CIRCOLO "A. ARMINO"

Un'altra Palmi è possibile

Il risultato elettorale

Palmi 23/05/2012- Pino Ippolito

Una sconfitta annunciata

La bruciante sconfitta del centro-sinistra alle elezioni per la scelta del Sindaco e per il rinnovo del Consiglio municipale di Palmi non è davvero una sorpresa. La debacle ha radici indubitabilmente profonde nella desolante assenza di quei partiti durante gli anni dell’infausta amministrazione Gaudio, ma è già ampiamente giustificata dall’incredibile sequenza di errori che sono stati commessi, da ultimo, in questa campagna elettorale.
Fin da settembre dell’anno scorso avevamo chiesto all’improvvisata pattuglia dei rappresentanti del centro sinistra, dominata dal commissario straordinario chiamato a dirigere il Partito Democratico, di consentire anche a Palmi elezioni primarie per la scelta del candidato Sindaco della coalizione. Fu di fronte al sussurrato ma non per questo meno arrogante rifiuto che ci vedemmo costretti ad abbandonare il tavolo della discussione coi partiti. Le primarie avrebbero consentito alla coalizione di anticipare di qualche mese la campagna elettorale, di aprire alla Città la discussione sulle proposte e sui programmi, di far scegliere infine ai cittadini il candidato più idoneo a rappresentarla nella competizione con il centro-destra.
Si preferì invece imporre, a poche settimane dal voto e con decisione che venne direttamente dal capoluogo di provincia, un candidato tenuto in caldo per qualche mese, in attesa che, venendo a cadere per lui altre aspettative e altri impegni, potesse infine accettare quell’incarico. Come se non bastasse si ammise con genuina franchezza che un programma non era pronto. Si puntò tutto sul profilo del candidato e sul suo carisma: operazione già di per sé assai discutibile, perché da tempo l’elettorato si è dimostrato poco sensibile al richiamo all’appartenenza senza contenuto e senza proposta.
Poteva un candidato senza programma, scelto dall’alto della segreteria provinciale di un partito, in difetto di trasparente motivazione e neppure dotato di particolare carisma vincere le elezioni? No, non poteva; e così infatti è stato.
A uscire sconfitta è, purtroppo, non solo una classe politica incapace di rinnovarsi ma l’intera Città che ha dovuto scegliere tra un politico di lungo corso e un’investitura calata dall’alto, vedendosi negare quella possibilità di cambiamento che è oggi protagonista in altre parti d’Italia.
Barone diventa perciò meritatamente sindaco, anche di fronte all’insipienza e all’incapacità della mediocre dirigenza del centro-sinistra. A lui va l’augurio di fare bene nell’interesse della Città. Valuteremo le sue scelte in concreto, anche quelle che in premessa ci piacciono poco. A Boemi è affidato il compito di organizzare l’opposizione in Consiglio comunale. Ci auguriamo che attenda a questo ruolo. Noi dimostreremo, comunque, che una seria opposizione è possibile anche fuori dal Consiglio, mantenendo viva l’attenzione e il dibatto dei cittadini sui problemi e sul futuro di Palmi, incessantemente spronando le energie migliori della sinistra perché si cancelli la vecchia classe dirigente e si aprano le porte al cambiamento. Ai giovani e meno giovani, che all’interno degli sconfitti partiti della sinistra credono necessario questo rinnovamento, offriamo da subito la nostra collaborazione, nella consapevolezza che è necessario affrontare insieme e con spirito nuovo le sfide che abbiamo di fronte per lo sviluppo quantitativo e qualitativo della Città.

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Palmi 23/05/2012- Francesco Barbaro

Elezioni amministrative 2012

Intervengo di proposito su questo sito, con l’intento di trasferire in una dimensione più pubblica la discussione sulle elezioni amministrative palmesi.

Un primo sguardo d’insieme di queste elezioni, sia in campo regionale che nazionale, mi porta ad abbandonare del tutto ogni residua tentazione di inserire in contesti “generali” il dato obiettivo della crisi del centro-sinistra palmese.

I partiti dello schieramento si affermano in campo nazionale e danno qualche importante  risultato positivo in Calabria ( Castrovillari e Cassano sullo Jonio).

Bando dunque a globalizzazioni, terremoti e pestilenze, concordando con diversi interlocutori, la sconfitta del centro-sinistra palmese può assumere significati più “umani”.

