Inquinamento acustico e “deroga”

L’estate palmese è piena di sorprese! Certo non piacevoli!

L’affermazione che “identifica” il nostro circolo, “Un’altra Palmi è possibile”, diventa sempre più una domanda, con risposta negativa.

Queste sono le “LINEE GUIDA IN MATERIA DI TRATTENIMENTI MUSICALI EPUBBLICI SPETTACOLI datate  1/7/2013 e firmate dal Dr. Francesco Managò, Responsabile dell’Area 8 “Vigilanza ed attività produttive”

Nella prima parte di questo documento si apprende che è un problema da risolvere quello delle continue chiamate alle forze dell’ordine da parte di cittadini esasperati, soprattutto durante la notte, dall’inquinamento acustico proveniente da alcuni “esercizi di ristorazione”

Preso atto che andando incontro alla stagione estiva si riproporranno certamente le rimostranze dei residenti del centro storico, nei precedenti anni sfociate in continue richieste di interventi alle pattuglie della Polizia Locale e delle FF.OO. chiamate a far cessare la propagazione sonora eccessiva e fuori limite, anche a tarda notte;”

Nel proseguo si ha il conforto di sapere che esistono regole ben precise codificate  da leggi e regolamenti e che quindi, bene o male, viviamo in un paese civile che ha rispetto dei cittadini (come vedremo: pura illusione!!).

“In tali occasioni dovrà essere utilizzata esclusivamente strumentazione acustica senza amplificazione o impianti elettroacustici di moderata potenza (es. radio, stereo compatti) che dispongono di diffusori distribuiti uniformemente sul plateatico – “a pioggia” per la musica di sottofondo che deve essere fruita soltanto dagli avventori e pertanto che non giunga alle abitazioni poste negli isolati circostanti;”

ed anche che:

Come disposto dall’art.13 della legge Regionale 19 ottobre 2009, n.34, “Le emissioni sonore temporanee, provenienti da circhi, teatri e strutture simili o da manifestazioni musicali, non possono superare i limiti di cui all’articolo 3 comma 1, lettera h) e non sono consentite al di fuori dell’intervallo orario 9.00 – 24.00, salvo deroghe autorizzate dal Comune”; in tal senso, ove non possano essere rispettati gli orari anzidetti o i 65 dB (A) di emissioni sonore previsti dalla normativa Regionale, dovrà essere allegata apposita richiesta di autorizzazione in deroga del Sindaco ai sensi dell’art.13 comma 7 legge Regionale 19 ottobre 2009, n.34, su modulistica approvata….”

 Per completezza allego il comma 7 dell’art.13 della legge Regionale 19 ottobre 2009, n.34

 “Il Comune interessato può, su richiesta scritta e motivata, per esigenze locali o per ragioni di pubblica utilità, autorizzare deroghe temporanee a quanto stabilito dal comma 2, 3, 4, 5 e 6, prescrivendo comunque che siano adottate tutte le misure necessarie per ridurre al minimo il disturbo, acquisendo il parere sanitario della competente Azienda sanitaria provinciale al fine di tutelare la salute della popolazione interessata.”

 Sembrerebbe di capire che le deroghe all’orario 9.00- 24.00 dovrebbero essere caratterizzate da “eccezionalità” e motivate da esigenze locali o di pubblica utilità ( per esigenze locali non riesco a pensare a qualcosa di più di una festa patronale).  Ma non credo sarà cosi, viste anche le notti insonni che ho già passato.

Si dice che a pensare male non si sbaglia poi tanto spesso!

C’è all’inizio della “determina”una frase che credo sia “illuminante”

“Ritenuto di dover comunque contemperare le aspettative degli esercenti che tentano di incentivare l’afflusso turistico a scopi commerciali, offrendo un servizio gradevole e di qualità agli avventori;”

Per cui le “aspettative” degli esercenti sono commisurate alle “esigenze locali e di pubblica utilità” e quindi degne di deroga “continua” limitate solo da:

“Nello stesso sito, piazza o via, non potranno svolgersi contemporaneamente (medesimi orari e giorni) più manifestazioni musicali, al fine di contrastare l’inquinamento acustico e tutelare l’ambiente; in tal senso il SUAP dovrà concertare con gli esercizi un calendario condiviso;”

