Elezioni Amministrative 2012- analisi dei programmi

Palmi 14 aprile 2012- Pino Ippolito

Poche buone idee per Palmi

Ora che, infine, sono stati resi disponibili, come vuole la legge elettorale, i programmi dei candidati  a sindaco di Palmi possiamo trarre, dal loro esame, qualche prima considerazione.

candidato Trentinella (Forza Palmi, Noi Sud)

Si tratta, verosimilmente, del programma più dettagliato tra quelli proposti dai candidati sindaci.

Molta attenzione è riservata alla necessità di giungere presto alla definizione del Piano Strutturale Comunale con Piani Particolareggiati per il recupero delle zone degradate, incluso il Centro Storico, e per la definizione di nuove aree per l’espansione urbana. Il riconoscimento del forte degrado in atto si accompagna, pertanto, alla spinta a un ulteriore sacco del territorio, un paradosso del quale non sembra esserci consapevolezza.

A questa linea di pensiero fanno riferimento:

  • la “Cittadella dello Shopping” da realizzare in zone periferiche (non meglio precisate) e riservata agli operatori di commercio palmesi (una riserva, quest’ultima, tanto strampalata quanto inattuabile);
  • la “strada Repaci” per collegare stazione FFSS, Pietrosa e Malopasso, con conseguente distruzione di uno dei sentieri più belli e panoramici che ci siano rimasti;
  • “attrezzare turisticamente” le spiagge della Marinella, della Pietrosa e, persino, di Ravaglioso (che, come noto, è scogliera!) con ampio spazio alla fantasia sulle possibili “attrezzature”;
  • la bretella dalla Statale 18 alla via Concordato, un tracciato che appare dubbio e tutto da definire;
  • la “Nuova Struttura Polifunzionale” da realizzare in alternativa al recupero del Cinema Teatro Sciarrone, evidentemente giudicato ora improbabile, a pochi mesi dall’acquisizione di quell’edificio che ha comportato l’impiego di ingenti risorse pubbliche.

Apprezzabili sono, viceversa, quelle parti di programma che affermano l’impegno al potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e alla definizione di tariffe agevolate per i meno abbienti.

Da ultima, ma non ultima, è l’attenzione rivolta al mondo dell’associazionismo sportivo al quale, come con evidenza traspare, appartiene lo stesso candidato.

candidata Morgante (Palmi nel cuore, Palmi futura)

Confesso la difficoltà incontrata ad estrarre dal testo disponibile concrete linee d’azione e d’intervento. L’intero documento è una generica promessa di lavoro futuro nell’interesse della Città e dei cittadini, più volte incardinata su un’altrettanto generica unità di armoniosi intenti.

La stessa candidata sottolinea, del resto, in un passaggio, a mio dire, decisivo che “i sopra indicati ambiti d’intervento, sono appositamente, non ampliate sul versante degli obiettivi generali e specifici, degli indicatori di monitoraggio, dei soggetti coinvolti e delle linee strategiche di miglioramento e/ o realizzazione, affinché, vi sia l’ampia possibilità per i cittadini di partecipare alle scelte, alle decisioni programmatico-progettuale degli amministratori comunali, per la quale partecipazione democratica, saranno i cittadini stessi a determinare le sorti della città di Palmi, insieme al governo comunale, che dovrà valutare responsabilmente e coscientemente, le proposte dell’ “assemblea” cittadina”. Un passaggio che ho voluto riportare integralmente anche in quanto emblematico della qualità del testo proposto agli elettori.

Poco, pertanto, resta dopo la lettura di questo programma. Due buone idee vanno, tuttavia, segnalate: la riutilizzazione sociale dei beni pubblici Inutilizzati, l’istituzione di un ufficio per le risorse comunitarie.

candidato Barone (UDC, PDL, Nuovo PSI, Palmi Rosa, Barone sindaco, Alleanza per Palmi)

Colpisce subito che uno schieramento di forze così vasto e rappresentativo abbia prodotto un risultato così scarno, riassunto in dieci punti fissati su di una sola pagina.

Proprio l’estrema essenzialità dei punti non consente una valutazione delle proposte che, in questa formulazione, non possono che apparire, nella maggior parte dei casi, troppo vaghe e generiche (valorizzazione beni storici e artistici, razionalizzazione strutture sportive, rilancio turistico, etc.).

Ben definiti appaiono, tuttavia, alcuni impegni: a) la tutela dei posti di lavoro nella partecipata PPM; b) la contrarietà agli aumenti della tassazione, obiettivo da conseguire attraverso la razionalizzazione della spesa e il controllo dell’evasione; c) il completamento di opere pubbliche in itinere, quali il prolungamento del lungomare.