Pur essendo certo che le situazioni inattive non possono rimanere cristallizzate nel tempo e che, pertanto, un nuovo elemento di possibilità di rilancio dell’azione politica può essere rappresentato dalla nuova compagine di opposizione in consiglio comunale, sono altrettanto sicuro che incorreremmo in un nuovo gravissimo errore se tralasciassimo, sulla scia della consueta sciatteria politica, che da molti anni contrassegna il centro-sinistra locale, una seria (e impietosa) analisi del suo declino.

Un punto di partenza di tale analisi viene spesso ricondotto al ritardo, evidente, con il quale è stata approntata la preparazione della campagna elettorale appena conclusa. Più precisamente, ci si riporta all’assenza, totale, dei partiti del centro-sinistra nel corso dell’amministrazione Gaudio, quale occasione mancata di valida opposizione al centrodestra, durante quella esperienza e in prospettiva di politiche a venire.

Secondo un’opinione, non isolata, tale situazione andrebbe spiegata con la teoria della “inesistenza” dei partiti del centro-sinistra palmese, dovuta a contingenze sfavorevoli di carattere, appunto, “generale”. Tesi, questa, quasi mistica, spinta fino a negare, di fatto, una paternità (questa volta) al litigioso gruppo consiliare del PD in quel periodo.

Con più o meno buona fede, si tratta, a mio parere, di un assunto insostenibile.

A dimostrazione del contrario, si ha, tra l’altro, la “ripresa” dell’attività politica di alcuni partiti solo in occasione della competizione elettorale in questione, che avrebbe peraltro potuto manifestarsi ben prima, per esempio nella battaglia referendaria di giugno 2011, che ha registrato il mancato raggiungimento del quorum per una manciata di voti, ascrivibile senz’altro all’inedia ed alla miopia del centro-sinistra locale.

Per quanto superfluo, la sconcertante inattività della coalizione tutta negli ultimi cinque anni ha pesato in modo determinante nella consegna annunciata del governo della Città al centrodestra.

A ben vedere, però, possiamo spingerci ancora più indietro nella disamina impietosa (e utile) della imbelle ed antistorica posizione del centro-sinistra palmese, spingendoci a ritroso all’esperienza amministrativa degli anni 2003-2006 (sindaco Parisi). Come non commentare nel modo più indignato il ruolo deleterio e cannibalesco assunto dalla compagine politica del centro-sinistra in quegli anni? Un concentrato di inadeguatezza e scadimento ideale che ha fatto scuola fino ai giorni nostri, nella presentazione di una coalizione senza storia.

Partendo dal bilancio negativo dell’ultimo decennio, occorre dunque ripartire percorrendo la direzione opposta rispetto ai tacitati disvalori attivi della politica del centro-sinistra palmese: una somma di tortuose e continue sottrazioni di responsabilità.

La nebulosa del centrodestra ha prevalso sulle fumisterie del centro-sinistra.

Si faranno ancora “passare” gli elettori palmesi, in un’altra occasione (statisticamente non troppo lontana), un candidato al ruolo di sindaco che scopre cammin facendo le “brutture” di Pille o gli scenari “africani” di Tonnara come un turista smarrito? O è piuttosto possibile pensare a un candidato che conosca Palmi e il suo territorio come le proprie tasche e, bilancio alla mano, dica cosa può e cosa vuole fare per tutti i quartieri di Palmi, senza retoriche e atteggiamenti di sorpresa?

Va, d’ora in poi, anche con l’apporto sperimentato di nuove associazioni, incalzato il ruolo dell’opposizione all’interno del consiglio comunale e sviluppata una politica sul territorio di controllo e di valorizzazione dell’unità delle forze del centro-sinistra in periodi extra-elettorali, unico contrasto alle politiche della decadenza.

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20 thoughts on “Il risultato elettorale

  1. Qualche numero e, probabilmente, io che do i numeri…
    Prima tornata elettorale
    Barone, voti 5769; Boemi, voti2639; Trentinella, voti 2334; Morgante, voti 839
    Votanti 11817 su 16746 ( pari al 70,57%)
    Ballottaggio
    Barone, voti 5818; Boemi, voti 3235
    Votanti 9307 su 16746 ( pari al 55,58%)
    Barone recupera pochissimo dai voti di centro destra dati a Trentinella e Margante, 49 su 3173. Ma si potrebbe anche pensare che recupera solo una piccola parte del voto disgiunto presente nelle sue liste (6292- 5769=523)e quindi non recupera niente sugli altri candidati del centro destra. Considerando che pochi degli elettori di Barone abbiano pensato che non valeva la pena di andare a votare “avendo già vinto” l’astensionismo ( aggiuntivo) è da addebitare soprattutto ai votanti delusi di Trentinella e Morgante. Nel ballottaggio hanno votato 9307 elettori contro gli 11817 del primo turno, quindi ben 2510 elettori in meno. Boemi recupera nel ballottaggio 596 (3235-2639)preferenze da ascriversi più ad un voto ( di centro destra)contrario a Barone che ad un aumento dei voti ascrivibili realmente al centro sinistra

