04-Africani di Rosarno

Il problema degli africani di Rosarno è estremamente serio e tutte le   problematiche  che ne scaturiscono  vanno  affrontate sia con spirito razionale, sia con spirito di giustizia, sia, e non certo come ultimo , con spirito di solidarietà.

Per renderci conto del problema vediamo alcuni dati. Al momento nella zona di Rosarno , e paesi vicini,  (diciamo nella zona degli aranceti) si conta la presenza di circa 1500-1800 emigranti  africani, attratti dalla possibilità di lavoro nella raccolta degli agrumi. Questa speranza , a causa della grande crisi del reparto agrumicolo della piana di Gioia Tauro, è spesso delusa e difficilmente ognuno di loro riesce a lavorare più di uno-due giorni la settimana. Questa presenza  durerà sino ai primi mesi primaverili, allorquando  le maggiori speranze di lavoro  li porteranno in altre regioni d’Italia: Puglia, Campania e regioni del nord .

 Non è minimamente pensabile che con i guadagni che possono avere, abbiano la possibilità di  pagarsi un affitto di casa. Anche a super popolarle, come spesso capita a tutti gli emigranti.  Quindi si accontentano di case e capannoni,  abbandonati, senza acqua corrente o luce elettrica. Cose  per noi  talmente normali e quotidiane da essere “ovvie”  e “banali” , come un letto caldo e comodo, una doccia calda, un cambio di biancheria pulito, un buon pasto caldo, in queste condizioni diventano estremamente problematiche.

La cosa peggiore è pensare che non essendo cittadini italiani, spesso senza neanche permesso di soggiorno, il loro problema non ci riguardi.  O, al limite, riguarda  le autorità competenti,  le Amministrazione Comunali, il Prefetto, la Regione,…

Tutto ciò che succede al mondo  ci interessa e ci coinvolge, immaginiamoci  poi quello che succede sotto le nostre case e per le nostre vie… Se permettiamo che uomini come noi vengano trattati , o siano costretti a vivere,  peggio degli animali, poi non ci dovremo meravigliare  se la stessa cosa dovesse succedere anche a noi

Le autorità qualcosa stanno facendo infatti nei prossimi giorni sarà approntato un campo che darà sistemazione decente a circa 200 di loro. E’ però probabile che questo fatto, di per se certamente positivo, avendo messo a posto le loro coscienze, possa scatenare uno sgombero forzato  di tutte le altre realtà!

Molte associazioni sia politiche che umanitarie ( sia locali che nazionali) si stanno dando da fare  e si incomincia ad intravedere la possibilità di campi autogestiti  ( realtà consolidate in altre parti d’Italia),  oltre a raccolta di fondi, indumenti,tende, …, la disponibilità di locali forniti di docce e lavatrici.

Tutto questo però potrà essere possibile solo se tra gli abitanti di Rosarno , e dei paesi vicini, e gli africani si instaurerà un normale rapporto di convivenza civile e se l’africano non sarà più visto da certi ambienti come qualcosa da sfruttare e basta, da altri come qualcuno che ti ruba il lavoro.

E certamente tutto questo, bene che vada risolverà l’emergenza attuale … ma i problemi di fondo resteranno.

I gruppi e le associazioni , come equo sud,  collettivo o.r., flai – cgil, rinascita, Sanferdinando in movimento,  Circolo Armino,oltre al discorso emergenza  cercano anche di affrontare  il post  emergenza cercando di sviluppare idee e progetti che,  unendo  gli agricoltori  e la forza lavorativa degli africani,  sviluppino realtà di reciproco vantaggio.

In questi giorni sta per realizzarsi la vecchia idea  di riunire sotto la stessa associazione  calabresi e africani per cercare insieme delle soluzioni. Il  suo nome, non definitivo ,  è “Africalabria”. ( i soci del Circolo Armino vi hanno aderito in massa)

Palmi 18/12/2011- Circolo A.Armino

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Per cercare di smorzare certe tensioni, più o meno latenti , e che certo non hanno bisogno di essere fomentate da certi giornalisti che soffiano sulle braci, gli africani hanno scritto insieme , ovviamente condividendola,  questa lettera  ai loro attuali “concittadini”

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Cari  fratelli e sorelle rosarnesi, siamo lavoratori africani di tante nazionalità.

Abbiamo voluto scrivere questa lettera per ringraziarvi della vostra ospitalità.

Poiché negli ultimi giorni si è parlato molto di noi, abbiamo deciso di parlare in prima persona.

Malgrado la triste situazione che si è verificata due anni fa, che ha fatto male a tutti, ci troviamo di nuovo insieme, nella vostra città e sulla vostra terra. Quella situazione triste ce la portiamo nel nostro cuore, così come voi nel vostro.

Noi siamo persone come voi. Vogliamo lavorare per vivere, come voi. Siamo in difficoltà quando non c’è lavoro, come voi. Emigriamo per trovare lavoro come tanti di voi in passato e ancora oggi. Abbiamo famiglie, madri, fratelli, figli, come voi. Siamo qui per cercare una vita migliore, non per creare problemi. Per questo vi diciamo che non dovete avere paura di noi.

L’emigrazione è una risorsa, economica, culturale… un’occasione di cui approfittare, noi e voi.

Chi in questi giorni ha parlato di noi diffondendo la paura è responsabile per le sue parole. Noi non ci riconosciamo in quello che si è detto su di noi. Se qualcuno tra noi sbaglia, fa soffrire noi più di voi. Ma non vuol dire che tutti sbagliamo. Come quando un italiano sbaglia, non tutti gli italiani hanno colpa.

Approfittando di questa occasione, noi immigrati, in particolare noi africani, vogliamo farvi sapere che siamo qui per lavorare e partecipare allo sviluppo di questa città e della regione e nel futuro partecipare alle sorti della nazione italiana. Noi siamo fieri del nostro impegno e del nostro sudore. Abbiamo bisogno gli uni degli altri. Allora noi dobbiamo parlarci, capirci e insieme riuscire ad andare avanti.

Purtroppo le nostre condizioni di vita non ci permettono di farlo. Dopo una giornata di lavoro nei campi, abbiamo solo il tempo per fare un po’ di spesa e telefonare a casa e poi camminare a lungo fino ai luoghi in cui dormiamo. Noi stiamo nelle case abbandonate, senza luce né acqua. E’ una vita molto dura, ogni giorno. Molti di noinon riescono a trovare una casa in affitto. Facciamo appello alla vostra sensibilità e intelligenza: siamo persone come voi, noi dobbiamo rispettare tutti e tutti devono rispettare noi.

Tutti insieme dobbiamo trovare una soluzione perché ci possiamo integrare con tutti i cittadini – di Rosarno, di Roma, del mondo…

Auguriamo a tutti buon Natale e felice anno nuovo

Lavoratori africani, cittadini del mondo, in Italia

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