05-Primarie e altro

Alcune considerazioni di Gustavo F. sulle primarie.

A me personalmente sono passati gli entusiasmi per le primarie. Anche se io stesso avevo scritto e, ovviamente, condiviso:“Perché le primarie”. Molto probabilmente il mio era solo un sogno avulso dalla realtà di Palmi. Spero di sbagliare, essendo ben poca cosa l’avere io ragione rispetto al bene del nostro paese.

Un’analisi  degli ultimi  fatti e delle realtà “oggettive” mi portano a fare alcune considerazioni  molto tristi.

L’elettorato di Palmi è pochissimo politicizzato, certamente perché deluso per molti decenni dal comportamento dei partiti, dalle loro promesse non mantenute, dal loro darsi da fare solo in vicinanza di elezioni, probabilmente per arraffare qualcosa,  e dal loro pressoché totale disinteresse ai bisogni della comunità.

L’elettorato palmese  non crede più, da molto tempo ormai, che i suoi sacrosanti diritti possano essere salvaguardati, e i suoi altrettanto sacrosanti bisogni possano essere soddisfatti,  dalla classe politica, presa in toto. Da cui , comunque,  scaturisce  sia la classe dirigente sia quella di opposizione. Questa sfiducia accomuna sinistra, centro e destra e tutti i partiti che ne fanno parte.

I partiti a Palmi sono dei fantasmi che si autoreferenziano, essendo senza radici nel territorio. Con gran clamore di catene si fanno sentire solo in determinate occasioni. Quando c’è l’occasione di salire su un palco (per fare la “ruota”) e soprattutto in vicinanza di elezioni.

L’elettore palmese considera il voto  non l’espressione massima del suo “potere”, sancitogli dalla Costituzione,  non il mezzo con cui , se è il caso,  può cambiare la “storia”, ma qualcosa per favorire, con o senza contropartita, il conoscente, il vicino di casa, il professionista di cui si ha bisogno, il datore di lavoro,… Quando non è un discorso di conquista del potere  da parte di  “clan”. Questa disaffezione al voto e alla politica , come dicevo, ha radici profonde .  Le Amministrazioni Comunali, certamente l’espressione massima del “lavoro”  dei partiti, sono state quasi sempre talmente banali , senza idee  e deficitarie verso il bene comune, da potere affermare che “chiunque” altro avrebbe potuto fare meglio, o, certo,  non avrebbe fatto peggio, mentre  al contempo sono state  molto prolifiche di favori personali, sistemazione di amici e parenti, intrallazzi nella zona grigia, ecc. Bisogna comunque fare dei distinguo: qualcuno ha cercato di fare qualcosa di diverso, ma è stato presto tolto di mezzo non essendo funzionale  agli interessi di chi realmente comandava!

Qualche segno di vita verso i valori del bene comune, i bisogni della gente,  la ricerca di nuove idee, di nuove possibilità, da troppo tempo nel nostro territorio proviene solo da circoli ed associazioni.  Se questo è comunque un buon segno,  essendo la cartina di tornasole che segnala  univocamente che c’è gente che ha ancora voglia di fare, che non si è ancora arresa, è certamente, altrettanto univocamente,  il segnale della mancanza di fiducia nelle istituzioni e nei partiti, relegando la “voglia di fare”  non al pubblico ma al privato.

Cosa dovrebbero essere le primarie soprattutto a Palmi?  Certamente il riavvicinamento della gente alle istituzioni, con la rinascita di una nuova fiducia che faccia sperare che  dalle stesse possa venire  la soluzione  (o almeno un tentativo “serio” di soluzione) dei gravissimi problemi comuni.

Questa ritrovata fiducia dovrebbe portare tanta gente a mettersi in gioco. Tanta gente  che adesso si tiene prudentemente “fuori” , per non “sporcarsi”, per non assomigliare a Don Chisciotte con le sue “cariche” ai mulini a vento, o peggio, per il “pudore” di non fare vedere agli altri che ancora si “crede” ad un “codice di cavalleria”, ormai “desueto”, valido solo per  anacronistici  “idealisti” fuori tempo massimo.

Questa “nuova” gente che rientra nella politica attiva, anche al di fuori di contesti “partitici”, potrebbe essere portatrice di nuove idee, ma soprattutto di una nuova voglia di fare. E perché no, da questo, poi,  potrebbe anche scaturire una rinascita dei partiti.