  2. Riporto, qui di seguito, un mio post del 16.4.2012:

    “In campagna elettorale è prevedibile ogni tipo di promessa, ancorché diffusa nel rispetto della normativa vigente. Altra cosa è mantenere quanto pubblicato sul programma (non mi sembra che alcuno sia mai riuscito in tale intento); è del tutto evidente che ogni candidato Sindaco, a meri fini elettorali, deve promettere anche l’impossibile. Ogni opposizione, degna di questo nome, qualunque sia l’orientamento politico, deve vigilare affinché il Sindaco eletto mantenga le promesse e rispetti i tempi.
    L’unica cosa certa rimane l’indubbia difficoltà (per chiunque) di risollevare le sorti di una città degradata da decenni (un po’ come l’Italia), a causa di esecutivi rabberciati e di una politica succube delle lottizzazioni imposte dalle Segreterie dei Partiti.
    L’auspicio sarebbe quello di non rimpiangere, in futuro, l’attuale governo “tecnico”, che è istituzionalmente lontano da ogni banale “logica” di partito.”

    Nel condividere, integralmente, l’assunto di Pino, mi auguro che il nuovo Sindaco, che, nonostante sia un politico di lungo corso, è persona seria, mantenga il suo programma, incrementandolo con il “quotidiano” che, inevitabilmente, dovrà affrontare. Il c.d. “Centrosinistra” che, a mio parere e nel caso di specie, è più pertinente definire genericamente “opposizione”, dovrà adempiere al suo ruolo istituzionale e, se richiesto (come sarebbe auspicabile), collaborare con il Sindaco, al fine di far ritornare Palmi ai fasti di un tempo, peraltro, lontanissimo.

  3. L’analisi di Francesco, con l’autorità che gli deriva dall’essere stato uno dei protagonisti anche del recente passato politico in Città, individua e assegna responsabilità chiare nel disastro del centro-sinistra palmese. Suonano ora davvero irritanti certe interpretazioni del voto, da parte dei principali autori dello sfascio, che intendono minimizzare il risultato o tendono addirittura ad esaltarlo!

    • Ti ringrazio per l’autorità che mi attribuisci ma, come sai, nell’immaginario collettivo palmese non ci sono spazi per protagonismi positivi. Qui, caro Pino, va rifondata nel profondo tutta una mentalità. Io ho seguito quasi tutti i comizi del centro-sinistra, come del resto in parte anche tu, e sono rimasto particolarmente perplesso nel notare come la campagna elettorale sia stata improntata nel segno dell’antipolitica: nulla da difendere, nessuna tradizione da salvare, a parte i veti assurdi e assolutamente arbitrari posti in varie riunioni di cui si dovrebbe ora parlare. Mi domando cosa ci facessero ogni volta sul palco amministratori e consiglieri di tutte le generazioni. Tieni presente che nelle liste c’erano ben quattro assessori della passata giunta e pure non c’era una minchia da difendere. Tutto ciò non è indecoroso?

  4. Vince la destra perde la sinistra punto
    Non è una novità. Credo non vi siano molte cose da capire. L’analisi è di una semplicità estrema. Non è necessario scrivere fiumi di parole. Bisogna, invece, affermare,con la massima disinvoltura e serenità, che il centro sinistra a Palmi è completamente inesistente. Dobbiamo dire, pur tuttavia, che, “ in fretta in fretta “, in occasione di ogni consultazione elettorale, “ chi cazi e mani “, come diciamo noi a Palmi, si corre e si cerca di formare la coalizione “vincente” nella quale poi inserire di tutto e di più per poi sorprenderci e domandarci perché non ha vinto? Perché il 50% dei cittadini di Palmi non è andato a votare?
    Per tutto il periodo extra-elettorale di durata quasi quinquennale, sottolineo quinquennale, invece, resta l’assoluto silenzio, l’apatia, il disinteresse totale ai problemi della città e dei cittadini.
    Oltre all’insipienza, all’incapacità, alla mediocrità della classe dirigente io, aggiungerei, compagno Pino Ippolito che c’è anche l’arroganza di voler rivestire sempre, tougiurs, il ruolo di primi della classe, di fregarsene di ciò che pensa il territorio, di quello che pensano i cittadini delle periferie ed in particolar la gente della strada e, invece, di continuare a credere che la politica si possa fare ancora nei salotti del perbenismo.
    Penserei proprio che sia giunta l’ora che i partiti ( quello che rimane ) del centro sinistra palmese, dopo aver fatto una lunga autocritica, decidano, evitando ogni enunciazione di sorta, cosa vogliono fare da grandi.

