03-Primarie e altro-2

Cosa fare?!
In uno degli ultimi commenti su “Primarie e altro”, FB (socio del Circolo) pone  la seguente questione:   il Circolo Armino, proponendo le primarie,  si  è presentato , di fatto, come soggetto elettorale,  e  inoltre, a maggior soddisfazione di questa tesi,  lo stesso Circolo ha già pronte delle linee programmatiche (vedi altre pagine di questo sito) , se non proprio un programma bello e scritto, e adesso, anche se le primarie sono probabilmente fallite, il Circolo deve indicare “con senso di continuità, il proprio futuro elettorale”.

Non essendo possibile rispondere  con le  poche frasi di un commento ho preferito scrivere questo intervento, un po’ più articolato.

La mia posizione, come socio del Circolo, è diametralmente opposta a quella di FB, essendo quella di fare restare estraneo il Circolo a questa tornata elettorale. Il circolo potrà sempre dire come la pensa ma senza avere candidati propri. Ovviamente sarà poi il voto Assembleare a decidere.

Credo che presi dall’entusiasmo di cambiare tutto e subito abbiamo fatto alcuni errori di valutazione.  Il nostro primo errore di valutazione è certamente stato quello di pensare che bastava agire in un determinato modo ( primarie, ecc.) e,  se ci fosse stato permesso, tutto sarebbe cambiato, o comunque ci saremmo incamminati in un percorso “virtuoso”. Sarebbe come sperare che per fare di questo mondo un buon posto per viverci, in fondo basta  sperare che domattina  ci svegliamo   tutti “onesti”,  e,  da domani stesso, avremo un mondo diverso.

La storia ci insegna che questo miracolo non è mai avvenuto e che, molto probabilmente, non avverrà mai (chiunque ne sia il profeta).
Se colleghiamo la storia dell’uomo ( sino ad oggi) all’arco delle 24 ore di un giorno e ci collochiamo alla mezzanotte, vedremo che  la maggior parte dei “diritti inalienabili” dell’uomo, nonostante le “antiche” parole di profeti, filosofi e pensatori vari,  sono stati “sanciti” solo da pochi minuti . E molto ci sarebbe ancora  da dire sulla loro effettiva , odierna, realizzazione in scala planetaria.

Per mitigare il pessimismo devastante che scaturirebbe da questa considerazione colleghiamo la storia dell’uomo a quella della scienza. Anche per lei, con l’esclusione degli ultimi minuti, i passi in avanti sono stati estremamente  lenti.  Però quello che  non è successo per  moltissimi  millenni, è sotto l’occhio di tutti noi, sta succedendo negli ultimi anni ed ogni giorno ci porta delle novità. Perché non dovrebbe succedere una analoga cosa anche alla nostra “civiltà”?
Voglio spingere oltre questo paragone riagganciandomi al “rivoluzionario” Galileo (per la scienza) e alla sua,  ormai  “ovvia”, affermazione che per fare un esperimento, in cui si vogliono verificate delle teorie, bisogna innanzi tutto ricreare le esatte condizioni iniziali  e agire, durante l’esperimento, con determinati criteri, per riscontrare, alla fine, l’esattezza delle teorie ipotizzate.

Torniamo al nostro “piccolo”. La  “summa” delle aspirazioni del Circolo sarebbe pienamente  soddisfatta dall’ottenimento  dell’obbiettivo : “buon governo”. Abbiamo un’idea abbastanza precisa di cosa questo voglia dire , ma,  per attuare questo esperimento, “galilenianamente”, non abbiamo  né le condizioni iniziali, né, probabilmente,  la libertà di agire con determinati criteri , durante l’esperimento. Quindi , quasi sicuramente, l’esperimento “buon governo” , oggi, sarebbe  destinato al fallimento.

Quali sono le condizioni iniziali per l’esperimento buon governo? Non certo quelle del principe di Macchiavelli ( oggi ancora molto in auge) ma la partecipazione ed il coinvolgimento  popolare alle decisioni.
Le primarie erano il minimo per avere la “partecipazione ed il coinvolgimento  popolare alle decisioni”. In mancanza di esse si può  “puntare” solo su una “delega cosciente”.

