Sommersi

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Sono mesi, che le nostre città sono letteralmente coperte dai rifiuti. La chiusura dei termovalorizzatori e delle discariche, lo scandalo Leonia (l’azienda per la gestione dello smaltimento dei rifiuti di Reggio Calabria, coinvolta in uno scandalo enorme legato alla presenza di infiltrazioni mafiose e forzati movimenti economici erogati dal comune di Reggio Calabria per correggerne il disastroso bilancio economico), le ultime inchieste relative ai rifiuti tossici seppelliti nei nostri territori con il conseguente e inesorabile aumento dei casi di tumore, morti sospette e falde acquifere compromesse e avvelenate anche dal percolato nocivo proveniente dalle discariche incontrollate o abusive, non hanno fatto altro che peggiorare, se possibile, un problema annoso e imperituro che ci sta letteralmente seppellendo. Di questi giorni infatti inquietanti cronache hanno riempito i giornali locali evidenziando casi estremi di compromissione ambientale simile a quella della Terra dei Fuochi in Campania.
Il livello di emergenza e la mole di immondizia presente per le strade di città come Vibo Valentia o il Basso Jonio Cosentino ha costretto i genitori ad impedire di mandare i propri figli a scuola, oppure al comune di Bagnara di vietare agli ambulanti di poter fare il consueto mercato settimanale per le incerte condizioni igieniche. Da quando la discarica di Pianopoli è stata chiusa la situazione è peggiorata notevolmente.
Ormai è emergenza ambientale che però non si limita ad essere solo tale ma diventa un vero e proprio problema politico che affonda le sue radici nella distrazione o nella collusione degli organismi preposti, nel malaffare dilagante, nella mentalità compromessa, nelle irregolarità in ambito di sicurezza, con un’immane dispendio di risorse stanziate, ora per una emergenza ora per l’altra, senza mai arrivare ad una risoluzione definitiva del problema e neppure ad alleviarlo.
Il Circolo Armino da sempre propone un nuovo modo di affrontare la questione, ponendo l’obiettivo verso un nuovo punto di vista che vede la soluzione del problema essenzialmente nella sua elusione mediante il riciclo e il riuso dei materiali di scarto e nell’informazione puntuale dei cittadini. Mentre molte regioni italiane si avviano con successo all’obiettivo “rifiuti zero”, la Calabria purtroppo si attesta a livelli risibili con percentuali dei rifiuti differenziati che si aggirano attorno al 10% dell’immondizia prodotta e destinata alle discariche. È necessario sensibilizzare quante più persone possibile ad una nuova visione del rifiuto visto come risorsa e non come scarto; attivare campagne di raccolta porta a porta; abolire i cassonetti dell’immondizia; agevolare i cittadini virtuosi in ambito di riciclo attraverso incentivi speciali da spendere in altri servizi; attivare le isole ecologiche; incentivare i sistemi energetici alternativi; attivare stazioni di rifornimento ibride per la distribuzione di energia elettrica magari partendo dalle biciclette o ciclomotori. Capire che tutti noi dobbiamo cercare di risolvere questo tema partendo da noi stessi, dal nostro piccolo e cominciare a vedere il termine rifiuto non più come un sostantivo ma come un verbo: “mi rifiuto di essere ostaggio dei rifiuti”!
Palmi  22/03/2014 – Antonella Riotto

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3 pensieri riguardo “Sommersi

  1. Con l’auspicio che almeno in questo Palmi possa essere una fra le prime città promotrici di una sana inversione di rotta. Finché non capiremo che il rifiuto è una risorsa e non un fardello di cui disfarsi (è un eufemismo, visto che il rifiuto può solo mutare forma ed entità mai scomparire al 100% a meno di essere riciclato), finché non cambieranno tutte le politiche in merito ad energia e utilizzo delle risorse, allora ben pochi problemi potranno essere risolti.
    Tutto ciò però deve avvenire a partire da ognuno di noi perchè come diceva Gandhi, sii il cambiamento che vuoi vedere attorno a te.

  2. Lo scorso anno l’amministrazione comunale sembrava aver infine preso coscienza che solo la raccolta dei rifiuti porta a porta può condurci fuori dall’immondezzaio nel quale siamo costretti a vivere. Sul finire dell’estate veniva persino annunciato il ritiro dei cassonetti fronte strada entro il mese di ottobre. Non se ne fece invece nulla. Le ragioni di questo dietro front non sono mai state rese pubbliche nonostante che l’avvio della raccolta porta a porta fosse stata promessa dall’assessore all’ambiente dell’epoca (Pipino) insieme al sindaco attuale (Barone).

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