    • Vecchi. Vecchi e stantii. Che pena certi giovani che appaiono più vecchi dei loro nonni!

      • Invito un pò tutti ad intervenire al dibattito, perchè è importante farlo in questo momento
        . Ho solo portato qualche esempio di “non sense” che invalida ormai da troppo tempo l’azione del centro-sinistra palmese. Quello che voglio dire in un solo concetto è che manca, nella nostra coalizione, un’intelligenza che la guidi e dia senso alle cose che si fanno.
        Porto qualche esempio: se le cose rimarranno ancora così, avremo qualche regista della campagna elettorale trascorsa soddisfatto, non si sa di che, per la bella impresa; magari, che ne so, tra due, tre anni (o prima ancora), rispunterà ancora Cogliandro come uomo efficiente e dinamico perchè nessuno gli ha mai contestato niente e seguiranno PD, SEL, PdCI, Sud Tiroler ecc.; o un altro turista-asso nella manica (non è rivolta all’uomo al quale va tutto il rispetto, ma al metodo) come candidato sindaco, ecc., ecc. Avremo ancora il PdL , di cui non vi sarà più traccia neppure nelle colonie. Non scherzo, quando AN si fuse nel PdL e cessò di essere partito a sè, qui a Palmi sopravvisse ancora per altro tempo con manifesti e distinguo in giunta! Potenza nostra!
        Nel contempo, vorrei mettere tutti in guardia dalle sirene baroniane. Non so se ce n’è bisogno, ma lo dico.

  5. Bene l’analisi sul fiasco elettorale della sinistra. Approfondiamola ancora ma … subito dopo diamoci da fare per costruire una credibile alternativa di governo per questa disastrata “colonia”.

  6. La sinistra ( compresa quella nazionale) non ha un progetto, non ha una identità precisa ed è difficilmente distinguibile dalle altre forze politiche. Io francamente non so più chi o che cosa o quale classe o quali interessi questa sinistra difenda.
    Bene o male dicono tutte le stesse cose. I distinguo, quando ci sono, spesso restano solo sulla carta. Mi piacerebbe sapere quanto è pesata la promessa di abbassare l’IMU, sulla prima casa, nella vittoria di Barone. Se realizzata porterà un risparmio alle famiglie di cento, duecento euro ( certo ben accetti in questo momento di crisi soprattutto dalle classi più povere) con una perdita per il Comune di poche decine di migliaia di euro. A me sembra qualcosa di sinistra… Cosa distingueva nettamente dagli altri i vari programmi per cui un cittadino leggendoli poteva preferirne uno scartando gli altri e quindi votare di conseguenza? Secondo me poco o niente e quindi il voto non è stato conseguenza della accettazione di un progetto , di una idea di sviluppo , ecc ,ma altro.

  7. Bisogna seguire il percorso prefissato evitando, certamente, di farsi sedurre dal canto delle baroniane sirene che sono particolarmente abili nell’arte della seduzione. Ci guarderemo, ci guarderemo, sempre ci guarderemo!!!

