SALUTE E SICUREZZA URBANA

Nessuno tutela i cittadini residenti che non sanno come difendersi dai nuovi barbari – (vedi nota)

I residenti del Centro Storico cittadino ormai esausti, impotenti di fronte alle barbarie che sono costretti a subire, inascoltati dalle autorità cittadine, hanno deciso di depositare presso la Procura di Palmi il presente esposto, da loro sottoscritto, che vuole essere un atto d’accusa – ma anche una sollecita presa di coscienza – nei confronti del Comune di Palmi, dei Vigili Urbani, dell’ASL (Azienda Sanitaria Locale), del S.I.S.P. (Servizio Igiene Sanità Pubblica), dei Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità) e nei confronti, in generale, degli organi deputati che nulla stanno facendo per controllare la leicità e la completezza delle autorizzazioni delle strutture in questione, per garantire il rispetto delle norme in merito alla dotazioni dei servizi igienico-sanitari e delle strutture/attrezzature idonee alle attività svolte, per limitare il disturbo (inquinamento acustico, ambientale e della salubrità dell’aria) che i locali della cosiddetta “movida” stanno arrecando non solo alla quiete pubblica, ma anche alla sicurezza della zona posta sul Corso Garibaldi, tra la Piazza Cavour e la Villa Comunale.

Con tale atto, che intende circostanziare fatti e ragioni, si intende ufficialmente formalizzare richiesta in modo che l’Autorità Giudiziaria vigili e solleciti in merito all’immediato intervento dell’Amministrazione Comunale e degli altri organismi, Vigili Urbani ed Asl in primis, e che i relativi conseguenti atti d’ufficio siano posti in essere a tutela della collettività, affinché si risolva in modo generalizzato e organico la problematica non solo della quiete pubblica e del decoro, ma anche della sicurezza.

Con tale atto si chiede, altresì, all’Autorità Giudiziaria di valutare se nel comportamento dell’Amministrazione Comunale e degli altri organismi non sia ravvisabile un’omissione d’atti d’ufficio in quanto non adottati tutti i necessari provvedimenti che la situazione in essere richiede.

Palmi è diventata una città senza rispetto, senza valori e senza regole, anzi col caos legalizzato da certi permessi di bere, di fare rumore e di fare quello che si vuole non tenendo conto dell’esistenza degli altri e delle loro esigenze.

I permessi di fare frastuono e schiamazzi in zona residenziale sono privi di ogni senso e irriguardosi anche della serenità notturna delle famiglie, dei bambini, degli anziani, dei cittadini lavoratori e non, delle persone ammalate.

Quanto sopra sta a dimostrare due cose:

  • che nessuno tutela i cittadini residenti nei loro diritti –
  • che si vende la città reale per “un pugno di dollari” sottraendo spazi vitali alla collettività (concessione selvaggia di dehors e di suolo pubblico) e consentendo l’anarchia più assoluta di attività che sfuggono ad ogni controllo di legalità ed orari di chiusura dei locali a dir poco indecenti –

La “movida”, libera e selvaggia, si manifesta in città come un divertimento senza regole che penalizza i residenti ormai votati ad una vita all’insegna della confusione senza fine e dello stress.

La nostra comunità ha bisogno di essere governata affermando il potere delle istituzioni cittadine, dell’autorità dello stato, della legalità e del rispetto per chi vuole una città ordinata e più sicura.

Appare semplicemente assurdo non porre alcun argine a rumore e molestie !!!

L’auspicio è che si appronti un “Regolamento per la convivenza tra residenza e attività commerciali”, frutto di un lavoro serio, documentato ed aperto al contributo di tutti i soggetti interessati, da approvarsi in Consiglio Comunale al fine di realizzare un difficile, ma fondamentale equilibrio tra le diverse e contrastanti esigenze di commercianti, residenti e giovani protagonisti della “movida”, riconoscendo, pertanto, il valore sociale della movida quando essa stessa è atta a promuovere una città più viva, felice e sicura, mediante, unica strada percorribile, l’applicazione delle buone pratiche della convivenza civile che consentano la crescita delle attività commerciali nel rispetto delle esigenze della comunità residente.

Occorre che chi di dovere si attivi per evitare il frastuono notturno in zone residenziali tutte le sere, la riduzione a latrina delle vetture posteggiate, dei portoni e dei muri, oltre che la sistematica diffusione di cattivi odori e frantumazione di bottiglie di vetro, sparse per ogni dove.

L’obiettivo che una buona A.C. si dovrebbe prefissare di raggiungere è che le Piazze e le Vie principali della città diventino un salotto nel quale la cittadinanza possa ritrovarsi e rappresentino un invito per i turisti a soggiornare in un ambiente confortevole ed elegante, come succede nelle città italiane ed europee più visitate.

Oggi il Centro Storico è diventato un luogo assolutamente invivibile nelle ore serali e notturne perché i suoi angoli più belli sono diventati l’epicentro della movida cittadina con l’inevitabile corredo di criticità e conflittualità che questo fenomeno comporta.