Cosa  è una delega cosciente? Un voto ponderato  ad una persona che, pensandola come noi, almeno nelle cose essenziali, noi reputiamo sia in grado di rappresentarci e di salvaguardare i nostri diritti.

Mi sia concesso un piccolo “inciso”. La nostra civiltà ci impone, nel quotidiano,un cumulo di conoscenze impossibile da acquisire ad ognuno di noi. Deleghiamo al nostro medico  di fiducia la salvaguardia della nostra salute , al nostro avvocato quella dei nostri diritti, e via elencando. Comunque queste sono deleghe “sane”, basandosi su un minimo di ponderazione ed una, consequenziale, “scelta”. Questa “delega” continua , se non stiamo continuamente all’erta,   ci porta in un vortice  in cui non capiamo più niente e deleghiamo “tutto a tutti”. Il nostro “giudizio” ai mass media o a chiunque sia salito su un palco, la salvaguardia dei nostri diritti al primo che ce lo chiede, ecc ,ecc  E ci ritroviamo a cantare salmi non nostri (imposti)  in una immensa processione, non sapendo neanche che “santo” c’è in testa, alla stessa. Usciamo dalla processione e fermiamoci a pensare… tanto è talmente lunga  che, appena ce ne riprende voglia,  possiamo rientrare … ma almeno, quella, sarà stata una scelta nostra…

In una democrazia sana l’istituto della delega dovrebbe essere gestito “essenzialmente” dai partiti  che dovrebbero rappresentare  e gestire tutte le istanze provenienti dal popolo, che, scusate se lo ripeto ancora,   in una democrazia, è  l’unico detentore del potere.

I partiti in Italia rappresentano questo? Certamente no! Se fino agli anni 80 del secolo scorso il “garante” di un partito era una ideologia, più o meno giusta a seconda delle collocazione “politica”di ognuno di noi, oggi è quasi sempre una persona!

Ed è  tutto un nefasto proliferare di “omuncoli  della provvidenza”, unti non so da quale dio, che ci invitano a seguirli perché “loro” sanno cosa fare.

Vogliamo finalmente incazzarci  e , solo per non irritare la sensibilità di qualcuno, accompagnarli “gentilmente” alla porta o, in molti casi, al portone delle patrie galere!? Vogliamo riprenderci il potere. E’ già nostro, sancito dalla Costituzione,  non dobbiamo fare alcuna rivoluzione ma solo “rimuovere” coloro che, fraudolentemente, ci impediscono di esercitarlo.

Non abbiamo mai delegato qualcuno a fare i suoi porci comodi, eppure questo è sempre avvenuto. Vogliamo impedire che questo avvenga ancora.

Se il voto non esprime una ponderata volontà popolare, sebbene sia  teoricamente nullo,  praticamente è il mezzo con cui uno sparuto  numero di cittadini eserciterà il suo potere sugli altri. Con le primarie si poteva ottenere un minimo di voto “ponderato”, almeno sufficiente a dare il via ad un lungo cammino di vigilanza, partecipazione, elaborazione di idee,….

Per “scontati “ motivi, alcuni “partiti” non le hanno volute e questo ,secondo me,  esclude la nostra partecipazione  all’ “agone “ elettorale .  Anche se noi abbiamo una ideologia  come base,   e un programma,  come prospettiva futura, la battaglia elettorale non potrà che vederci soccombenti perché sarà certamente combattuta con regole  che non  ci permetteranno un giusto confronto. Certamente vincerà non chi avrà più ragioni, sarà più convincente, offrirà più garanzie ( democratiche), ma chi avrà saputo scegliere i migliori alleati ( leggi portatori di voti), chi non farà eccessivamente “paura”,ecc

E’  probabile che noi sappiamo giocare bene a “tennis” ( comunque dobbiamo ancora dimostrarlo) ma il prossimo torneo sarà un duro scontro di “rugby”. E’ cosa che non ci “appartiene”, è scontato che ne usciremo sconfitti e con le ossa rotte e , cosa ancora peggiore , saremo l’ennesima “dimostrazione” che le elezioni si vincono con le regole del rugby e non con quelle del tennis. La mia personale posizione è che noi come Circolo dovremo lavorare tanto nei prossimi anni in modo che le prossime elezioni si vincano con un torneo di tennis.