Il mio entusiasmo verso le primarie sta scemando molto, in questi ultimi tempi,  soprattutto per il comportamento dei “partiti”. Capisco, anche se personalmente non la  condivido, almeno nella situazione attuale di Palmi, la teoria per cui se vuoi “fare qualcosa” comunque devi avere il “potere di farla”. Per cui sarebbe  giusto un gioco di alleanze  e di patti, tra i partiti, che portino a schieramenti che abbiano  una qualche possibilità di vittoria;  che dia, poi, la  possibilità effettiva di “fare”. Non la condivido perché questa logica, per essere portatrice di bene per il popolo,  presupporrebbe che i partiti fossero effettivamente l’espressione della volontà dello stesso  (suoi rappresentanti) , e non , come troppo spesso capita, solo il paravento per soddisfare  interessi personali o smanie di arrivismo e protagonismo.

In questo  contesto le paure che le primarie abbastanza facilmente possano essere manipolate da alcuni personaggi in possesso di pacchetti di voti che facilmente determinerebbero la vittoria, non essendo certo preventivabile una partecipazione popolare in grado di vanificare qualunque calcolo, diventano preponderanti rispetto ai pochi benefici  che potrebbero dare.

Trovavo già estremamente ridotto il tempo disponibile (prima delle elezioni normali) per organizzare delle primarie con un minimo di senso logico e di garanzie.

Essendo indispensabile,  per esse,   tornare a dialogare con il popolo, sia per discutere con lui sulle scelte da fare,  sia per riacquistare la sua fiducia, sia  per convincere gente nuova a partecipare e impegnarsi, sia, infine,  per studiare nuove possibilità  e/o  avere nuove idee .

Restringere ancora questi tempi vuole solo dire impedire di fatto il loro svolgimento o volerne  fare un abominevole pastrocchio.

Palmi 26/12/2011

Annunci

13 pensieri riguardo “05-Primarie e altro

  1. Condivido pienamente l’analisi di Gustavo proprio perchè è la fotografia della realtà Palmese, passata e presente, un fermo-immagine che dura ormai da sempre, che non lascia intravedere segnali di cambiamento alcuno e, sul quale, tante volte abbiamo avuto modo di confrontarci e sperare di poter lavorare per provocare un minimo sussulto.
    Non mi meraviglia per niente la “sapiente” insipienza delle forze politiche che, evidentemente in questo humus trovano il loro naturale “brodo colturale”, il mezzo ideale attraverso il quale e per il quale continuare ad esserci e moltiplicarsi.
    Non mi stupisce, come più diretta conseguenza, l’estraneità della cittadinanza alla cosa pubblica (nella larga maggioranza dei casi) e neanche l’adesione e la complicità, sotto qualunque forma essa si realizzi, al sistema di potere clientelare partitico ed elettoralistico, alla “fuligginosa” etica
    del “farsi gli interessi propri” spesso calpestando quelli comuni. Il silenzio su queste modalità di automantenimento di una società civile scolpita nella pietra, è diventato complice.
    Dove non c’è sopore, adeguamento, connivenza c’è sempre clamore, idee, immaginazione e trasparenza.

    Ci vorranno secoli per scalfire questo muro che si erge tra una parte di società ormai in movimento e il suo contrario. Per il salto del guado è indispensabile una capillare e costante operazione di presa di coscienza e di consapevolezza critica, una educazione permanente alla concezione e alla volontà di presenza dello Stato.
    Ovvio che non bastino una semplice dichiarazione d’intenti su le primarie e sul loro significato,per i più concetti vuoti, se non si ha il tempo di riempirli di ragioni, motivazioni e certezze, ovvio che tutto lasci il tempo che trova se non si affronta il problema di un meccanismo di voto che non rappresenta gli ultimi e i deboli; certo, invece, il probabile proliferare di liste e listini nei quali non si esprime partecipazione ma solo “infiltrazione”.

  2. Sfortunatamente questi sono i partiti con i quali abbiamo a che fare, questi i gruppi dirigenti che, ancorché alla testa di deboli organizzazioni, possono contare sul voto di opinione dei numerosissimi cittadini palmesi che non seguono direttamente le vicende politiche locali.
    Sul fatto che la scelta di rinviare, e poi ancora rinviare, la decisione sulle primarie sia un espediente tattico per renderle di fatto impraticabili, sembra non esserci più che pochi ragionevoli dubbi. Se così sarà, come temo sarà, avremo ottenuto comunque un primo utile risultato: quello di aver smascherato la realtà dei partiti e di aver offerto alla Città un metodo alternativo alla designazione oligarchica del candidato sindaco, con il suo oscuro allegato di spartizioni e di accordi sottobanco. Un metodo alternativo nel quale vi è posto per discutere di programmi, di riflettere su idee e proposte, di mettere a confronto volontà e capacità dei candidati.

