CIRCOLO "A. ARMINO"

Un'altra Palmi è possibile

Ora tocca votare

Molto spesso si scrive per chiarire le idee a se stessi piuttosto che per provare di chiarirle ad altri. Questo è certamente il caso, a pochi giorni dal voto e con tutte le difficoltà (http://www.losbavaglio.org/cultura-e-societa/politica/1025-la-difficolta-del-voto.html) di chi si sa che nessuna delle forze in campo merita piena fiducia e che per di più il panorama politico italiano, unico caso in Europa, non presenta un partito della sinistra che non sia l’escrescenza elettorale di un sol uomo, condannato leader. A tanto peso concorre anche una legge elettorale per la quale sono stati consumati tutti i peggiori appellativi ma che è rimasta, a dispetto dei tanti impegni, a regolare i nostri voti e a trasformarli in seggi con modalità schizofreniche alla Camera e al Senato. Andremo a votare con quest’animo ma anche con la convinzione che impedire il ritorno della destra berlusconiana e leghista al governo sia un dovere assoluto, al quale non dovrebbero sottrarsi soprattutto i cittadini meridionali che hanno pagato il prezzo più alto all’età di Berlusconi, e che rischiano di pagare un prezzo ancora più alto se il progetto di macroregione del nord dovesse andare in porto.

Si tratta in buona sostanza di scegliere tra l’alleanza PD-Vendola e la lista di Ingroia, avendo in mente che nel primo caso si vota per una coalizione che dovrebbe formare il nuovo governo, nel secondo di dare voce parlamentare a quella parte del paese che vuole esaurita la politica del predominio assoluto delle logiche di mercato. (Trascuro qui le liste col bollino di qualità certificato da Grillo e Casaleggio perché non c’è nulla nella loro genesi e nelle loro pratiche che sia vicino al mio sentire politico; nondimeno riconosco la bontà di molte delle battaglie a cinque stelle e auspico una loro presenza in parlamento, nella convinzione che svolgeranno un’utile azione a vantaggio della trasparenza e della legalità). Capisco bene che, nelle circostanza date, si possa ritenere prioritario dare rappresentanza all’alternativa radicale di sistema piuttosto che fare da argine alle destre, come sembra fare, ad esempio, Marco Revelli (ma credo di capire che la sua dichiarata scelta nasca principalmente dal desiderio di non compromettere future evoluzioni in quell’area politica). E questo sarà tanto più vero quanto più si ritenga potenzialmente proficua la battaglia parlamentare rispetto a quella che si può fare al di fuori delle istituzioni; tanto più si riterranno (alla Grillo) simili e indistinte le coalizioni di destra e di centro-sinistra; tanto più si crederà Vendola ormai perso alla causa antiliberista; ma anche tanto più si riterranno credibili le voci che Rivoluzione Civile potrebbero portare in parlamento.  Un’analisi anche distratta delle liste Ingroia regione per regione mostra che 1) al Senato dove non c’è trippa per gatti si è dato ampio spazio a volti nuovi con la sola eccezione di Diliberto capolista in Emilia Romagna che sembra essere lì solo per distrarre questa analisi (o sacrificato per aver bussato sino all’ultimo momento utile alla porta del centro-sinistra?); 2) alla Camera le pedine sono disposte per l’elezione di Ingroia, La Torre, Ferrero, Di Pietro, Favia, Messina, Bonelli, forse Cucchi, Ruotolo, Licandro, Lucarelli, Soffritti. Ciascuno valuti come crede il tasso effettivo di novità e la idoneità dei candidati a rappresentare, con coerenza e possibilmente con omogeneità,  idee e interessi della sinistra politica. Una valutazione che non potrà neppure prescindere, credo, da considerazioni fondate a livello regionale.

Per parte mia penso debba essere data massima priorità alla sconfitta di Berlusconi, che potrebbe risultare davvero tombale come i suoi desiderati condoni. Perciò voterò nel centro sinistra; in questo confortato dalle dichiarazioni di Pietro Ingrao, Luciano Gallino, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky e altri ancora di cui ho massima stima. Vorrei votare, come Gallino e Ingrao, SEL (SEL con Vendola), ma lo farò solo alla Camera, al Senato il mio voto andrà al PD che candida come capolista, qui in Piemonte 1, Ignazio Marino che spero diventi il prossimo ministro della salute.

Palmi 18/02/2013- Pino Ippolito Armino

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3 thoughts on “Ora tocca votare

  1. Mi pongo il problema di cosa può cambiare, anche ammettendo che vinca la sinistra. Cosa che mi auguro, come il minore dei mali. Ovviamente mi riferisco ad una vittoria che permetta di governare da soli, perchè se dovesse avere bisogno di alleanze…. Dio ci salvi da un governo in cui partecipano capitalisti, che sanno bene cosa fare, assieme ad una sinistra … “smarrita”.

    • L’opinione di molti analisti è che PD-SEL avrà bisogno di allearsi con Monti al Senato, e secondo i più pessimisti non basterebbe neppure (frutto avvelenato di una legge elettorale vergognosa). Ma anche dovesse farcela senza stampelle esterne quell’alleanza, che resta comunque la più auspicabile, non produrrebbe gli effetti desiderati.
      In ultima istanza confido che PD-SEL e gli eletti del M5S, nell’impossibilità di governare insieme, facciano due cose prima di ridare la voce agli elettori: 1) una legge severissima sul conflitto d’interessi che chiuda per sempre la partita col peggior uomo politico della storia contemporanea d’Italia; 2) una nuova legge elettorale che consenta agli elettori un margine effettivo scelta e contemperi governabilità e rappresentanza.

  2. Vorrei aggiungere, per quanto ciò si possa agevolmente dedurre dall’incipit, che le mie dichiarazioni di voto, oltre ad essere del tutto personali, sono dettate e fors’anche condizionate dalla situazione locale della regione dove voto; e perciò, ca va sans dire, capisco e apprezzo scelte del tutto differenti dalle mie.

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