Palmi 12 gennaio 2012 – Gustavo Forca

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21 pensieri riguardo “03-Primarie e altro-2

  1. Pur apprezzando alcune delle argomentazioni che sono qui esposte, non condivido le conclusioni cui giunge Gustavo. Mi auguro che tutte le compagne e i compagni del Circolo esprimano la loro opinione, su queste colonne e nei nostri futuri incontri.
    L’argomento è troppo importante (e a mio modo di vedere decisivo) perché io stesso confini le mie riflessioni in un commento, preferendo affidarle a un prossimo “post” e alle nostre sempre animate ma sincere discussioni.

  2. Condivido pienamente le tesi contenute nell’articolo e chiedo se si fossero tenute le primarie ,questo , avrebbe significato un salto di qualità della politica o una semplice adunata amorfa,visto lo stato di degrado del tessuto democratico, o il primo atto clientelare dei due atti della farsa elettorale finale o la maschera che nasconde il vuoto di idee e non di programmi dei singoli partiti? Credo che una singola tornata di primarie sia insufficiente,se non preceduta da altrettante innumerevoli primarie (anche un lavoro capillare sul territorio) che sanciscano la scelta finale del canditato ,questa si ,frutto di un setaccio democratico e garante di una reale partecipazione dei cittadini a scapito di una superficiale operazione estetica degna del peggiore berlusconismo.La democrazia ha i tempi della cultura,nell’accezione più ampia, e non della singola tornata elettorale di cui tranquillamente ci si può astenere attivamente tramite una vigilanza critica sui programmi e candidati(la famosa parrasia) e denunciare il sistema a specchi della politica che dissimula le reali posizioni ed inceppa i meccanismi di una reale dialettica avvilita nel tournover della giostra dell’apparenza.

  3. … ripensandoci trovo corretto dire la mia già in questo spazio aperto da Gustavo e utilizzato da altri compagni. Lo faccio in sintesi e per punti, nella certezza che avremo ancora molte occasioni di confronto su questa importante questione, anche in quanto dovremo assumere presto, coralmente, una decisione.
    1. Dovremmo sempre ricordare a tutti, non meno che a noi stessi, che la nostra associazione nasce prima della caduta di Gaudio. Il successivo commissariamento e le probabili elezioni a primavera hanno naturalmente indirizzato molte delle nostre energie e delle nostre risorse in quest’ultima direzione. Non poteva essere altrimenti per chi ha in animo non solo lo studio dei problemi della Città ma intende, pure, positivamente contribuire a risolverli.
    2. Abbiamo sin qui indicato, e per primi, al centro-sinistra un metodo per la partecipazione dei cittadini al processo decisionale che doveva definire programma e candidato sindaco della coalizione. Non sappiamo se le primarie si sarebbero rivelate, per intero, quell’utile strumento. Certamente avremmo sottratto a pochi oligarchi di partiti-fantasma il potere di decidere per tutti. In ogni caso le primarie non si faranno. Nondimeno noi abbiamo ottenuto un utile risultato: abbiamo smascherato i partiti e le loro reali intenzioni, l’incapacità di parlare di programmi e di idee.
    3. A questo punto del percorso, salvo tornare indietro, non si può che proseguire lungo una delle tre seguenti, possibili direzioni: appoggiare una delle candidature che saranno poste in essere, invitare al non voto, offrire un’alternativa. Penso che questo lo si debba anche a chi ci ha fin qui seguiti con simpatia e interesse.
    4. Le candidature che si profilano sono sin qui tutte basate più sulla opportunità della formula di coalizione che non sulla proposta. Un punto questo che appartiene alla peggiore politica e che noi vogliamo combattere, qui ed ora, non in un futuro più o meno prossimo.
    5. Non ho simpatia per l’astensionismo, anche se in taluni casi può essere davvero la sola arma a disposizione. Non credo sia il caso delle future amministrative a Palmi.

