CIRCOLO "A. ARMINO"

Un'altra Palmi è possibile

Rinnovamento e/o rifondazione dei partiti

Palmi 1/4/2012- Gustavo F.

Che i partiti oggi  non rappresentino, secondo i dettami della Costituzione, il volere (politico) di una parte del popolo, ma che siano invece delle entità che si autoreferenziano,  è indiscutibile e sotto gli occhi di tutti.  Praticamente sempre le decisioni sia sui programmi, che  dovrebbero essere attuati, sia  sui candidati, che dovrebbero realizzarli, sono avulse dalla base ma  sono prese dalle dirigenze dei partiti (autonominatesi  “tutori” del popolo). Ovviamente questo stato di cose copre tutto l’arco Costituzionale e, in questo contesto, non esistono partiti buoni e partiti cattivi. Praticamente il governo del popolo (democrazia) è  oggi il governo di pochi (oligarchia) e il voto non può sovvertire questo stato di cose.

Assieme al sito “Lo Sbavaglio” vogliamo intraprendere uno studio di conoscenza di idee ed opinioni ( aperto a tutti) che ci portino a definire, insieme, le regole a cui si dovrebbero assoggettare “tutti” i partiti (vecchi o nuovi) per realizzare  un vero stato democratico. Uno stato in cui realmente le opinioni della maggioranza dei cittadini determinino la politica nazionale.
Art. 49 della Costituzione Italiana: Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale
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Organizzazione di questo studio conoscitivo:
•    Come input iniziale, abbiamo individuato ( al momento) 9 punti base e per ognuno di essi diamo delle possibili formulazioni, scaturite da un nostro dibattito interno. Se ce ne sarà l’esigenza amplieremo questo elenco di punti base.
•    Chiunque abbia da suggerire una  formulazione diversa  dalla nostra, sia in parte che totalmente, con un commento, aggiunge  la sua  all’elenco. Ogni “punto” ha una pagina web “dedicata” per permettere questi interventi che sono la parte prioritaria del nostro studio.  La nuova formulazione può essere unita ad una nota esplicativa delle ragioni che l’hanno determinata.
•    Tutti possono intervenire sia in forma palese che anonima (un nome ed una mail di fantasia).
•    E’ molto probabile che alla fine di questo studio conoscitivo passeremo ad una qualche forma di voto per capire quale “ formulazione” gode della maggioranza delle opinioni.
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Punti in discussione per una nuova legge sui partiti:
1.    Revisione art. 49 della Costituzione Italiana
2.    Bilancio dei partiti
3.    Controllo del bilancio dei partiti
4.    Pubblicità degli atti dei partiti
5.    Retribuzione per incarichi politici e amministrativi (pubblici)
6.    Costi della politica
7.    Attività pubblica di coloro che sono rinviati a giudizio o già condannati
8.    Limitazione di “mandati”
9.    Attività pubblica e privata durante un mandato

Pagina per l’aggiunta di nuovi punti che non sono al momento oggetto di studio

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Riassunto delle formulazioni dei vari punti sotto analisi. Ad esso vengono aggiunte tutte le formulazioni proposte :

Revisione art. 49 della Costituzione Italiana

  • “Tutti i cittadini hanno diritto ad associarsi liberamente in partiti per concorrere con strutture e metodi democratici, a determinare la politica nazionale. La legge disciplina il finanziamento dei partiti, con riguardo alle loro organizzazioni centrali e periferiche e prevede le procedure atte ad assicurare la trasparenza ed il pubblico controllo del loro stato patrimoniale e delle loro fonti di finanziamento. La legge detta altresì disposizioni dirette a garantire la partecipazione degli iscritti a tutte le fasi di formazione della volontà politica dei partiti, compresa la designazione dei candidati alle elezioni, il rispetto delle norme statutarie, la tutela delle minoranze”.

 Bilancio dei partiti

  • I bilanci dei partiti devono essere redatti in conformità con le norme del Codice Civile e dei Principi Contabili Internazionali

 Controllo del bilancio dei partiti:

  • I bilanci che superano il milione di euro sono certificati da terze parti indipendenti.

 Pubblicità degli atti dei partiti.

  • Ogni documento e ogni atto deve essere pubblicato in rete. Per la definizione dei programmi e per la formazione del consenso ci si avvale obbligatoriamente anche delle opportunità offerte dalle reti sociali di comunicazione

Retribuzione per incarichi politici e amministrativi (pubblici):

  • Attribuzione delle retribuzioni per incarichi pubblici (inclusi quelli delle partecipate pubbliche) armonizzate con la media delle retribuzioni dell’industria e dei servizi italiani ad equivalenza di responsabilità e di impegno personale, inclusi tutte le forme di retribuzione complementare e benefici accessori (“fringe benefit”), inclusi quelli riguardanti le forme di assicurazione sanitaria complementari al Servizio Sanitario Nazionale e l’accesso al credito. In ogni caso tale retribuzione non può superare le media europea a parità di incarico. Abolizione dei vitalizi e adozione delle stesse leggi sul pensionamento comuni a tutti i lavoratori italiani. Chi ha incarici pubblici cura obbligatoriamente la propria professionalità mediante partecipazione a corsi di aggiornamento professionale sulla falsa riga di quanto avviene per il personale laureato del Servizio Sanitario Nazionale. All’interno dei partiti, nelle forme definite dall’art. 49 rivisto della Costituzione, e in funzione della sensibilità e cultura politica del partito stesso, possono esistere altre forme di limitazione delle retribuzioni mirate all’autofinanziamento del partito stesso.
  • Il trattamento economico dei dipendenti dei partiti non può superare il tetto dei 100 mila euro annui lordi.

