UN’AMMINISTRAZIONE “SGARRUPATA”

Sembra che i beni comuni in questa città siano selvaggina disponibile per il primo che ci mette le mani sopra. La vicenda di villa Pietrosa, denunciata dai consiglieri d’opposizione Frisina e Boemi e ripresa da Enzo Infantino, inopportunamente denunciato e a cui va la mia solidarietà, è così sconcertante da  mettere in luce il mancato controllo del territorio da parte di questa amministrazione “sgarrupata”.  I sentimenti di frustrazione e di rabbia, che si provano nel leggere la cronaca, dimostrano come un bene comune di rilevante importanza non sia stato tutelato nella sua esistenza e agibilità come valore fondamentale della democrazia. Il sindaco si giustifica dicendo <<di non conoscere il signor Speranza che senza alcuna autorizzazione operava spontaneamente, gratuitamente e saltuariamente per piccoli lavori di pulitura  del parco attiguo alla villa Repaci>>. Ammesso che sia così, ma una ricostruzione di CO sembra smentirlo, perché dormivano, lui e l’assessore Pace, dopo essere stati informati dall’opposizione, da novembre sino ad oggi? Erano caduti in un lungo letargo invernale come i ghiri?  Ma quello che è sconcertante è il silenzio dell’assessore Pace che non smentisce la testimonianza dei consiglieri di opposizione, ammettendo di fatto che, almeno lui, era a conoscenza  del <<taglio degli ulivi per motivi di sicurezza>> e della presenza del signor Speranza, meritevole, addirittura, di una medaglia d’oro. Questa incomunicabilità tra il sindaco e il suo assessore lascia a dire poco perplessi e dimostra l’inadeguatezza, l’inefficienza e lo scarso interesse dei nostri lillipuziani amministratori a vigilare sulla villa Pietrosa. Certo è che la credibilità di questa giunta ruzzola in modo tragico-comico verso profondità irraggiungibili. Andando avanti di questo passo, e la scandalosa vicenda  del fotovoltaico  lo dimostra, le prospettive saranno veramente disastrose. Se ne vadano, prima che questa città, già decaduta, crolli definitivamente.

 Palmi 25/02/2013 –  Mimmo Gagliostro

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Da Calabria Ora  alcuni articoli degli ultimi giorni:

Incontrammo Pace con Speranza a villa Pietrosa”Caso villa Pietrosa, Infantino “Adesso Pace si dimetta”Palmi, il Comune sapeva di Speranza. Ecco il documento

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2 pensieri riguardo “UN’AMMINISTRAZIONE “SGARRUPATA”

  1. Presto o tardi, verrebbe da dire, i conti si saldano tutti.
    La sola speranza di cambiamento è quella che affida il nostro futuro a una politica infine libera da vicendevoli favori, da condizionamenti incrociati, da velati ricatti, da vergognosi traffici; pratiche, ch’è inutile negare, sono molto diffuse in tutt’Italia ma trovano particolare alimento soprattutto nelle regioni del sud.

    1. La querelle di “Villa Repaci” sfocia nella incredibile iniziativa del sindaco di denunciare sia Infantino che il giornale Calabria Ora. Al di là della stretta valutazione di ragionevolezza, tale passaggio rappresenta una vera e propria cantonata sotto il profilo dell’opportunità politica, prima di tutto, nonché amministrativa. Vi è, infatti, che appare assolutamente improvvido l’uso della querela in alternativa alla dialettica politica e amministrativa. Con apprezzabile tempestività ed opportunità, i partiti e le forze di opposizione alla maggioranza in Comune, hanno espresso solidarietà politica a Infantino, stigmatizzando l’uso della querela (la cd. carta bollata) come forma impropria e di degenerazione dell’ambito politico.
      La posizione assunta dai partiti del centro-sinistra sull’accaduto, resa pubblica dalla stampa, segna, obiettivamente, un passaggio molto grave per un’amministrazione comunale, come una sorta di bruciante bocciatura. Invero, non è finita quell’onda lunga di particolare “non sense” politico e amministrativo partita dalla giunta Gaudio, costellata di episodi di grave intolleranza politica e di particolare caduta di gestione della cosa pubblica.
      L’importante presa di una posizione politica spiega due cose: primo che è in atto una inversione di tendenza, e che, auspicabilmente, non sarà possibile, come nella fase Gaudio, che passi in cavalleria qualsiasi stortura, ideologica e gestionale. In questa prima considerazione non può mancare un motivo di attenzione a chi, come la nostra associazione, ha contribuito, se non in massima parte, in modo considerevole senz’altro, a riaccendere il significato di una interlocuzione critica nella Città.
      Il secondo corollario mette insieme il passato e il futuro dell’amministrare. Occorre cioè essere tutti consapevoli che si deve ripartire dal senso della considerazione di quel “minimum”, parola che nell’antichità esprimeva un concetto, con riferimento all’amministrare, fatto di difficoltà, di impegno, di errori ed anche di inadeguatezze, ma certamente di decoro.

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