  4. Ho voluto focalizzare la mia breve riflessione ritenendola una sorta di logica sintesi, un punto di coerenza tra le premesse date (lancio delle primarie) e i relativi sviluppi (impegno elettorale).
    A meno di non volersi fare trasportare dal clima di generale evanescenza, a mio avviso dovrebbe essere così. Altro è, appunto, la lettura corretta della realtà, fatta di tratti embrionali ed effimeri, nella quale mi sembra ben difficile operare come se si trattasse di realtà compiute e più o meno definite. Mi riferisco alle sigle dei partiti e a quelle aggregazioni abbozzate che appaiono nella scena attuale. Districarsi in questo dedalo di contraddizioni comporterà fatica e tratti di bonario cedimento, avendo scelto il confronto con queste parvenze di realtà (la giostra dell’apparenza di Eugenio). Si profila, d’ora in poi, il cd. balletto, una sorta di manfrina (da monferrina: una monotona tarantella in versione piemontese), fatto di un lavoro preparatorio, di avanscoperta di alcuni iniziatori che via via cederanno il terreno a più consistenti interventori di peso maggiore.
    La situazione è finanche regredita rispetto a un passato piuttosto recente di grave deficit dei partiti politici. Questo è il quadro con il quale siamo chiamati a misurarci ma, nondimeno, dovremmo disattendere le linee assunte regolarmente in assemblea e il loro senso politico. Ecco perchè, in una precedente riunione, a modo di battuta che veniva liquidata come prematura, ammonivo (bonariamenre s’intende) il consesso a pensare alla composizione di una lista elettorale. In questo senso, pur con le accennate enormi difficoltà e contrarietà, all’insegna di un “continuismo” deleterio, non comprendo bene la posizione di Gustavo, consapevole della necessità del superamento delle “deleghe” senza fiducia. Concludo, lasciando salvo il dubbio di un nostro errore di valutazione che, se rilevato alla luce degli eventi vissuti, dovrebbe indurci a rivedere le linee di intervento dell’associazione nel breve periodo.

  5. Credo che sia bene cominciare a puntualizzare le cose: innanzi tutto chi siamo?(ovviamente noi del Circolo,… la domanda in generale è al momento senza risposta) e quali erano i nostri progetti nell’immediato.

    Siamo una eterogenea compagine di “sinistri” individui, accomunati dalla “certezza”, non di essere sull’orlo del baratro, ma che da tanto tempo ci siamo precipitati dentro, e che, adesso, dobbiamo fare di tutto per uscirne, per rispetto verso noi stessi, i nostri figli, i nostri concittadini e, in senso lato, l’umanità.
    Dentro il baratro ci siamo tutti, ma come sempre capita anche nelle situazioni più disperate, qualche “furbo”, sempre affetto da fortissima miopia, che gli nega di vedere oltre il suo naso, crede di potere risolvere i suoi problemi semplicemente agendo contro il bene altrui o comune. Un’altra costante, sempre riscontrata, è che i furbi , per avere più forza , si coalizzano, cercando, poi ,“tutti” di mantenere lo status quo, che gli garantisce il mantenimento dei “diritti” che hanno usurpato.
    Credo evidente che il nostro principale “nemico” sia lo “status quo”. Quindi lotta aperta, verso lo stesso, e senza prigionieri, facendoci condizionare solo dalla giustizia e dalla pietà. Non sto parlando di una “facile” rivoluzione che sovverta gli attuali “comandi”, certo che quelli che verranno non saranno gran che meglio! ( come purtroppo la storia ci insegna)Sto parlando di una “difficile” rivoluzione di autocoscienza collettiva in cui noi potremmo dare una mano.

