CIRCOLO "A. ARMINO"

Un'altra Palmi è possibile

Radiocronaca Consiglio Comunale del 13/6/2013

Radiocronaca registrata da “Radio King International”

Tapiro d’oro e decreto salvadebiti, canile, approvazione verbali seduta precedente, trasferimento Acquedotto Vina nei locali PPM, (PSC) approvazione documento preliminare e bozza del regolamento edilizio, loculi cimiteriali

(durata: circa 1 ora e venti minuti)

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5 thoughts on “Radiocronaca Consiglio Comunale del 13/6/2013

  1. Non può non sorprendere l’impreparazione, da parte delle opposizioni, sui temi di bilancio. Mi spiace ma è un fatto.

    Assai più grave è la consapevole (?) scelta di non opporsi alle linee guida PSC proposte dalla maggioranza. C’è, lo si capisce dagli interventi, l’unanime adesione a una visione di sviluppo della Città che punta ad aggredire nuovi terreni, ad urbanizzare nuovi spazi. Una visione che è opposta alla nostra e che bisognerà spiegare ai cittadini.

    Forse si è parlato anche di noi (la sola opposizione anche se non istituzionale) con parole velenose e fuori luogo. Non c’è ragione per replicare nei medesimi termini.

    • E’ che, purtroppo, non sono più un giovinetto, ma se la memoria non m’inganna, l’attuale sistema di “larghe intese” Napolitano/Berlusconi o, se vi piace di più, Letta/Alfano, la nostra piccola comunità lo adotta da tempi remotissimi; sicuramente da oltre un ventennio.
      E se l’acqua è un bene comune, se l’aria è un bene comune, la politica non lo è, ma, dovrebbe?
      Credo proprio di si !!
      Ecco perchè evito di partecipare ad un qualunque dibattito di politica locale, anche quando si sviluppa in rete e tratta di argomenti importanti per la nostra cittadina : è chiaro chi io non voglia procurarmi dei nemici nella nostra piccola comunità dove tutti, più o meno, ci conosciamo e, magari, ci sopportiamo da una vita.
      Per una sorta di cultura, forse, ormai da troppo tempo consolidata, quasi tutti i benpensanti politici, compreso quelli più esperti e più ravveduti, non ascoltano di buon grado alcun tipo di critica al loro operato politico; si indignano, vogliono fare da soli, credono di non sbagliare mai , si sentono padreterni, i detentori della verità assoluta e, pertanto , sanno quello che fanno e vogliono essere lasciati in pace.
      Qualunque suggerimento da qualsiasi scranno provenga viene percepito come un segnale negativo che vuole inficiare, anche sotto il profilo professionale e personale, la loro capacità, la loro moralità e così il suggeritore diventa, automaticamente, un acerrimo nemico da combattere con ogni mezzo.
      Vi è, pertanto, una accentuata tendenza a personalizzare l’attività politica che dovrebbe, di contro, essere condivisa, pubblica e trasparente .
      Spero che tra i giovani questo sistema possa cambiare presto.

      • Carmelo, hai toccato alcuni punti “sensibili”. Il primo, per me fondamentale, è quello del dibattito, della dialettica, dell’attività critica. Tutti elementi che mancano drammaticamente e che bisognerebbe suscitare continuamente in ogni circostanza, non secondariamente nei siti dove ci incontriamo, credo in pochi. Io professo questa idea ripetutamente, anche perchè il concetto che “bisogna farlo in altri luoghi dove ci si incontra e si discute meglio”, mi suona come scusante per non parlare da nessuna parte.
        Il secondo punto, quello delle “conoscenze” che, come dici, scoraggerebbero eventuali inimicizie, è collegato, secondo me, al primo. Se non si parla, non ci si manifesta e non si rischia qualcosa, non si litiga con nessuno. Magari, non sarebbe neppure consigliabile, lo assucuro io, far parte di gruppi o partiti o movimenti che non consentono di “portare il pane a casa”. Se l’insorgere di qualche inimicizia è la prova che ci si è spesi in qualche modo, io avrei qualcosa in meno da rimproverarmi.

        • hai ragione

          • Commento qui sull’articolo Ri-facciamo la Calabria perchè nella sua sede naturale non riesco ad introdurmi se non nelle risposte ad altri commenti, che però mancano.
            L’articolo tocca punti nevralgici della vita sociale calabrese, notoriamente deficitari, quali ad es. la sanità e l’amministrazione in generale. Sulla questione economica va fatta però una precisazione. Certamente i dati ufficiali di povertà così diffusa non rispecchiano altrettanta “disponibilità” nello spendere, compreso il fenomeno, contraddittorio, del costruire abitazioni. Credo peraltro che in Calabria vi sia un’evasione fiscale spaventosa. Ricette per una base di partenza minima: presenza fattiva dello Stato, visione comune delle cose, massimo impegno collettivo e coscienza individuale.

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