore attrezzato alla bisogna lo troviamo certamente) e via col vento, altri quarant’anni specchio e fotografia di quelli passati ci attendono.

Vi lascio con un’ultima riflessione. Altrove servono terremoti per consentire gli interessi di gente senza scrupoli, dalle nostre parti basta una “Zona 167” od un “PRU” o forse un “PSC”, all’azione devastante della natura si sostituisce quella degli uomini, al posto giusto al momento giusto, che definire complici è molto riduttivo, anzi, inadeguato per il ruolo.

Buona fortuna!!!

PS. = Any resemblance to real events and/or to real persons, living or dead, is purely desired. ( Ogni riferimento ad eventi accaduti e/o a persone, viventi o defunte, è puramente voluto)

______________________________________________________________________________

 

Al Sig. Sindaco del Comune di Palmi

labpalmidomani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il LaboratorioPalmidomani, non avendo avuto il piacere della sua presenza all’incontro- dibattito del 2 Maggio 2014, al quale è stata regolarmente invitata con tutta la sua corte ed i suoi adepti, né riscontro alla nota del 5 Maggio 2014, con la quale le veniva richiesto un incontro finalizzato alla verifica del profilo partecipativo alla reale elaborazione del PSC, le invia l’allegata missiva, non prima di averla fatta pervenire agli organi di stampa ed alle varie organizzazioni presenti nella città, sottoponendola alle sue riflessioni e considerazioni.

Palmi, lì 20/05/2014

Il responsabile organizzativo

______________________

Arch. Rocco Garipoli

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One thought on “Una storia italiana (PSC)

  1. Credo sia questa l’occasione per rammentare O.WILDE : “non esistono domande imbarazzanti, bensì risposte imbarazzanti”.

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