    Sebbene sempre, tutti, abbiamo avuto fortissimi dubbi che le primarie non fossero poi un gran salto di qualità, a causa soprattutto di ineliminabili, nell’immediato, realtà oggettive presenti nel nostro territorio, tutti concordavamo che, comunque, era un minimo da cui si poteva cominciare a lavorare. Secondo me, qui, questo paragrafo della nostra storia finisce e non esiste nessun continuum da rispettare.

    Il “cominciare a lavorare” non si è mai identificato con un qualunque nostro tentativo di scalata al potere attuale. Certo che anche noi vogliamo scalare il potere, unico mezzo per cambiare le cose, ma vogliamo farlo assieme alla maggioranza dei cittadini palmesi, soprattutto, “condividendolo” con loro. Quel giorno, se mai lo vedremo, non avrà alcuna importanza, per ovvi motivi, chi salirà sul palco, e se sarà o no uno dei sinistri individui menzionati poco fa . Quel giorno tutti, finalmente, faremo il miracolo della bilocazione essendo contemporaneamente sul palco ed in mezzo alla folla. Questa è la “democrazia”!!

  6. Mi auguro che presto molti, tutti i soci intervengano nella discussione per evitare che si trasformi in un “esecrabile” ping-pong tra me e Gustavo. Mi preme tuttavia, per chiarezza, aggiungere che:
    Almeno sin dove mi riesca di spingermi con il pensiero (comunque ben oltre la mia vita) vedo ancora un orizzonte di partiti o di gruppi organizzati di persone, portatori di interessi spesso tra loro conflittuali, che si contendono il primato per la gestione e l’organizzazione della cosa pubblica. Questo per lo meno in una società che mantenga o raggiunga un sufficiente tasso di democrazia effettiva. Per questo ho sempre immaginato la politica come partecipazione attiva dei cittadini, possibilmente di tutti i cittadini, anche a quella contesa che di volta in volta, consente la formazione di una maggioranza per il governo e di una o più minoranze per l’opposizione. Non c’è maturità che i cittadini debbano raggiungere per parteciparvi, non c’è sapere che consenta scorciatoie diverse dal voto.
    Confesso, senza reticenze, che non pensavo che saremmo stati costretti tanto presto, come io credo, a una scelta (astensione, appoggio a terzi, partecipazione diretta) ma non nascondo che ho sempre pensato che quel tempo sarebbe venuto. Non riesco ad immaginare una politica che diserti le elezioni.
    (Del resto ricorderete che all’inizio di questa nostra bellissima esperienza avevamo anche valutato l’ipotesi di confluire in un partito. Non vedo come si sarebbe potuta sviluppare, in quel caso, questa nostra discussione).

  7. Nonostante il mio umore ( pessimo in questo periodo, purtroppo!!! ) credo io debba esprimere una opinione su un argomento ( impegno elettorale del circolo ) che reputo molto importante per la futura vita del circolo stesso e per la nostra comunità.
    La proposta di primarie ( lanciata per la prima volta dal n. circolo ) racchiudeva in se una forte necessità di cambiamento del modo di fare e di pensare alla politica ( considerando l’operato dell’amministrazione Gaudio e non solo ), rappresentava, altresì, una sorta d’impegno elettorale che il circolo assumeva nei confronti di quei cittadini che oggi, credo, ci considerano delle persone serie ed oneste. E’ chiaro che nessuno di noi ha mai pensato di poter cambiare le cose solo attraverso lo svolgimento delle “ primarie “.
    Oggi, secondo una mia personalissima opinione, il circolo ha l’obbligo morale (specialmente nei confronti di quei cittadini, in buona fede, che hanno ancora una piccola speranza nel cambiamento ) di proseguire nell’ impegno elettorale intrapreso in modo serio ( non credo che fin ora abbiamo commesso gravi errori ).
    Aggiungo ancora, che attesa la miseria che c’è in giro, non avrei intenzione di fare alleanze con alcuno e non avrei neanche alcuna intenzione di invitare i cittadini ad astenersi dall’esercizio di voto.
    In questo momento, vedo come unica soluzione possibile quella di partecipare direttamente alle prossime elezioni amministrative come circolo “ A. Armino “ e, per scaramanzia, aggiungo sarà – sicuramente – un atto di “ testimonianza “ fatto, però, da “ persone pulite” che vanno, sicuramente, contro-corrente.
    Essere sempre pessimisti non è opportuno.

