Ri-facciamo la Calabria!

La Calabria ha il più alto tasso di disoccupazione (19,3%) di tutte le regioni italiane, il doppio della media nazionale; gli indici di povertà più che doppi e 5 volte maggiori rispetto al nord Italia: una famiglia calabrese su quattro, lo certifica l’Istat, vive in povertà. Con 26 euro pro-capite contro i 116 euro della media nazionale, la spesa per interventi e servizi sociali è la più bassa d’Italia ed i pochi soldi sono elargiti, piuttosto che investiti nella qualità di servizi durevoli. Ora basta! Ri-facciamo la Calabria!

La sanità calabrese soffre della massiccia mobilità passiva verso le altre regioni e registra i più elevati danni erariali a carico delle Aziende Sanitarie (rimborsi superiori a quanto previsto dalla legge e dai contratti alle cliniche private, mancata riscossione dei ticket pagati dagli utenti dei laboratori): oltre 20 milioni di euro tra il 2007 e il 2010, di cui otto milioni e mezzo nella sola provincia di Cosenza. Gli ospedali calabresi hanno un numero di posti letto nettamente al di sotto dello standard nazionale che è di 3,5 per mille abitanti, mentre sono praticamente inesistenti le strutture ambulatoriali e l’assistenza a domicilio. Su cento bambini calabresi da zero a due anni solo 2,4 possono fruire di asili nido o di servizi integrativi per la prima infanzia mentre nel resto del paese la media è del 14%. Gli edifici scolastici non hanno le necessarie certificazioni,  la sicurezza latita, la sporcizia e il degrado sono ovunque. I rifiuti hanno invaso le città e i comuni più piccoli. Mentre in altre parti d’Italia  si lavora verso l’obiettivo “rifiuti zero”, in Calabria la raccolta differenziata non raggiunge neppure un misero 12%. Nell’arco degli ultimi dieci anni di gestione commissariale è stato speso oltre 1 miliardo di euro, un enorme flusso di denaro per un servizio che non è stato reso o è stato reso molto male. Ora basta! Ri-facciamo la Calabria!

L’abusivismo edilizio ha raggiunto in Calabria livelli intollerabili: centinaia di chilometri di costa sono stati irrimediabilmente distrutti, si è edificato in aree ad altissimo rischio idrogeologico, nella sola Reggio sono stati accertati oltre seimila immobili non accatastati che rappresentano, rispetto alle dimensioni della città, un assoluto primato nazionale. Le conseguenze sullo sviluppo urbanistico, sulla qualità del paesaggio, sull’economia e sulla sicurezza del territorio sono pesantissime. Coi suoi 780 chilometri di costa, il 19% del totale delle coste italiane, e le montagne del Pollino, della Sila, delle Serre, dell’Aspromonte, la Calabria offre una varietà di paesaggi che non ha eguali; eppure le presenze turistiche nella nostra regione sono appena il 2% del totale nazionale. Ora basta! Ri-facciamo la Calabria!

I primati negativi della nostra regione non sembrano finire mai. Questi non sono l’esito incorreggibile di un destino che grava sulla testa dei calabresi, sono piuttosto il frutto di scelte politiche sbagliate, fatte da amministrazioni incapaci o che rispondono a logiche clientelari, quando non addirittura infiltrate dalla criminalità organizzata. Altre regioni del Mezzogiorno sperimentano una nuova stagione di speranze ma c’è un sud del Sud, la nostra regione, che appare immobile e rassegnata. Noi crediamo, invece, possibile la Calabria libera dalla mafia e dalle clientele politiche, protetta nel territorio e nel paesaggio, in grado di prestare ai suoi cittadini i servizi essenziali della sanità e dell’istruzione, capace di offrire possibilità concrete di lavoro soprattutto per i più giovani. Per questo chiediamo a tutti i calabresi onesti, indipendentemente dalla loro passate scelte politiche ma che avvertono come noi che non è più possibile attendere, di unire le loro capacità e competenze, le loro passioni ed energie per rifare la Calabria. Insieme la rifaremo!