Apprezzabile risulta, infine, il riferimento alla necessità di attuare la massima trasparenza amministrativa.

candidato Boemi (PD, Sinistra per Palmi, IdV, Palmi domani)

I limiti del documento sono noti agli stessi estensori che fin dalla premessa chiariscono: “il programma qui allegato ha solo lo scopo di completare la documentazione necessaria ed obbligatoria per la presentazione delle liste per le prossime elezioni amministrative”. Dunque, niente di più che un passaggio burocratico dovuto!

Non solo, con altrettanta franchezza si ammette: “sarà cura del ns candidato a Sindaco, Dott. Salvatore Boemi, successivamente sia durante la campagna elettorale che dopo, qualora saremo favoriti dalla competizione elettorale, a spiegare ed evidenziare con l’adeguata enfasi le linee guida ed i temi del governo della città sotto la guida del Centro Sinistra”. Insomma, se vinciamo vi raccontiamo bene quel che abbiamo intenzione di fare!

Nella stessa singolare premessa, inoltre, veniamo inopportunamente inclusi tra gli alleati della coalizione, sebbene, come noto, abbiamo dichiarato un’apertura di credito verso il candidato sindaco ma abbiamo preso le distanze da questo centro sinistra.

La lettura del documento non tradisce le premesse. Molte le dichiarazioni di intenti, poche le proposte operative. Tra queste ultime è possibile annoverare quelle relative a:

  • razionalizzazione delle spese con l’adozione negli uffici comunali di “software free ed open” e la limitazione delle consulenze esterne;
  • maggiore trasparenza amministrativa e partecipazione dei cittadini alla vita pubblica con l’istituzione di uffici di relazione col pubblico e consulte di quartiere;
  • sostegno ai ceti più deboli con l’incremento del fondo comunale per gli affitti, la promozione di cooperative sociali, l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • politiche di sostenibilità ambientale con il potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e l’impiego di pannelli fotovoltaici;
  • politiche per l’occupazione con il varo di “botteghe di transizione” e la promozione della “successione d’impresa”.

Una parola a parte merita, infine, la previsione di ulteriori bandi per l’edilizia agevolata, un’ipotesi che del tutto trascura lo stato attuale di forte compromissione e degrado del territorio.

*  *  *

Concludendo questa breve rassegna dei programma dei candidati sindaci non si può non segnalare che, a dispetto dei tanti apprezzamenti ricevuti, non vi è traccia di alcune tra le proposte più significative che il nostro Circolo ha avanzato.

In particolare manca un forte impegno nella tutela del territorio e il riconoscimento della necessità di non consumare oltre il poco suolo rimasto libero, stante per di più l’elevato numero di vani non utilizzati. Neppure la proposta d’istituire, d’intesa cogli altri comuni interessati, il Parco Naturale della Costa Viola ha ricevuto interesse. Del resto le due cose andavano di pari passo.

*  *  *

Con questi programmi, e in presenza di una campagna elettorale che mi dicono – sono fuori Palmi da un paio di settimane – evanescente  e sonnacchiosa (eccezion fatta per la selezione degli scrutatori), pare estremamente arduo il compito che avranno tra poche settimane gli elettori di scegliere il sindaco della Città, se non sulla base di appartenenze familiari, ideologiche, di partito o, infine, sulla base di un’apertura credito al candidato con il curriculum vitae più promettente, come abbiamo scelto noi di fare.

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10 pensieri riguardo “Elezioni Amministrative 2012- analisi dei programmi

  1. Leggendo i programmi si ha la netta sensazione che i candidati sindaci, salvate le loro, scontate, buone intenzioni, non abbiano una chiara visione del futuro di Palmi da sottoporre alla valutazione degli elettori. I progetti, quando ci sono, sono nebulosi, mirati più a non scontentare nessuno, e quindi a perdere voti, che alla risoluzione dei nostri drammatici problemi. Lavoro, soprattutto giovanile, inesistente, l’ agricoltura ed il commercio in agonia, turismo d’improvvisazione, i cittadini trasformati in sudditi con doveri gravosissimi a cui corrispondono diritti aleatori ( dignità, sanità, giustizia,…), grave degrado del territorio,…. Spero di sbagliare ma mi pare proprio che neanche questa volta Palmi avrà la possibilità di cambiare strada….

  2. Se la scelta del candidato dovesse avvenire in base ai programmi che abbiamo fin ora letto, devo confessare, in tutta franchezza, che io mi troverei in serie difficoltà…… non saprei chi scegliere.
    E’ come se fosse stato bandito un concorso con tema “ programma per Palmi “ ; adesso premiamo il tema migliore.
    Condivido il contenuto dell’articolo “ Poche buone idee per Palmi “ e credo che sia cosa buona e anche giusta ribadire che noi, cioè il Circolo Armino, non siamo tra gli alleati della coalizione del centro-sinistra ma che da tale coalizione abbiamo preso debite distanze.
    Sono estremamente pessimista per le sorti di Palmi in ordine ad un eventuale cambiamento di rotta. Credo che bisogna attendere ancora qualche lustro.