Pami 15/7/2013 – Gustavo Forca

 

 

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19 pensieri riguardo “Inquinamento acustico e “deroga”

  1. Dopo un lungo inverno passato in città al nord, in estate al rientro a Palmi, città dei meii genitori, mi piace far tanto casino fino all’alba. E bellissimo poi trovare il bar aperto alle quattro del mattino e incontrare tanta gente che ha voglia di divertirsi ancora.
    Viva l’estate di Palmi
    Samantha

  2. Se vogliamo avere una qualche possibilità di reale cambiamento dobbiamo prenderci carico di “tutti” i problemi dei nostri concittadini, soprattutto non facendo scale di priorità. Verso una qualunque problematica ognuno di noi ha un personale “valore di sopportabilità” che incide profondamente nella sua “qualità della vita” e quindi nello stare più o meno “bene” sia nel privato che nella sua vita “comunitaria”. Certo al momento non possiamo fare molto di più che “denuncia” ma questa dobbiamo farla verso “tutti” i problemi. Ovviamente parlo di diritti negati e non di “fisime”. Se faremo graduatorie, fossero anche dovute al numero di cittadini coinvolti, creeremo dei comparti stagno di interesse, e non una lotta “comunitaria”
    Solo quando il cittadino del centro avrà lo stesso grado di “insopportabilta” sia verso i suoi problemi che per quelli della periferia, e ovviamente viceversa, avremo qualche possibilità di cambiare.
    I cittadini lasciati “soli” non sono, solo, dei possibili “militanti” in meno ma diventeranno presto dei “nemici”.

    1. Gustavo, a mio parere la questione che giustamente poni va vista sotto due aspetti: uno giuridico, l’altro socio culturale, e anche politico. Sotto il primo di aspetto, come vedi la questione – che non è solo locale – è risolta. Palmi nel periodo estivo attira molte migliaia di persone, che siano turisti puri o di “rientro” e, nonostante si dica che non vi siano strutture o che manchi una vera e propria “industria” delle vacanze, tende a concentrare nelle ore notturne, specie al centro, frequenze a locali e -soprattutto – iniziative di puro svago. Senza troppi giri di parole: ciò che ordinariamente sarebbe schiamazzo, passibile di sanzioni, in questo periodo diventa lecito e consentito. Metti che – e lo sappiamo tutti – la gran parte delle persone, come il caso di Samantha, vuole iniziative chiassose che danno il senso della bella vacanzae, non secondariamente, viene rivolta molta attenzione agli esercizi commerciali che, piaccia o no, costituiscono una parte della nostra “industria ” estiva. Abbiamo, quindi, delle emissioni di rumore, provenienti da più parti e per motivi diversi, legale. In questo senso il problema è spiegato e risolto. Come accennavo, c’è poi il secondo aspetto, se vogliamo, di costume. In quanto a ciò, ritengo, paghiamo anche nostre tolleranze ed indifferenze verso politiche del divertimento, sempre più aggressive e al limite della tolleranza, di cui le amministrazioni comunali si fanno sempre più portatrici. Vuoi perchè si assecondano i “gusti” della gente (che spesso corrispondono a quelli degli amministratori), vuoi perchè (soprattutto) vi è un prevalere dell’iniziativa caciarona che appare più soddisfacente rispetto alla diversa opzione più sobria e riflessiva da proporre al pubblico (io credo che sarebbe preciso dovere di un’amministrazione non solo assecondare le tendenze più grossolane). Non voglio trarre conseguenze da episodi da me messi in risalto precedentemente, ma, qualche nesso tra esempi di iniziative che ho ritenuto diseducative (per usare un eufemismo), quali la baraonda dei go-kart o quella del raduno delle 500 d’epoca, dove si è inquinato acusticamente e non, e l’inclinazione a sfidare il buon senso e il limite di sopportazione, esiste. Dunque, Gustavo, il problema è sempre di ottiche diverse. A noi tocca il compito di tentare di arginare questo progressivo degrado.