    Un discorso a parte merita l’esistenza dei “pacchetti” pre-confezionati con il voto degli elettori. Una realtà che, se confermata su ampia scala, toglie respiro a qualunque progetto di cambiamento e di rinnovamento, tanto alle primarie che alle elezioni vere e proprie. Tuttavia la stessa, precedente elezione di Gaudio, l’uomo della provvidenza votato da molti perché trionfasse l’anti-politica, dimostrerebbe la possibilità stessa di battere gli schemi dei partiti e le loro consolidate basi di partenza. Ad ogni modo questo, io credo, è da farsi; in tempi che non possiamo determinare ma che sono determinanti per il futuro di Palmi e che, a causa dell’attuale crinale storico, saranno verosimilmente incisivi per lunghi anni a venire.

  3. La delusione di Gustavo verso le primarie è una sua posizione personale che certamente va rispettata ma non mi sento di condividere e, per spirito di confronto, vorrei citare vari motivi. 1° non mi pare essere vero che i partiti, sotto sotto, non vogliono le primarie. In tutte le riunioni interpartitiche che si sono succedute, tutti hanno invocato le primarie con volontà e fermezza; 2° non mi pare che le primarie possano essere strumentali perchè ogni candidato ha interesse di vigilare sull’altro e sullo svolgimentio delle stesse affinchè non succedano intrallazzi. Già si è indotti a segnalare imbrogli dove non esistono; figuriamoci se esistessero davvero. Altro aspetto. Nel terzo comma, Gustavo dice due cose: 1° che l’elettorato non è politicizzato. Poi dice che l’elettorato è deluso dalla condotta dei partiti. A me viene da pensare che l’elettorato, a Palmi, non ha alcun diritto di lagnarsi dalla condotta dei partiti perchè l’elettorato a Palmi non ha mai avuto interesse di policizzarsi ma ha sempre alimentato il clientelismo. Dà il voto all’amico, al parente, al proprio punto di riferimento perchè pensa di ottenere il favore immediato. Questo concetto, pealtro, è confermato dallo stesso Gustavo, al comma 6. Se l’elettorato a Palmi fosse stato politicizzato, non avremmo avuto amministrazioni fallimentari. Se l’elettorato avesse inteso il voto come: “espressione massima del suo potere sancitogli dalla costituzione” avremmo avuto un elettorato interessato, partecipe alle assise, critico ma costruttivo, imparziale ed obiettivo. Tutto questo non c’è. Allora, il carico di dare a Palmi il giusto volto ed il giusto valore sta a quei pochi volentrerosi che si vogliono occupare di politica, sta alle associazioni, che come forza sociale garantiscono un ottimo contributo ed equilibrio all’asse politico ed entrambi gli scheramenti (partiti e associazioni) devono lavorare in pace ed in armonia senza essere attaccati dall’elettorato perchè quest’ultimo, essendo strumentale, clientelare, qualunquista ed opportunista non ha il diritto di sparare a raffica contro chi impiega tempo, energie, impegno e programmi nel tentativo di costruire qualcosa di buono. Vorrei che Gustavo non alimentasse il disfattismo quando afferma che “qualche segno di vita verso i valori e verso il bene comune proviene SOLO dai circoli e dalle associazioni”. Gustavo sa che non è vero perchè le associazioni (se pure prezione) da sole non basterebbero per fare un bel niente. Ma vorrei fare notare anche la contraddizione. Se pensa che il bene comune deriva solo dalle associazioni, che partecipa a fare alle riunioni politiche? Beh! Personalmente penso che è bene che continui a partecipare alle riunioni politiche ma che si tolga dalla testa l’errato pensiero che il bene comune va ricercato solo nelle associazioni. Grazie.

