CIRCOLO "A. ARMINO"

Un'altra Palmi è possibile

Retribuzione per incarichi politici e amministrativi (pubblici)

  • Attribuzione delle retribuzioni per incarichi pubblici (inclusi quelli delle partecipate pubbliche) armonizzate con la media delle retribuzioni dell’industria e dei servizi italiani ad equivalenza di responsabilità e di impegno personale, inclusi tutte le forme di retribuzione complementare e benefici accessori (“fringe benefit”), inclusi quelli riguardanti le forme di assicurazione sanitaria complementari al Servizio Sanitario Nazionale e l’accesso al credito. In ogni caso tale retribuzione non può superare le media europea a parità di incarico. Abolizione dei vitalizi e adozione delle stesse leggi sul pensionamento comuni a tutti i lavoratori italiani. Chi ha incarici pubblici cura obbligatoriamente la propria professionalità mediante partecipazione a corsi di aggiornamento professionale sulla falsa riga di quanto avviene per il personale laureato del Servizio Sanitario Nazionale. All’interno dei partiti, nelle forme definite dall’art. 49 rivisto della Costituzione, e in funzione della sensibilità e cultura politica del partito stesso, possono esistere altre forme di limitazione delle retribuzioni mirate all’autofinanziamento del partito stesso.
  • Il trattamento economico dei dipendenti dei partiti non può superare il tetto dei 100 mila euro annui lordi.

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3 thoughts on “Retribuzione per incarichi politici e amministrativi (pubblici)

  1. Voto per la prima opzione

  2. Primo punto. “Armonizzazione con le retribuzioni dell’industria e dei servizi, “Equivalenza di responsabilità e impegno personale” sono formule troppo astratte per essere applicate. L’aggiornamento professionale obbligatorio, mi pare invece, una bestemmia. Se c’è un’attività libera da ogni condizionamento è proprio quella della politica.
    Secondo punto. Ok

  3. Sono d’accordo che l’aggiornamento professionale obbligatorio sia una bestemmia
    http://losbavaglio.org/rdc/967-manifesto-per-il-rinnovamento-dei-partiti.html#comment-8163
    Se formule sono astratte proporne di più concrete sapendo che in questo modo aumenterà la probabilità di conflitto e discussione: in altre parole, forse questa è una fase in cui le proposizioni astratte vanno bene “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”, sarà abbastanza astratta o no?
    In generale poi suggerirei uno stile positivo da codice civile evitando i “bisogna pensarci ancora” e i condizionali. Se si ha un’idea si faccia lo sforzo di descriverla in termini positivi.

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