VECCHI OSPEDALI E NUOVI SPRECHI

In attesa che si apra, infine, la discussione sul Piano Strutturale, che pure era stato uno degli argomenti preferiti in campagna elettorale sia dal centro-destra che dal centro-sinistra, non mancano davvero le ragioni per invocare la rapida definizione del principale strumento di programmazione urbanistica.

Percorrendo, ad esempio, la via Ibico, alle spalle della Chiesa di Maria Santissima del Rosario (o Chiesa di San Francesco), ci si imbatte nella fatiscente struttura del vecchio ospedale della Città, realizzato ai primi del Novecento e poi abbandonato nel 1969, quando venne inaugurato il complesso sulla via Bruno Buozzi.

Una persiana divelta, a piano terra, ci consente qualche penoso scatto all’interno. I faldoni con le cartelle sanitarie sono sparsi dappertutto, come dopo una violenta irruzione di vandali e con buona pace di ogni normativa sulla privacy; gli infissi sono scardinati, i muri imbrattati, i bagni distrutti. Un monumento, insomma, allo sperpero di denaro pubblico e alla cattiva gestione.

Per anni l’azienda sanitaria locale ha affittato da privati gli spazi necessari alla sua amministrazione, da ultimo quelli situati sulla statale 18 (con un canone annuo di ben 280.000 euro). Con quelle risorse, eventualmente al servizio del pagamento di un mutuo, il vecchio ospedale avrebbe potuto essere recuperato al patrimonio pubblico e restituito al decoro urbano.

In questi giorni, ne dà notizia la stampa locale, è stato approvato e finanziato un sedicente programma di recupero urbano, del valore di 5 milioni di euro, che altro non è, in realtà, se non la realizzazione di nuove unità abitative per mille abitanti (sic!).  Non sarebbe stato molto più saggio, piuttosto che consumare nuovo suolo e distruggere altro verde, invocare quei pubblici denari per finanziare un autentico programma di recupero della ex struttura ospedaliera?

Palmi 28 novembre 2012

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2 pensieri riguardo “VECCHI OSPEDALI E NUOVI SPRECHI

  1. Quello rappresentato è un vecchio scempio della “sanità” della Piana, su cui insistono interessi “terzi”, totalmente inconcilabili con le persone perbene.
    Ciò premesso, riterrei che l’Amministrazione Comunale vada sollecitata nelle sedi opportune, al fine di farsi portavoce in ASP e/o in Regione in ordine alla messa in sicurezza e al connesso utilizzo di un patrimonio (compreso il “nuovo” ospedale Pentimalli) diventato “res nullius”.

    1. Purtroppo la realtà parrebbe essere ancora più cruda. Probabilmente non si può parlare di “res nullius” ma di cosa già presa. Mi risulta, infatti, che la precedente amministrazione comunale abbia firmato qualcosa come una convenzione o un contratto con il Lions per la cessione a quest’ultimo (non so a che titolo) perché ne faccia una struttura di accoglienza per anziani o qualcosa di simile. Da notare che ancora non si vede nulla di fattivo, mentre lo sfacelo e’ imperante e ben evidente.

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