Costi della politica:

  • Va favorita ogni possibile azione per limitare i costi della politica, per aumentarne efficacia ed efficienza al fine di contribuire per quanto possibile allo sviluppo economico del bene comune  tramite diminuzione della tassazione, senza sacrificio ma anzi con sviluppo dei servizi sociali universali
  • L’attuale sistema dei rimborsi elettorali è ridotto a un quarto con obbligo di rendicontare ogni spesa
  • Va favorita ogni possibile azione per limitare i costi della politica, per aumentarne efficacia ed efficienza al fine di contribuire per quanto possibile allo sviluppo economico del bene comune tramite diminuzione della tassazione, senza sacrificio ma anzi con sviluppo dei servizi sociali universali.
    Non sono ammessi altri costi oltre a quelli imputabili al finanziamento pubblico rstabilito secondo le procedure elencate nel seguito.
    Non sono ammesse forme di finanziamento, neppure indirette, oltre quelle pubbliche.
    Tutti i costi relativi a strutture pubbliche direttamente assegnate ai partiti (uffici, personale, costi di telecomunicazio ne, viaggi) sono riportati a conto economico e coperti dal finanziamento pubblico.
    A giugno e ottobre di ogni anno solare si operano prechiusure del conto economico con evidenziazione delle tendenze in atto sotto il controllo della Corte dei Conti.
    Entro gennaio di ogni anno si formula il preventivo dell’anno in corso.
    Il preventivo approvato dalla Corte dei Conti costituisce base per il finanziamento per l’anno in corso.
    Il finanziamento per l’anno in corso è stabilito dalla Corte del Conti sentito il Ministero del Tesoro per le disponibilità di cassa entro il mese di marzo dell’anno in corso.

Attività pubblica di coloro che sono rinviati a giudizio o già condannati:

  • Sospensione da qualunque attività pubblica di qualsiasi politico rinviato a giudizio, con la possibilità, naturalmente di risarcimento adeguato se ritenuto innocente al terzo grado di giudizio; esclusione definitiva di chiunque sia stato condannato in Cassazione per qualunque reato penale o civile
  • La condanna in primo grado comporta la sospensione dei mandati elettorali in attesa della sentenza definitiva.
  • Esclusione definitiva dalle cariche pubbliche di chiunque sia stato condannato in Cassazione, o con sentenza passata in giudicato, per determinate tipologie di reato.
  • Esclusione definitiva dalle cariche pubbliche di chiunque sia stato condannato in Cassazione, o con sentenza passata in giudicato, per determinate tipologie di reato.
    La condanna in primo grado comporta la sospensione cautelativa dei mandati elettorali in attesa della sentenza definitiva.

Limitazione di “mandati”:

  • Limitazione dell’attività politica, ad ogni livello, ad un massimo di due mandati per lo stesso incarico;

Attività pubblica e privata durante un mandato:

  • Incompatibilità tra attività pubblica e privata durante il mandato, a meno degli amministratori di comuni medio – piccoli che, probabilmente, non potrebbero vivere del solo compenso riservato alla funzione politica che svolgono.
  • L’incompatibilità tra incarichi pubblici e attività private è totale

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2 thoughts on “Rinnovamento e/o rifondazione dei partiti

  1. Ottima iniziativa!
    Devo, tuttavia, precisare che non condivido l’assoluta, incondizionata e indiscriminata condanna di tutte le formazioni politiche che si legge nel lancio di questo “studio”. Per nostra fortuna, senza che questo faccia notizia e molto più spesso di quanta si creda, migliaia di persone in Italia si ritrovano nelle loro sedi di partito per discutere e decidere su questioni che riguardano le amministrazioni locali, la preparazione di un congresso, la scelta dei quadri dirigenti. Fanno invece notizia i tanti, troppi inaccettabili privilegi della casta e le degenerazioni dei partiti. Per questo è necessario un quadro normativo che ancora oggi manca e costringa i partiti alla democrazia interna e alla trasparenza degli atti.
    Detto questo vado subito a commentare i 9 punti del costruendo manifesto per il rinnovamento dei partiti e della politica.

    • Dicendo che esistono in Italia posti dove la base dei partiti gestisce, discutendo e decidendo, le questioni riguardanti le amministrazioni locali, la scelta dei quadri dirigenti, ecc, evidentemente tu dai colpe gravi, per lo sfascio attuale della politica democratica ( che dovrebbe coinvolgere il popolo nella sua interezza) anche alla base. Certamente la base ( il popolo) non è esente da colpe, nel momento in cui non “fonda” partiti o non entra nei partiti attuali, se li trova conformi alle sue idee, per determinare, con il criterio della maggioranza, la politica nazionale, limitandosi ( quelli che ancora votano) ad una delega senza controllo spesso viziata da apatia, disillusione, pressapochismo o peggio da interessi diversi dai diritti, ricatto o scambio. Definire la cause di questo comportamento è un discorso troppo lungo da fare in un commento, per il momento concordo che assieme ai problemi che nascono dai partiti, certamente ci sono anche quelli dovuti ai comportamenti della maggioranza dei cittadini. Comunque, scusandomi di saltare alle conclusioni senza avere esposto le motivazioni che le determinano (ovviamente secondo me), penso che le colpe dei partiti siano ben più gravi e incisive, nell’attuale sfascio, di quelle del cittadino comune.

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