      1. Dal punto di vista giuridico il problema sarà risolto quando il giudice competente stabilirà che le motivazioni giustificative della necessità della “caciara notturna spacca timpani” rientrano nell’ambito di “esigenze locali e di pubblica utilità”. Ed, inoltre, che sono state, comunque, “adottate tutte le misure necessarie per ridurre al minimo il disturbo”. Francamente non mi sembra che sia una “causa”persa in partenza!

        http://www.ambientediritto.it/Giurisprudenza/RUMORE.htm

        http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2010/4-maggio-2010/piantedosi-promette-interverremo-deroghe-orari-1602952669842.shtml

        http://www.casalenews.it/notizia/attualita/2013/04/04/il-comitato-centro-storico-basta-schiamazzi-notturni-controlli-e-sanzioni-o-ci-tuteleremo-in-via-giudiziaria/casale-monferrato-comitato-centro-storico/d853f044193726381e3c9e0be5f92e8c

        1. E’ chiaro che se parli di giudice si intende che debbano esservi denunce circostanziate e non semplici telefonate di protesta ai vari centralini. In estate come in inverno le questioni vanno affrontate caso per caso, nel senso che gli eccessi e gli abusi vanno contestati singolarmente. Non c’è dubbio, perciò, che il singolo cittadino o il nucleo familiare debbano dimostrare volta per volta che i diritti di chi vuole godersi le lunghe notti d’estate, sia esso avventore o titolare di un esercizio che introita di notte, eccedono i limiti della normale tollerabilità, la quale, appunto, varia secondo i periodi e le circostanze.

      2. Voi siete vecchi, basta con le chiacchiere, la vita è musica e movimento. Questa estate non voglio conoscere limiti i miei amici stanno arrivando e passeremo le notti al ritmo della zumpa dance. sapete che cos è? dico di no, sarà il ballo di tutti i giovani che trasformeranno il centro di Palmi in una movida che barcellona ci invidierà. Vedrete sui giornali ! che successo…… se decidete di ballare con noi toglietevi la dentiera per non perderla.

        1. Cara Samantha, colgo volentieri questa bella occasione di vivace e autentico dibattito, per dirti che apprezzo questa tua devastante vitalità; sei il culto della giovinezza personificato, il tuo “movimentismo” è incontenibile e, dato che siamo in tema, l’unico straripamento che mi piace (non so agli abitanti del centro) è quello che tu esprimi. Spero ci sia modo di conoscerci nelle prossime albe palmesi, in mezzo al casino di Corso Garibaldi.

          1. Questo fa piacere a tutti. Lasciate le protesi a casa, parteciperemo. E’ la cacofonia a volume assordante che da fastidio!

  3. Caro FB, ovviamente, ragioni da avvocato. In un paese democratico e civile il ricorso al giudice per salvaguardare un proprio diritto dovrebbe essere, in ogni caso, l’ultima ratio. Se poi si tratta, come in questo caso, di problemi di convivenza civile, certamente nel rispetto di giusti interessi economici, ci vorrebbe una preliminare concertazione tra le parti. Il prevaricare sfacciatamente gli interesse di qualcuno in favore degli interessi di altri, senza un minimo di mediazione, soprattutto se questo è fatto da chi è stato eletto, o incaricato, per salvaguardare e gestire il “bene” comune, mina nel profondo la stessa democrazia.
    Sei un suddito e sei solo. E la conseguenza logica è che, visto che i tuoi diritti praticamente non esistono, trovi sempre meno giustificazioni al tuo rispetto dei diritti degli altri.

    1. Gustavo, se c’è cosa che detesto più di ogni altra è dare il taglio da avvocato a ogni mia manifestazione. Devo dire che neppure in questa occasione ho “peccato” di deformazione professionale: non ho introdotto io il tema giudiziario sulla questione di cui stiamo dibattendo. La gran parte del mio primo commento, anzi, è incentrata su tutt’altra linea, parlo infatti di tendenze, abitudini e comportamenti da rivedere in senso extra-giuridico.
      Purtroppo, contro gli eccessi di ogni genere ci vogliono i contrappesi, la cui mancanza – me ne convinco sempre più – è l’altra faccia dei nostri acuti problemi locali.