  8. Mi giunge notizia che il mio commento a caldo sull’esito delle elezioni comunali abbia generato qualche malumore negli ambienti vicini alla coalizione di centro-sinistra, che ha “meritatamente” perso il confronto elettorale. Ne approfitto per precisare che:
    1. La posizione ufficiale del Circolo è in via di definizione e non appena consolidata sarà offerta, come tale, all’opinione pubblica cittadina e alla stampa locale. Al momento si svolge, trasparentemente com’è nostra abitudine, un dibattito interno al quale ho partecipato con il mio personale punto di vista. Un punto di vista che non intende concedere a questo disastrato centro-sinistra alcun alibi consolatorio nella fallimentare gestione della campagna elettorale. Barone “merita” di vincere perché non si è saputo/voluto offrire alla Città un’alternativa credibile, avendo il centro-sinistra sbagliato proprio tutte le mosse, nessuna esclusa.
    2. Questa attenzione critica al centro-sinistra è il naturale frutto nel nostro saldo ancoraggio a questa parte politica, per il desiderio di vedere attuate nella pratica valori e principi che le sono propri. Contrastiamo e contrasteremo, nei modi che sapremo attuare anche dall’esterno del Consiglio municipale, le destre e i suoi programmi che sono antitetici ai nostri, senza mai venir meno al rispetto per l’avversario politico e al riconoscimento, semmai se ne presentasse l’occasione, di qualche buona pratica amministrativa. Il nostro impegno, già da oggi, è quello di lavorare ad una nuova sinistra che sappia ammonire e impegnarsi, denunciare e proporre, criticare e mettersi in gioco. Per questo progetto noi chiediamo la partecipazione dei tanti giovani e meno giovani che, anche all’interno dei partiti, sentano la nostra stessa urgenza, il nostro stesso bisogno di ripartire da questa cocente sconfitta per riformare i luoghi della politica cittadina.
    Infine, vorrei far chiarezza su una questione che pure, mi si dice, dibattuta. Nel comizio di chiusura del primo turno elettorale siamo stati citati da Gianni Barone a supporto della sua tesi di essersi sempre prodigato nell’interesse della comunità palmese tutta, indipendentemente dalla collocazione politica dei soggetti interessati dalla sua azione. A che si riferiva e cos’era avvenuto? Nei primi mesi del 2010 avevo da poco riscoperto la figura di mio zio, Antonio Armino, e avevo iniziato un’attività di divulgazione della sua figura e della sua opera. A Palmi ne parlai con Santino Salerno che sapevo da sempre impegnato nella pubblicistica locale. Fu Salerno a suggerirmi di proporre, attraverso il consigliere provinciale Gianni Barone, una commemorazione di Antonio Armino alla provincia di Reggio Calabria dove nella giunta di centro-sinistra era assessore, tra gli altri, il socialista e sindacalista Ercole Nucera. Fu così che a fine aprile dello stesso anno, nella sala Ferro del Palazzo della Provincia, alla presenza dell’assessore Ercole Nucera, si celebrò una breve commemorazione e a noi nipoti venne consegnata una targa. Non credo di dover aggiungere altro.

    • In democrazia chi vince le elezioni lo fa “meritatamente”. A meno di non riuscire a dimostrare, nelle opportune sedi giudiziarie, il dolo, o, cosa ancora peggiore, per la sopravvivenza stessa della democrazia, considerare un idiota, o altro, chi ha votato in maniera diversa dalla nostra.