    1. Nino, la mia è una posizione assolutamente personale che può benissimo non coinvolgere minimamente quella del Circolo che scaturirà, come sempre, da un dibattito interno.
      Certamente prima credevo molto nelle primarie e sarebbe stato da folle, credendoci, pensare che potessero essere gestite al di fuori dei partiti. Per questo, con entusiasmo e voglia di fare ho partecipato, unitamente agli altri soci del Circolo, a tutte le riunioni in cui ci è stato possibile andare.
      Non tutti i partiti ( ovviamente della sinistra)hanno dimostrato entusiasmo verso le primarie, certamente non le hanno bocciate, ma la posizione di alcuni di essi è sempre stata che ( le primarie) sono solo uno dei modi in cui possiamo scegliere i nostri rappresentanti. Certo non il peggiore ma altrettanto certamente neanche l’unico.
      Questa secondo me è una scelta “attendista” che ha il solo scopo di verificare se diversamente si può ottenere di più. I partiti stanno facendo il loro mestiere…. Essendo votati esclusivamente alla conquista del potere, stanno tessendo le loro trame e le loro alleanze.
      Il nostro discorso sulle primarie si basava su altro. Un dialogo con il popolo e con tutte le “forze” schierate ( partiti , circoli, associazioni) che definisse un programma comune ( almeno delle sinistre) e indicasse gli uomini che poi lo avrebbero realizzato ( se avessero vinto le elezioni ordinarie). Per me questa cosa , ogni giorno che passa è sempre meno realizzabile! Probabilmente, ripeto, era solo un sogno impossibile nell’attuale situazione palmese.
      Chi, sopratutto, ha remato contro o, semplicemente, non se ne è curato particolarmente è stato il PD. Essendo impensabile fare le primarie senza questo partito, questa sua “noncuranza attendistica” ha praticamente affossato le primarie.
      Spererei che le elezioni venissero rimandate a novembre per riavere i tempi necessari a coinvolgere larghi strati di popolo nella scelta di programmi e uomini. Fare le primarie per una elezione ordinaria che si tenga nei mesi di aprile o maggio vuole dire che avremmo , tutto compreso, al massimo un paio di mesi di tempo per realizzarle A me questo tempo sembra insufficiente e ci costringerebbe a scegliere tra i “soliti quattro” indicati dai partiti in modo molto “autoreferenziante”
      Non credo assolutamente che l’elettorato palmese sia “malato dentro” o che abbia sempre e solo praticato il clientelismo. E’ certamente deluso, stanco ,non crede nel voto, ha sempre dovuto “arrangiarsi”, ha sempre visto calpestati i suoi diritti, non ha mai viste realizzate le promesse,ha riscontrato che chiunque votasse, poi, era sempre la stessa “brutta” storia,..
      Nino, rimandiamo ogni giudizio a dopo che gli avremo dato una Amministrazione “decente”, possibilmente dandogli anche la possibilità di sceglierla!

  4. Ti segnalo due tue contraddizioni. La prima. Verso la parte centrale del tuo commento tu dici che il vostro discorso si basava sul dialogo con il popolo e con tutte le forze schierate.(partiti, circoli e associazioni) però in altre parti del discorso tu e altri affermate che i partiti non servono a niente e che SOLO i circoli e le associazioni possono costruire qualcosa di positivo. Ma se è cosi, come mai pure i partiti sono coinvolti in un dialogo con il popolo?. La seconda. Verso la parte finale del tuo commento dici: “Non credo assolutamente che l’elettorato palmese sia “malato dentro” o che abbia sempre e solo praticato il clientelismo” . Gustavo, questo è il concetto che hai tu stesso hai espresso al sesto punto del tuo primo commento. Veramente sono disèpiaciuto e mortificato per il discorso di Pino Ippolito di cui nutro tanta stima, rispetto e affetto. Il suo discorso non è critico: è offensivo. Veramente non me l’aspettavo. Capisci benissimo che si fa parte di un partito politico si sente toccato a livello personale non più partitico. Comunque, ognuno muove le critiche che vuole ma che sarebbe giusto sviluppare poi nelle sedi opportune.

    1. Nino, ti chiarisco la mia contradizione. Il popolo non crede più nel voto e nella politica e quindi agisce di conseguenza, con comportamenti non certo edificanti.La colpa di questo non è sua ma di decenni di malgoverno, gestito dai partiti. Per cambiare questo stato di cose bisogna tornare al “dialogo” e al “buon governo”.I partiti debbono smetterla, quando sono in buona fede, di credersi degli “unti” del Signore, con l’infallibilità e l’onniscenza, e tornare all’umiltà degli uomini comuni che hanno bisogno di dialogo e confronto per fare , o almeno tentare di fare, qualcosa di buono