L’attenzione dei residenti del Centro Storico si sposta sull’assenza di regole e controlli con la perdita del diritto al riposo per via della musica erogata ad altissimo volume dai locali fino a tardissima notte, ben oltre l’una di notte, orario di per sé già tardo per chi l’indomani deve lavorare o assolvere alle quotidiane incombenze (N.B.= il frastuono e gli schiamazzi si estendono fino alle quattro del mattino ed oltre).

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La vita notturna palmese, così come è attuata, finisce solo per soddisfare gli interessi di alcuni esercizi commerciali, penalizzando, però, la città e le centinaia di cittadini residenti nella zona.

Si avverte, dunque, l’esigenza dell’attivazione di presidi fissi di polizia municipale nelle zone più interessate dal fenomeno “movida”, nonché, la predisposizione di regole severe sulla somministrazione di alcool al banco e della musica all’esterno o nelle zone dehors.

Nel frattempo, i residenti non possono esimersi dal porgersi alcune domande (che comportano un’unica ed univoca risposta): Chi è deputato a …

  • far osservare l’orario di chiusura dei locali? (Ristorante/Bar – FoodandBeer – Chupiteria – Friggitoria/Griglieria – ecc.)
  • far osservare l’orario di spegnimento degli impianti di amplificazione e di diffusione sonora, sia all’interno che all’esterno, dei pubblici esercizi?
  • far rispettare il limite massimo di decibel consentito?
  • verificare che i locali siano dotati dei sistemi di insonorizzazione previsti per legge?
  • verificare che i locali siano regolarmente dotati dei servizi igienico sanitari?
  • vigilare sulle esalazioni di fumi ed odori molesti?

(Fino a quando i panni stesi e le dimore dei residenti, nonché, gli abiti dei malcapitati passanti dovranno impregnarsi di frittura mista? Fino a quando le narici dei frequentatori della Villa Comunale e dintorni – fino all’angolo di Via Gramsci – dovranno subire l’aggressione dall’odore intenso e costante di calamari e gamberi?)

  • far si che non si abusi nel consumo di bevande alcoliche, specie da parte dei minorenni?
  • vigilare sull’occupazione stabile o periodica di suolo pubblico senza la preventiva autorizza-zione?
  • garantire il rispetto delle aree pubbliche (strade, piazze, giardini), degli spazi riservati ai pedoni, delle ordinanze, dei divieti e di una corretta circolazione e sosta?

(Senza discriminare tra cittadini di serie A, cui tutto è consentito, e di serie B, per i quali vige la tolleranza 0).

movida6E’ ormai notoria a tutti i cittadini di Palmi, e non solo ai residenti del quartiere in questione, la circostanza che i muri e, finanche, gli ingressi e gli androni delle case sono impregnati, nel migliore dei casi, di urina, in specie nella zona compresa tra la Via Toselli, la scalinata della Villa, la parte terminale del Corso Garibaldi e la Piazzetta del Soccorso; infine, circostanza facile da constatare, neppure le autovetture in sosta nei pressi della zona eletta a “movida selvaggia” vengono risparmiate da chiazze di vomito e da atti vandalici lasciati come ricordo dai frequentatori, ottenebrati dall’alcool, della vita notturna in città.

movida8movida9Ci si domanda: Per quale motivo tanti individui sentono l’esigenza di fare per strada i propri bisogni? Forse taluno degli esercizi in questione non è neppure dotato degli elementari servizi igienici?

Allo stato dell’arte, i Vigili Urbani non effettuano pattugliamenti notturni nè controlli diurni, mentre gli Ispettori dell’ASL non si sono mai visti.

La speranza è che finalmente si ponga fine al solito rimpallo delle competenze, che altro non è che un modo per sfuggire alle proprie responsabilità, ed in un clima di fattiva collaborazione si affrontino le criticità e si dia loro un’accettabile e sostenibile soluzione..

Più volte si è tentato il confronto su queste problematiche con il Sindaco, con il Comandante dei Vigili Urbani, con il responsabile dell’ASL e, per altro verso, bonariamente, con gli stessi gestori delle attività commerciali, ma la situazione, alquanto penalizzante nei confronti dei cittadini residenti e della città nel suo complesso, non è minimamente cambiata né alcuno si è speso in tal senso.

Si chiede all’Autorità Giudiziaria, non avendo altri Santi a cui rivolgersi, anche e soprattutto per evitare che la tutela dei propri diritti diventi esercizio da Far West, di attivarsi con celerità al fine di porre rimedio ad una situazione esplosiva ormai prossima a deflagare con conseguenze imprevedibili.

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Palmi, li 24.07.2015 – Rocco Garipoli

movida12Nota: L’autore dell’articolo, Rocco Garipoli, ha inviato questa nuova versione da sostituire alla precedente

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Ordinanza del Sindaco datata 6/8/2015

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6 pensieri riguardo “SALUTE E SICUREZZA URBANA

  1. Non capisco, ed in proposito chiedo “lumi”, se questa ordinanza è restrittiva, ponendo comunque il limite generalizzato massimo delle 01.00, in deroga alle leggi nazionali e regionali sul “chiasso” notturno, oppure al contrario permette un chiasso generalizzato sino all’una di notte e se si vuole proseguire basta fare la solita domandina al comune “in deroga” (alla deroga,in oggetto, generalizzata)?