  9. Ho appena finito di leggere i vostri commenti al risultato delle ultime elezioni amministrative di Palmi.
    Non conoscevo questo sito, della cuoi esistenza mi hanno parlato stamattina alcuni amici e compagni soci del vostro Circolo.
    Trovo interessante l’approccio e molte delle argomentazioni che sono state sviluppate, alcune di esse le trovo condivisibili, altre le ritengo discutibili.
    Poichè il sito vuole essere una tribuna aperta al libero confronto, consentite anche a me di esprimere alcune considerazioni in piena libertà.
    Prima di entrare nel merito delle valutazioni sul risultato elettorale, sento di dover rendere esplicita una premessa non formale: Credo che occorra esprimere un sincero e reale ringraziamento al candidato a sindaco del centrosinistra dott. Boemi e a quanti, assieme a lui, si sono spesi in questa campagna elettorale, candidandosi nelle liste del centrosinistra. Al dott. Boemi, in particolare, va riconosciuto il merito di aver accettato la candidatura a sindaco, interpretando tale ruolo in coerenza culturale con la sua storia di impegno professionale, volto a combattere uno dei mali profondi che da sempre affligge la società calabrese, ed offrendo alla città la sua esperienza amministrativa accumulata negli anni in cui ha retto brillantemente la Stazione Unica Appaltante istituita dalla Regione Calabria.
    Ritengo inoltre che occorre ringraziare quanti hanno dato il loro contributo di impegno attivo nei giorni della campagna elettorale ed in modo particolare quei tanti giovani che si sono spesi in modo disinteressato e senza risparmio di energie, per consentire che il centrosinistra fosse protagonista della competizione elettorale.
    Ho ritenuto di fare questa premessa, perchè penso che sia necessario fare una riflessione vera sull’esito della consultazione elettorale, perchè ritengo che sarebbe un grave errore se i partiti del centrosinistra si chiudessero a riccio, magari sentendosi assediati o addirittura minacciati dal possibile dispiegarsi di una discussione e da un confronto reale. Ritengo però che una tale riflessione sia possibile farla, solo se si sgombra il campo da vecchi mali che affliggono la sinistra palmese: da una parte la dietrologia, il personalismo, la contrapposizione strumentale, voluta e guidata che per troppo tempo ci ha afflitti e, dall’altra parte, l’auto indulgenza acritica e superficiale, il giustificazionismo assolutorio e inconcludente.
    Un confronto vero, quindi, reale, sincero, che non si concluda con la ricerca di capri espiatori, né con una sorta di caccia alle streghe, ma che faccia fare seri passi avanti all’intero schieramento di centrosinistra.
    Ben venga quindi il tentativo di discutere apertamente, se il fine è quello di tentare di individuare i limiti e gli errori, e di rendere più forte ed attrezzato il centrosinistra.
    Fatte queste premesse, mi sembra di poter dire che condivido nella sostanza quanto è stato da voi detto: il centrosinistra a Palmi, ha subito una ennesima netta sconfitta.
    Occorre chiedersi: Da dove deriva questa sconfitta? Era possibile evitarla? Era possibile attenuarne la portata? Qual’è stato il carattere del voto? Cosa occorre fare per rendere il nostro schieramento politico più forte, attrezzato, radicato nella realtà palmese?
    A queste domande, tenterò di abbozzare alcune brevi risposte, su cui, ovviamente, accetto il contraddittorio.
    Condivido alcuni aspetti dell’analisi di Francesco Barbaro, specie quando parla di ” …… ritardo, evidente, con il quale è stata approntata la preparazione della campagna elettorale appena conclusa”, addebitandola ” … all’assenza, totale, dei partiti del centro-sinistra nel corso dell’amministrazione Gaudio, quale occasione mancata di valida opposizione al centrodestra, durante quella esperienza e in prospettiva di politiche a venire”.
    Ancor più sono d’accordo con lui, quando esprime tutta la sua indignazione per la “… imbelle ed antistorica posizione” assunta dal centro-sinistra palmese durante l’esperienza amministrativa degli anni 2003-2006 (sindaco Parisi), per “…….il ruolo deleterio e cannibalesco assunto dalla compagine politica del centro-sinistra in quegli anni” ( …) Un concentrato di inadeguatezza e scadimento ideale che ha fatto scuola fino ai giorni nostri, nella presentazione di una coalizione senza storia”.
    A queste parole di Francesco, vorrei aggiungere che da troppi anni, all’interno del centrosinistra palmese si è fatto a gara a denigrare e a distruggere quanto nel corso di lunghi anni era stato costruito, utilizzando in ciò la copertura, l’avallo e persino la complicità di altri livelli politico-istituzionali dei partiti del centrosinistra, e ciò a soli fini di controllo interno dei partiti stessi e dei conseguenti sbocchi istituzionali.
    La sconfitta, quindi, deriva in primo luogo dalla mancanza di “Politica”, che si è determinata nel corso di anni , che ha finito con l’offuscare i caratteri distintivi di quei Partiti che avevano l’obiettivo di rinnovare la società, e di esprimere una capacità di governo nel quale la società palmese potesse riconoscere i valori di una coalizione di forze del centrosinistra. Per dirla con Gramsci, si è puntato ad esprimere il “dominio” per linee interne ai partiti, ma non “la direzione intellettuale e morale”, in un rapporto democratico con la società palmese. In una parola, anche noi ci siamo fatti fagocitare dalla logica del berlusconismo imperante.
    Sono queste, a mio avviso le ragioni di fondo che stanno alla base della odierna sconfitta da noi subita.
    Pertanto, se questo è vero, sarebbe stato estremamente difficile evitare tale esito solo con qualche manovra contingente, con qualche aggiustamento di tiro assunto nell’imminenza della campagna elettorale.
    Ma chiediamoci, sarebbe stato possibile, comunque, ottenere un qualche risultato migliore, attenuare il divario tra le cifre del centrodestra e quelle del centrosinistra?
    Credo che questo sarebbe stato sicuramente possibile, solo se, come dice Pino Ippolito, si fossero evitati quegli errori commessi nell’imminenza della Campagna elettorale, se si fosse evitata una gestione eccessivamente burocratico-dirigistica, che ha caratterizzato le settimane ed i mesi immediatamente precedenti le elezioni.
    ” Le primarie -dice Pino Ippolito- avrebbero consentito alla coalizione di anticipare di qualche mese la campagna elettorale, di aprire alla Città la discussione sulle proposte e sui programmi, di far scegliere infine ai cittadini il candidato più idoneo a rappresentarla nella competizione con il centro-destra”.
    Un’operazione politica di questo genere, forse non ci avrebbe consentito di prevalere, ma sicuramente avrebbe consentito alla nostra coalizione di introdurre un elemento forte di novità nello scenario politico palmese, di anticipare i tempi della campagna elettorale, di rendere il candidato del centrosinistra, magari lo stesso dott. Boemi, un’autentica espressione democratica, percepita così dal corpo largo degli elettori e dei cittadini palmesi.
    L’assenza di tutto ciò, ha contribuito al mantenimento della competizione elettorale nell’ambito della sfera tradizionale, laddove finisce col prevalere la logica del voto di scambio, del voto legato a logiche clientelari e di potere, del voto dato “per riconoscenza”.
    Quando prevalgono queste logiche, dobbiamo saperlo, il centrodestra è molto più attrezzato di noi, ed il centrosinistra finisce con l’essere soccombente.
    Accanto a questi aspetti negativi da me ripresi ed evidenziati, su cui è legittimo il confronto, l’approfondimento e, se lo si ritiene anche il contraddittorio, nel corso della campagna elettorale si è fatto strada ed ha preso corpo un elemento nuovo e positivo, che dovrebbe farci ben sperare; l’ho accennato in premessa: la presenza nell’agone politico di un qualificato protagonismo giovanile, che si è saputo raccordare in modo positivo con il resto delle componenti che hanno condotto campagna elettorale del centrosinistra.
    Credo che siano questi gli elementi su cui fare leva nei prossimi mesi a Palmi, da cui ripartire, chiamando a raccolta tutte quelle forze che hanno a cuore il futuro della nostra cittadina ed il futuro de centrosinistra.
    Credo che questo debba avvenire senza cedere a gelosie, ad arroccamenti, a chiusure anacronistiche; senza sottrarsi al dibattito ed al confronto anche con chi, come la vostra Associazione, intende confrontarsi senza fare sconti.
    Soprattutto, però, occorre che nelle prossime settimane si apra un confronto su ciò di cui ha bisogno la nostra città, sulle battaglie che il gruppo consiliare del centrosinistra deve condurre in sede consiliare, e sulle questioni che assieme si devono portare avanti nella città.
    Credo che sia questa la strada giusta per qualificare la battaglia della opposizione, per renderla più credibile agli occhi dei cittadini, per qualificarla, finalmente, come forza di governo.
    Un abbraccio, ninì sprizzi