    1. In campagna elettorale è prevedibile ogni tipo di promessa, ancorché diffusa nel rispetto della normativa vigente. Altra cosa è mantenere quanto pubblicato sul programma (non mi sembra che alcuno sia mai riuscito in tale intento); è del tutto evidente che ogni candidato Sindaco, a meri fini elettorali, deve promettere anche l’impossibile. Ogni opposizione, degna di questo nome, qualunque sia l’orientamento politico, deve vigilare affinché il Sindaco eletto mantenga le promesse e rispetti i tempi.
      L’unica cosa certa rimane l’indubbia difficoltà (per chiunque) di risollevare le sorti di una città degradata da decenni (un po’ come l’Italia), a causa di esecutivi rabberciati e di una politica succube delle lottizzazioni imposte dalle Segreterie dei Partiti.
      L’auspicio sarebbe quello di non rimpiangere, in futuro, l’attuale governo “tecnico”, che è istituzionalmente lontano da ogni banale “logica” di partito.

      1. Speriamo che presto si formi una opposizione degna di questo nome. Penso si potrebbe già cominciare ad individuare i soggetti i quali dovrebbero comporla. Ma, senza fare chiacchere.

  3. L’opuscolo in questione contenente “ appunti e idee per il governo della città “ completa ovviamente il quadro dei programmi redatti dai soggetti candidati alla carica di sindaco della nostra città.
    Confermo : è un ottimo tema anche questo quarto; forse più originale nella forma rispetto agli atri precedenti temi, “no comment” per quanto riguarda i contenuti.
    In verità io mi sarei aspettato che ogni candidato alla carica di sindaco in calce al proprio programma esponesse anche il metodo più opportuno per recuperare le necessarie risorse per realizzarlo, e magari l’indicazione delle priorità posto che vi sono molte questioni da affrontare, ma, questi sono solo inutili dettagli.
    Tuttavia vi sono degli interrogativi che già d’ora io mi pongo:
    dopo l’elezione del sindaco quale sarà la sorte politico-amministrativa della nostra cittadina? Quale ruolo politico svolgeranno i tre candidati non eletti, quale ruolo politico svolgeranno i componenti dei partiti e i componenti delle liste che attualmente concorrono alla competizione elettorale?
    Chi si occuperà in futuro della sorte politica di Palmi oltre ad i componenti della coalizione che vincerà le elezioni? Il metodo usato recentemente per nominare gli scrutatori sarà esteso anche ad altre eventuali nomine?
    Io non saprei rispondere a queste domande se non con altre domande : per i cittadini onesti, casa cambierà rispetto al passato? Probabilmente, tutto resterà come prima?
    Ecco Gustavo…..dopo sono riposte le ragioni del mio pessimismo.
    Già da subito, secondo me, sarebbe opportuno ed utile instaurare un pubblico dibattito con i soci del nostro circolo, con gli amici, con i cittadini per discutere sul “ DOPO ELEZIONI “ chiunque sia il vincitore di questa tornata elettorale.

  4. Pur apprezzando la iniziale dichiarazione di intenti, che comunque non è cosa diversa dai diritti sacrosanti dei cittadini che già settant’anni fa venivano “garantiti” dalla Costituzione, poi sulle idee nuove mi sono un po’“arenato”.
    Comincio con il parlare di agricoltura che è il campo che conosco meglio. Nulla viene detto sulla olivicoltura, ricchezza già da noi posseduta e che per passare dalla attuale situazione di antieconomicità a quella di un buon profitto ( per l’intero comprensorio) ha solo bisogno della creazione e sviluppo di cooperative agricole, sia per la produzione che per la vendita dell’olio. ( vedi:
    https://circoloarmino.com/discutiamone/agricoltura/uliveto/
    http://www.coldiretti.it/docindex/cncd/informazioni/245_%2012.htm )

    Unico accenno all’agricoltura è quello delle produzione di biocarburanti!!?? Problematica che dovrebbe vedere la sinistra assolutamente contraria ai biocarburanti di prima generazione e molto guardinga per quelli di seconda generazione. ( prima generazione: coltivazione di cereali per la produzione di bioetanolo; seconda generazione( in fase sperimentale) : si utilizzano per la produzione di biocarburanti gli scarti della produzione agricola dedicata alla catena alimentare). Per mancanza di spazio rimando chi mi legge ai seguenti link per saperne di più. http://it.wikipedia.org/wiki/Biocombustibile , http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/bertaglio-biocarburanti/186607/

    Per fare camminare il parco nazionale di autoveicoli con biocarburanti si dovrebbero convertire a monocoltura di cereali, per la produzione di bioetanolo, metà della superficie agricola nazionale pari a 13 milioni di ettari…. Palmi non ha praticamente terreni “marginali” da destinare a questo tipo di coltivazione, essendo la sua superficie coltivabile quasi totalmente adibita ad uliveto e la restante adatta a produzioni, anche di pregio, nella catena alimentare.

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