  5. Una precisazione che mi sento onestamente di fare.
    Ho scritto:”Non tutti i partiti ( ovviamente della sinistra)hanno dimostrato entusiasmo verso le primarie, certamente non le hanno bocciate, ma la posizione di alcuni di essi è sempre stata che ( le primarie) sono solo uno dei modi in cui possiamo scegliere i nostri rappresentanti.”
    Da quanto detto si può certamente desumere che alcuni partiti hanno dimostrato entusiasmo verso le primarie…. La cosa, comunque, dal “fiume” di parole scritte potrebbe non apparire evidente e sfuggire al lettore, quidi meglio precisare per non provocare equivoci. Certamente SEL sin dal primo momento ha dimostrato entusiasmo per le primarie e ha sempre remato a favore delle stesse, e del convolgimento ( nelle stesse) sia dei partiti sia delle associazioni (non partitiche).

  6. Qualche settimana addietro ci siamo fatti promotori di una lettera indirizzata al PD da tutto il centro-sinistra perché questo partito sciogliesse ogni ambiguità e accettasse il metodo delle primarie, come peraltro prevede il suo stesso statuto. Nell’occasione, non vi è dubbio, abbiamo trovato in SEL un alleato sincero.
    La responsabilità “primaria” (scusate il bisticcio di parole!) del fallimento del percorso che avevamo suggerito e sostenuto è del Partito Democratico di Palmi e, in particolare, della sua gestione commissariale.

    1. Credo che se il PD non fosse commissariato il nostro dialogo sarebbe stato diverso. Il “dante causa” del Commissario, sig. Panetta, non sono gli iscritti al PD palmese o coloro che ( a Palmi) lo votano ( se non in senso molto lato), bensì il PD nazionale e/o le sue derivazioni regionali o provinciali. Da questo, secondo me, scaturisce il suo comportamento, da “funzionario”, che deve innanzitutto salvaguardare il “bene del partito” ed operare in modo che lo stesso abbia le maggiori possibilità di entrare nella “stanza dei bottoni”. Credo che come funzionario avesse comunque la possibilità di optare per le primarie, evidentemente la cosa non lo ha convinto a tale punto da rompere gli indugi e schierarsi apertamente.

  7. La società fondata sul potere dei pochi , è una società rovesciata:il potere ampio è stato sottratto e da esso si è fatto dipendere il funzionamento di tutta la realtà . Bisogna ridare ad ogni cosa ,ad ogni persona ,il suo potere ,la sua potenzialità .E’ certo un fatto di educazione. Ma l’educazione politica deriva dell’esercizio politica .
    Oggi la politica può discutere di primarie ,ma tutto ciò non basta perché esiste la difficoltà di attribuire ad ogni uomo un livello di coscienza libera .In realtà questa obiezione definisce piuttosto un programma di ricerca teorica e pratica finalmente degna dell’impegno umano .Come si possono creare le condizioni per mettere in grado il maggior numero di persone possibile di raggiungere uno stato di coscienza libero e attrezzato?
    A noi l’arduo e coraggioso compito di definire ,contribuire , la libera coscienza.
    Cianzu

  8. Cian-zu, la tua saggezza coglie sempre il senso del problema, come nella migliore tradizione confuciana. I partiti stanno perdendo una buona occasione per estendere a tutta la cittadinanza la decisione sul futuro della città, ma, come tu ben dici, senza coscienza potrebbe essere cosa vana.
    Dunque, profondiamo maggiore impegno e stimolo per la popolazione, al fine di raccoglierne i migliori frutti.

  9. Io non saccio che dice confuciano ma invece di elezzioni primizie, normali e postarine è assai meglio non votari e restano tutti a spassu e spendiru tanti euri pe nenti!

  10. Con la proposta delle primarie l’associazione “Armino” irrompe, meritoriamente, nella politica elettorale di Palmi.
    Preso atto che, con ogni probabilità il percorso da noi indicato si sta rivelando, per le ragioni dette, impercorribile, è necessaria, a mio avviso, una riflessione sul tema.
    Parto dall’idea che la proposta delle primarie presuppone una vocazione non limitata alla sola attività di opinione di un partito o movimento, in special modo, com’è nel nostro caso, se si vanta un programma elettorale.
    In altre parole, chi propone le primarie vuole agire per contare nella prospettiva elettorale.
    Ora, il fatto che il progetto di un programma unitario, con la scelta di un candidato sindaco, attraverso il metodo delle primarie stia, o sia, di fatto tramontato, non esonera l’associazione dall’ impostare, con senso di continuità, il proprio futuro elettorale. Il quale, come si sa, è alle porte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...