    • Grazie Ninì per essere intervenuto. Mi auguro che questa discussione prosegua in questa sede e in ogni altra possibile, col solo intento, comune a noi tutti, di contribuire a comprendere le ragioni della sconfitta e a preparare la sinistra vincente di domani.
      Mi fa anche piacere che tu condivida una parte rilevante della nostra analisi. Ma non tutta, evidentemente. Se oggi noi ringraziassimo, come fai tu in premessa, chi si è speso in questa campagna elettorale, indipendentemente dal ruolo di regista o di interprete-attore, ne risulterebbe incomprensibile la lunga e meditata sequenza di errori che sono stati commessi e non faremmo neppure un passo avanti nella direzione del cambiamento che auspichiamo. Noi non possiamo né vogliamo ringraziare quegli esponenti politici che hanno sonnecchiato durante la consiliatura Gaudio, né chi si è testardamente e stupidamente opposto alle primarie, né chi ha lavorato nel backstage al solo scopo di non rischiare nulla, né chi ha orchestrato palinsesti degni della peggiore età del berlusconismo, nella desolante incapacità a definire e a comunicare un progetto; vecchi o giovani che fossero, pur conservando soprattutto nei riguardi di questi ultimi, oltre all’assoluto rispetto per le loro scelte, la speranza che possano ripensarle.
      Non siamo certo noi esenti da responsabilità, questo il mio personale punto di vista, perché se è vero che abbiamo riconosciuto per tempo i tanti limiti della coalizione (la ragione del nostro mancato impegno diretto), è altrettanto innegabile che non abbiamo saputo o potuto offrire un’alternativa credibile, verosilmente a causa della nostra ancora giovane presenza in Città.