      1. Condivido totalmente i tuoi interventi sui “costumi” e sulla necessità di regolare civilmente gli eccessi. E condivido totalmente anche il tuo intervento da “avvocato” (da me provocato). Soltanto trovo assurdo che in una società di diritto l’unica difesa, contro i diritti negati, sia il ricorso al giudice. Perché, sebbene il cittadino sia spesso portato all’esasperazione, da questo, soprattutto se attuato con l’escamotage della deroga, poi, praticamente sempre, subisce e non fa nulla. Ovviamente se non ci fosse neanche la possibilità del ricorso al giudice staremmo molto peggio.

  4. FB, praticamente unico mio interlocutore e forse anche lettore, visti i tuoi trascorsi nell’Amministrazione pubblica, puoi spiegarmi il nesso che unisce la Vigilanza alle Attività Produttive, conglobate nell’Area 8 sotto un unico Responsabile?

    1. Gustavo, all’epoca cui ti riferisci Vigilanza e A.P. non erano conglobate. Ogni settore ha un campo specifico di interventi e di attività. Scopro anch’io ora che i due settori hanno lo stesso Responsabile e non so quale preciso criterio sottenda a tale accostamento. Può darsi che le A.P., secondo le vedute amministrative di chi le ha unite alla Vigilanza, si prestino all’idea del controllo, e quindi…
      Per quanto io ricordi e sappia, le A.P. si prestano in modo particolare all’idea di promozione e di miglioramento del sistema della rete produttiva cittadina.

      1. FB, approfitto delle tue conoscenze giuridiche, e della tua disponibilità, per chiarirmi un dubbio che questa vicenda mi fa sorgere. Uno dei pilastri della democrazia è la divisione dei poteri. C’è chi fa le “norme” e c’è chi ha il compito di farle rispettare ecc ecc. E’ una deroga alla democrazia che la stessa persona decida alcune delle norme che, come altro incarico, è tenuta a fare rispettare? Sottolineo che non ho alcun dubbio che la persona in oggetto abbia le capacità necessarie ad assolvere qualunque dei due incarichi è la loro unione che non mi convince. Attendendo lumi….

        1. Da umile operatore del diritto provo a chiarirti il dubbio. Dici bene che in democrazia il principio della divisione dei poteri è garanzia di legalità e di correttezza amministrativa. Se però in seconda battuta ti riferisci a un caso concreto di presunta incompatibilità, devi indicare meglio il punto nevralgico. Nei comuni i regolamenti e le ordinanze (attività normativa) vengono emanati dal consiglio e dal sindaco, la giunta (con il sindaco) e i responsabili dei vari settori assumono atti gestionali. I responsabili (o capi area) compiono atti di autonomia gestionale che, anzi, a volte sono di esclusiva loro competenza. Va anche detto che alle deliberazioni normative a volte partecipano i responsabili di settore con pareri e relazioni. E’ pure il caso di aggiungere che, ovviamente, di per sè un principio non garantisce diritto e imparzialità, occorrendo sempre assicurarsi che la prassi lo rispecchi nel normale andamento amministrativo.

          1. Il pericolo che segnala Gustavo è reale. Se la politica delega alla burocrazia il suo potere-dovere di indirizzo vi sarà uno straripamento di potere e verrà meno la mediazione tra interessi che non può essere affidata ad un ufficio sia pure “onnipotente”.
            CIVIS

            1. Su questo sono d’accordissimo: è lecito e opportuno obiettare sulle effettive capacità di indirizzo politico che ben possono non risultare prevalenti rispetto alle ordinarie pratiche burocratiche. Se manca la politica, nel senso autentico della parola, un comune muore.

  5. In una discussione in piazza mi sono sentito dire che in fondo il rumore proveniente da un determinato locale non superava gli 80 decibel, quindi era “solo” superiore di 20 decibel rispetto al “consentito”. Senza addentrarmi in spiegazioni tecniche, peraltro facilmente rintracciabili su internet, voglio specificare che 10 decibel in più vogliono dire che il rumore è 10 volte superiore. Trenta decibel in più vogliono dire che il rumore è 1000 (10*10*10) volte superiore.

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