“Orto di guerra” & C

Avviamo con un primo contributo il nostro impegno per il settore informazione e internet, con due articoli apparsi sul CorriereEconomia: il primo in data 21 gennaio, su un progetto partito nella Locride sull’economia senza denaro; il secondo è apparso l’11 febbraio scorso e riguarda il cd. “esdebitamento”, introdotto con il decreto Crescita 2 del gennaio 2012, con modifiche apportate nell’ultima finanziaria. Anche questo un esempio di economia di crisi che estende alle famiglie la possibilità di ristrutturare i debiti, già prevista per le aziende indebitate. Da ciò se ne trae prima di tutto un’indicazione, una misura, della realtà economica attuale, in secondo luogo ne può derivare una utile informativa e per le diverse opportunità di fruizione di tali possibilità, e per  eventuali idee di progetto.

Palmi 19/02/2013- Francesco e Gustavo

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Da Corriere  del Mezzogiorno- Economia – 21/02/2013:

Aiutamundi-In Calabria il baratto diventa moderno

Da Corriere  del Mezzogiorno- Economia – 11/02/2013:

Debiti- Anche le famiglie potranno ristrutturarli

 

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3 pensieri riguardo ““Orto di guerra” & C

  1. La prima di queste notizie è un bell’esempio di economa solidale, di “mercato sottratto al Mercato”, in accordo con le teorie sulle monete complementari che stanno riscuotendo un certo successo anche mediatico. Bisogna tuttavia, a mio avviso, sapere che si tratta di esperienze che non possono che restare limitate e sopravvivere grazie alla generosità di alcuni dei loro fautori.
    C’è, invece, chi si spinge a ritenere che questa forma di nuova economia possa divenire una risposta efficace alla nostra presente gravissima crisi, e addirittura costituire un modello alternativo all’attuale.
    Osservo che si tratta di un’economia sottratta anche al fisco. (Non è chiaro come possa Z, gestore di supermercato, giustificare l’uscita di prodotti per cento euro dati a Y in cambio delle arance, anche queste non fatturate, ricevute successivamente da X)
    Se massimamente estese queste esperienze dovrebbero condurci verso un nuovo modello sociale nel quale non c’è posto (o non c’è bisogno) dello Stato perché i servizi che attualmente sono erogati dalle pubbliche amministrazioni sarebbero disponibili attraverso lo scambio tra privati. Non credo che mi piacerebbe né che possa ben funzionare questo (nuovo?) modello.

    1. Concordo con te che queste sono solo forme di solidarietà e mutuo soccorso attuabili in periodi di crisi conclamata. Da ciò il titolo “orto di guerra…”.
      Interessante, se pienamente attuabile, la seconda opportunità per un riordino ed una dilazione dei debiti, anche in periodi “quasi” normali. Bene ha capito la cosa Berlusconi che, nel nuovo “contratto”, inserisce la dilazione, oltre allo scorporo di ammende, diritti e super interessi, dei debiti con equitalia. Perchè la sinistra in tale senso tace, limitandosi ad affermare la propria contrarietà a ingiusti condoni? Non dovrebbe essere una priorità della sinistra cercare di salvaguardare gli interessi delle famiglie, sopratutto disagiate, anche nei confronti di equitalia. Da tenere presente che ben pochi dei debiti con equitalia scaturiscono da “pura” evasione, essendo la maggior parte “debiti sul dichiarato” non pagati per mancanza di liquidità.

      1. A causa del mio solito impedimento tecnico di ius primum commento, intervengo da qui sul tema delle nuove deleghe comunali. Ovviamente in negativo senza che vi sia bisogno di spiegazioni particolari. E perché, appunto, non ce n’è bisogno, e perché scendere nello specifico è come farsi prendere per i fondelli: dovremmo chiederci piuttosto come mai in questo paese (che io mi sono sempre rifiutato sdegnosamente di chiamare così), i buoni ragionamenti non servono a niente e neppure gli strali resi pubblicamente (magari ti rispondono con la lettera falsa)…

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