Palmi 29/6/2013 – Pino Ippolito Armino

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5 pensieri riguardo “Ri-facciamo la Calabria!

  1. … ed io replico da qui al mio fraterno amico Ciccio 🙂 precisando che ho scelto questi temi – il lavoro, la salute, l’ambiente – perché sono più direttamente nella responsabilità delle amministrazioni calabresi, comunali e regionale in primo luogo, e perciò nelle nostre mani. Se vogliamo possiamo davvero cambiare, dipende soltanto da noi.

    1. Giovani, diversamente giovani e non giovani, incredibilmente si interessano alla politica solo durante il periodo elettorale e, maggiormente, quando si svolgono votazioni locali. Per il restante periodo…. tutto tace.
      Non è un buon segnale che si invia alla cittadinanza; il partito dei non votanti diventa sempre più popolato e poco importa ( agli uomini di partito ) se si viene eletti sono da una percentuale minima degli aventi diritto al voto.
      A me pare che la politica, che non è un bene comune come ho scritto qualche giorno fa ma che invece dovrebbe esserlo, venga ancora concepita solo come strumento di potere e non come mezzo per offrire un servizio alla città ed alla cittadinanza.
      Ecco perché Pino ai nostri appelli nessuno risponde mai.
      Rifacciamo la Calabria ma, prima, rifacciamo i calabresi.
      Se ci sono idee nuove lanciamole!!!

      1. Le ragioni della scarsa partecipazione sono tante; vanno dal discredito i cui versano i partiti alla generalizzata sfiducia verso le istituzioni, dalla dilagante cultura dell’arricchimento personale all’apparente impotenza della politica ad affrontare i temi che più interessano i cittadini come il lavoro e il reddito. E’ un fenomeno vasto che riguarda tutto il Paese (ma non solo). Il M5S ha fatto della partecipazione una delle sue bandiere. Quanti sono quei militanti? Sappiamo che i votanti alle recenti primarie on line furono circa 20.000, vale a dire l’0,03% della popolazione italiana. Quanti sono gli aderenti al Circolo Armino? Una quarantina, cioè l’0,2% dei cittadini di Palmi! 🙂

        1. Riporto il commento ospitato altrove:
          Commento qui sull’articolo Ri-facciamo la Calabria perchè nella sua sede naturale non riesco ad introdurmi se non nelle risposte ad altri commenti, che però mancano.
          L’articolo tocca punti nevralgici della vita sociale calabrese, notoriamente deficitari, quali ad es. la sanità e l’amministrazione in generale. Sulla questione economica va fatta però una precisazione. Certamente i dati ufficiali di povertà così diffusa non rispecchiano altrettanta “disponibilità” nello spendere, compreso il fenomeno, contraddittorio, del costruire abitazioni. Credo peraltro che in Calabria vi sia un’evasione fiscale spaventosa. Ricette per una base di partenza minima: presenza fattiva dello Stato, visione comune delle cose, massimo impegno collettivo e coscienza individuale.

        2. Apprendo dal sito ufficiale del circolo che i votanti alle parlamentarie del movimento 5 stelle sono stati 20.000, e che questa cifra rappresenta lo 0.03 % di popolazione italiana, apprendo inoltre che gli appartenenti al circolo rappresentano lo 0.3% dei cittadini Palmesi. Visto che il discorso prendeva in esame la partecipazione, comprendo l’ironia con cui si snocciolano questi numeri.
          In effetti la partecipazione dei palmesi al circolo è di gran lunga superiore alla partecipazione degl’italiani al movimento 5 stelle.Ricordo come lo 0.03% di attivisti iscritti ufficialmente al blog, abbiano prodotto 8 milioni di voti e 136 tra deputati e senatori, quanti consiglieri comunali ha prodotto lo 0.3%?
          La mia non è polemica ma una semplice precisazione essendo uno dei 20.000, del resto non evidenziare come un ristretto numero di cittadini sia meglio che una segreteria di partito, nel designare i candidati mi sembra altrettanto superficiale.

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