CULTURA OVVERO BENE (POCO) COMUNE: IL CASO PALMI

Pami 7/12/212

Gentile redazione,

vorrei chiarire il concetto espresso sopra calandolo nella realtà politico-culturale palmese, a mio avviso esemplare, nel suo intrecciarsi di logiche e meccanismi perversi, di un più vasto contesto nazionale. Mi riferisco in particolare alle attività culturali che ruotano, o meglio che dovrebbero ruotare attorno ad un luogo di produzione e diffusione culturale come la Casa della Cultura “Leonida Repaci”.

L’Associazione musicale  Amici della Musica”Nicola Antonio Manfroce”, in primis, si adopera  ottusamente nel programmare (?) una stagione concertistica la cui risonanza è circoscritta  autoreferenzialmente ad una sempre più sparuta cerchia di pochi eletti.

Sempre la medesima è ostinatamente incapace di elaborare un qualche nucleo tematico comune che dia coerenza e profondità a siffatta serie di concerti.

Più in generale l’auditorium in cui si svolge la stagione fa parte di una struttura che consta di numerose e significative sezioni (biblioteca, pinacoteca, museo etnografico, antiquarium, fondo Cilea, et cetera), la cui polivalenza è vanificata da una gestione monosettoriale priva di qualsiasi prospettiva organica ed intersettoriale.

Occorre avere quindi il coraggio di indicare le due principali (ed interconnesse) cause di tale mortificante stagnazione culturale ovvero

  •   La totale assenza di una riflessione sul senso del fare cultura come esperienza formativa comunitaria che si esplichi mediante un progetto fondato sulla divulgazione, al contempo rigorosa e capillare, del sapere;
  •   L’inanità dei vari soggetti politici comunali e sovracomunali fin qui succedutisi, da sempre pronti e proni a sostenere  economicamente l’autocompiacimento di pochi a scapito della conoscenza di molti.

Avrei infine due idee (tra loro alternative, vista l’oggettiva penuria di risorse) per invertire l’esiziale percorso fin qui intrapreso ovvero:

  1. Vincolare l’erogazione di contributi pubblici unicamente ad attività musicali “decontestualizzate”ovvero realizzate  presso scuole statali di ogni ordine e grado, istituti penitenziari, aziende sanitarie pubbliche, strutture di accoglienza per anziani e/o disabili; il tutto secondo i principi e le modalità sopraesposte;
  2. Sospendere qualsiasi finanziamento pubblico a favore di iniziative musicali, in vista dell’allestimento da qui a due-tre anni dell’opera lirica”Ecuba” del compositore natìo Manfroce,  avviando intorno a ciò una serie di attività collaterali (ma non secondarie) propedeutiche alla fruizione della stessa.

Ringraziandovi per l’attenzione vi porgo i più vivi saluti.

 Marcello D’Agostino

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5 pensieri riguardo “CULTURA OVVERO BENE (POCO) COMUNE: IL CASO PALMI

  1. Mi pare che queste riflessioni, tanto più perché cadono in un periodo di relativa penuria delle risorse pubbliche, debbano essere raccolte e fatte proprie dall’amministrazione comunale. Sentiranno, gli amministratori, il bisogno di rispondere a queste nuove e ragionate sollecitazioni? O le ignoreranno come già è avvenuto in passato su altre questioni poste?

    1. Se il mio intervento riuscisse a smuovere una situazione intollerabilmente stagnante da decenni avrei raggiunto un primo obiettivo.Visti quindi i tempi penosamente lunghi in cui si trascina questo status quo vi chiedo gentilmente di estendere- qualora ne condividiate i contenuti-,la mia denuncia-proposta a partire dalle sale del consiglio comunale in tempi possibilmente stretti.Sono comunque consapevole dei tanti fronti su cui siete impegnati e della mia oggettiva distanza fisica…..Spero almeno che le mie riflessioni possano ispirare e convergere in iniziative culturali AUTENTICAMENTE radicate nelle nostre terre(parco letterario,in primis).UN caro saluto.Marcello D’Agostino

  2. Grazie dell'”interessantissimo “ma temo che proprio in queste ore si deciderà(o si è già deciso) l’esecrando stanziamento di cui sopra.Ripeto ancora che la mia impossibilità fisica a partecipare all’eventuale dibattito che scaturirebbe disinnesca ampiamente il”potenziale”dei miei contenuti per cui mi appello ad una mobilitazione plausibilmente sostenuta da un gruppo consiliare che ponga tra gli ordini del giorno del consiglio comunale p.v. la questione in oggetto.Sarebbe già un modo per smascherare le consorterie che si celano dietro siffatti meccaismi.Ad maiora .Marcello D’Agostino.

    1. Speriamo che l’amministrazione comunale dia seguito a tutte le cose che reputa interessanti: dalla cura e il miglioramento dei servizi all’ambiente, alla cultura, fino alla attuazione delle politiche di affermazione dei diritti degli omosessuali, sia come singoli che in unione, come mi sembra abbia fatto capire.

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