  2. E’ chiaro, come pure ben precisato nel testo dell’articolo, che si tratta di rendere compatibili tre interessi distinti, in parte conflittuali ma egualmente meritevoli di tutela: quello dei giovani che amano – come avviene da ogni parte – frequentare la notte, quello dei commercianti che provano a trarre reddito da questa loro vita notturna e quello dei residenti le aree interessate dalla “movida” che non possono essere privati della tranquillità quando non del sonno. Un equilibrio difficile ma non impossibile, a patto che chi governa la città abbia la consapevolezza del problema e la capacità di affrontarlo. Qualità che sono fin qui del tutto mancate, come è stato ben documentato.

    Ora quest’ultima ordinanza del sindaco interviene al solo scopo di sanare la palese infrazione alla legge regionale ed allo stesso regolamento urbano che fissava il limite temporale dell’intrattenimento musicale alla mezzanotte. Nulla di più, nulla di meno. Soltanto i controlli, se mai si avrà la voglia di eseguirli, e le sanzioni, se mai si avrà la voglia di comminarle, potrebbero contribuire alla soluzione del problema.

    PS Intanto godiamoci un altro bell’esempio di letteratura comunale. Quarto periodo dell’ordinanza: “Ritenuto, in considerazione della vocazione turistica della città e dell’attrattiva costituita dalla musica che anima le serate estive nei locali pubblici, che offre ai giovani e meno giovani la possibilità di trattenersi nel nostro centro e godere dei servizi offerti dalle nascenti realtà imprenditoriali”.
    Ritenuto che? Ritenuto cosa? Leggete i documenti prima di pubblicarli. Ve ne saremo grati.

  3. Quello che da più fastidio non è tanto la “movida” in se (eccessi esclusi) quanto l’incertezza del “diritto”. Parlo ovviamente del diritto dei residenti, gli altri quando ne hanno abbastanza vanno a dormire nella “tranquillità” delle loro case. Mancano regole certe e, quando ci sono, chi le fa rispettare. L’ordinanza di cui sopra non è una regola certa ed ha lasciato tutto inalterato. Chiunque ha potuto constare che dopo le 01,00 dei giorni successivi alla sua adozione non c’è stato assolutamente il “silenzio”. Con l’ovvia esclusione della “notte rosa” il silenzio è giunto ad ore molto più tarde. Ed il silenzio non è giunto perchè c’erano regole da rispettare ma per ragioni molto più banali ed incerte. O chi “suonava” si era stancato o non aveva per chi suonare. Credo che senza grandi difficoltà ad un tavolo in cui siano rappresentati tutti i diritti che ruotano intorno alle notti agostane palmesi, si possa addivenire ad un compromesso accettabile da tutti.

    1. Questa è una tipica situazione sfuggita di mano. Le soluzioni sono certo da ricercare negli equilibri tra vari interessi, pubblici e privati, nonché nell’applicazione e rispetto delle norme in materia. Mi si lasci anche aggiungere che il problema risiede anche e fondamentalmente nell’orientamento di un’amministrazione comunale (e lo dico come ex amministratore), anche in tema di svaghi e divertimenti, a seconda del suo grado di sobrietà, del suo livello culturale e dell’ indirizzo che sceglie di dare a una stagione turistica, e via dicendo. Nei casi più recenti di “estate palmese”, mi sembra di rivivere la visione del film “Il Gladiatore”, quando il generale romano, prima di dare l’ordine di attacco, pronuncia queste parole: “Al mio segnale scatenate l’inferno”.

    1. Accolgo volentieri l’invito di FB.
      Pur vivendo da parecchi decenni fuori, sporadicamente mi capita di tornare a Palmi, il più delle volte nel periodo estivo.
      Ho notato, con grande disappunto mio e dei miei ospiti, che della “movida” (che più propriamente definirei “caos diffuso”) “beneficiano” anche le persone anziane, molto spesso in serie condizioni di salute, che sono ricoverate presso la Struttura adiacente alla Concattedrale.
      Queste malcapitate persone sono costrette a subire, inermi, i più disparati festeggiamenti (i cui rumori quasi sfondano il muro del suono) che si tengono sino a notte fonda sulla piazza antistante il Municipio, con buona pace degli organizzatori e dell’Amministrazione Comunale tutta.
      Grazie alla strategia vincente degli organizzatori, le periferie risultano più vivibili e più pulite.
      Per quanto, invece, riguarda qualsivoglia necessità fisiologica dei “turisti” (la quasi totalità è oriunda) e dei residenti, non c’è una vera e propria stagione utile; i resti si possono trovare durante tutto l’anno, complici le tenebre e la scarsa illuminazione pubblica.
      Con ogni evidenza, d’estate si raggiunge il culmine, dal momento che non ci sono bagni chimici a sufficienza (e quelli pubblici?).
      Non sarei così certa che la situazione sia sfuggita di mano agli strateghi; in loro non c’è alcun tipo di preparazione.
      Forse, ritengono squalificante anche il solo rivolgersi a consulenti esperti del settore.

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