    • Ninì, non poteva mancare un segno della tua migliore formazione politica: il più che pertinente richiamo a un maestro del pensiero politico, il compagno Gramsci. Purtroppo, l’estromissione dalla politica di quegli insegnamenti che garantivano il prevalere del generale sul particolare, dell’unione sulla divisione, del collettivo sull’individuale, hanno inevitabilmente generato derive liberiste, e delle peggiori, anche dalle nostre parti.
      Sulle trascorse elezioni, colgo anche da parte tua una esplicita e netta posizione sulle ragioni dei tanti insuccessi locali della sinistra, in senso critico: basti pensare alla tua condivisione sul flusso ininterrotto di “inadeguatezza e di scadimento ideale, che ha fatto scuola fino ai giorni nostri, con la presentazione di una coalizione senza storia”, espressione nella quale, a mio modesto avviso, pur cogliendo i tratti di positività cui accenni, è racchiuso, in modo completo, il significato di un’esperienza.

  10. E’ la prima volta che intervengo per iscritto ad un dibattito sul nostro sito. La causa principale va ricercata nella cronica carenza di tempo di cui soffro e non certo nella mancanza di stimoli per gli argomenti trattati. In questo caso reputo indispensabile per il prosieguo della doverosa analisi sul recente voto a Palmi, e per una franca quanto proficua discussione sull’attuale situazione politica (magari con una visione prospettica) suggerire qualche principio di metodo per rendere il piu’ fruttuoso possibile il nostro sforzo mentale.
    Se vogliamo provare per un attimo a partire dal postulato secondo il quale “le parole sono pietre” e credere fortemente che Carlo Levi con questa metafora ci disvelasse una verita’ molto utile, io approfitterei per inserirvi una mia personale considerazione. Le pietre in quanto tali possono essere adoperate in molteplici modi, e non solo per scagliarle a mo’ di proiettili o per lapidare qualcuno. Per esempio, si possono costruire armacie, muri di contenimento, fortificazioni ecc. Secondo il mio modesto avviso, conviene decidere preliminarmente quando e’ il momento e la circostanza adatta per arruolarsi nel reparto dei guastatori o, al contrario, in quello dei genieri.
    In generale credo, forse fin troppo lapalissianamente, che sia opportuno riservare gli attacchi demolitori agli avversari. Di converso, mobiliterei i migliori pontieri dell’esercito per costruire alleanze fra tutti coloro che hanno in comune, quantomeno, l’aver individuato senza dubbi un medesimo irrimediabile e irredimibile avversario.
    Ma, una prevedibile quanto coinvolgente eccezione potrebbe essere sollevata da qualche amante di suggestioni verbali piu’ che di rigorose e scientifiche verita’ analitiche: “Cosi’ si rischierebbe di imbavagliare chi possiede delle taumaturgiche capacita’ critiche!”
    Bene, se io avvolgessi attorno alla punta acuminata di una freccia (che nessuno ci puo’ garantire che non sia per giunta avvelenata) un bigliettino contenente un “salvifico messaggio critico” e scagliassi la freccia in direzione del mio unico possibile futuro alleato, questi solleverebbe lo scudo in difesa della propria incolumita’ col rischio di non ricevere il messaggio. Non e’ da trascurare poi l’ipotesi che mi scambi per nemico e cerchi, a sua volta, di accopparmi. Risultato: anche questa battaglia viene persa esi va verso la sconfitta totale. Sfogarsi fa bene, ma quando si e’ superata da un pezzo la tenera eta’ si tende a farlo in privato per non apparire infantili, piagnoni, capricciosi ed incontentabili.
    Giovanni Panuccio

    • Capisco le tue argomentazioni. Penso che, proprio per le ragioni che sostieni, la miglior risposta a queste tue osservazioni non potrà che venire dall’opera concreta che saremo capaci di svolgere. Allora sarà chiaro – e non perché qui io, ora, a parole, lo sostenga – che il nostro avversario politico non avrà sconti e che lavoreremo per riformare e rilanciare la sinistra a Palmi.

    • Giovanni, non ti seguo molto in questo tuo intervento. Se vogliamo vincere sia alle elezioni ma soprattutto come possibilità di una vita migliore almeno per coloro che ci seguiranno, dobbiamo essere molto duri, certo con giustizia e con l’esempio, soprattutto con le nostre “truppe”. Gli errori della destra possono facilitarci la “vittoria”, quelli della sinistra rimandano sine die addirittura la possibilità di combattere almeno con qualche possibilità…

    • Giovanni, tutto sommato credo sia ancora valido il famoso detto “ errare umanum est “ perseverare, invece, “ diabolico “. Ho l’impressione tuttavia che i nostri amici del centro sinistra, in questo momento, stiano ancora perseverando. Spero di sbagliarmi, comunque!!

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