  8. Il fallimento delle primarie,è evidente,dimostra la precocità della proposta,che ci costringe ad accettare le decisioni altrui senza aver potuto opporre una seppur minima resistenza in assenza di un’adeguata sponda maturata nella società civile,puntando esclusivamente su incontri verticistici ed espressione di interessi particolari ed umori personali che hanno avuto il facile sopravvento in un contesto civile,nei fatti,disinteressato alle primarie pur essendo le stesse un modo diretto di selezionare i candidati.L’ostracismo dei partiti non è semplicemente il frutto di decisioni di segreterie,ma è stato reso possibile dalla mancanza di un’opinione pubblica adeguatamente coinvolta che avrebbe condizionato le scelte dei partiti;vuoto che ha favorito l’azione a briglie sciolte degli stessi e reso lo smascheramento fine a se stesso e senza un minimo contraccolpo nel loro consenso elettorale,che resta intatto e giocato su altri piani.
    Una divaricazione tra fini che ci proponimo e stumenti per raggiungerli: beviamo con la forchetta.

  9. Evidentemente la discussione verte sulla posizione da assumere in vista della prossima tornata elettorale. Se dalle premesse date: proposta delle primarie non da osservatore ma da soggetto politico elettorale, quale il circolo si è indubbiamente posto, si rinuncia alla prosecuzione del progetto (elettorale), significa che è stato commesso un errore di valutazione, meglio di sopravvalutazione dei nostri numeri. Tutto qui.

  10. A mio parere il fallimento delle primarie non dimostra certamente “ la precocità della proposta “ dal momento che l’idea è stata lanciata con il solo ed unico scopo di “stanare” i soliti personaggi più o meno referenti dei c.d. partiti ( che oggi sono inesistenti: sono rimaste solamente le sigle e qualche “raro essere” che rimane sempre più…. singolo ) .
    Era chiaro sin dall’inizio delle trattative che il termine “ PRIMARIE “ volesse, semplicemente, significare un mero tentativo di proporre ai cittadini , e non già ai soliti personaggi, una sorta di cambiamento del modo d’intendere la politica.
    Ciò pertanto io non mi sento assolutamente costretto ad accettare le “ decisioni altrui “ ma, invece, sono pronto, sin da subito, ad infastidire, con ogni mezzo lecito, tutti quei personaggi che sono già pronti ad operare su quelle scelte “pre-costituite” che nulla hanno a che vedere con il bene comune e con la gente per bene.
    Abbandonare adesso l’impegno elettorale vorrebbe dire, sicuramente, meno fastidi, meno impegni, meno responsabilità, cioè una vita più comoda per tutti.
    Ma il costo di questa comoda vita è, sicuramente, alto. Perché ci mette fuori da ogni gioco amministrativo e mai più potremo esprimere la nostra idea su come debba funzionare una amministrazione efficiente. Mai più potremo pensare di poter contribuire al cambiamento
    Francamente, l’idea di non far nulla, mentre altri, invece,stanno lavorando per sviluppare sempre lo stesso antico programma, mi fa star ancora più male.

  11. Per favore non parliamo ne di “passi indietro” ne di “indubbie ” posizioni assunte in precedenza. Sopratutto a nome del Circolo e conseguenzialmente a deliberati o del consiglio direttivo o dall’assemblea dei soci. Certamente è leggittimo che un socio dia una personale lettura degli avvenimenti ma meglio che lo specifichi e sopratutto che non generalizzi.
    Come suggeritomi da Carmen, che spero di leggere presto in questa discussione, al momento, la posizione ufficiale del Circolo , rispetto ad una nostra partecipazione alla prossima tornata elettorale, è quella ribadita nella nostra lettera a Calabria Ora, presente su questo sito ( il Circolo e l’appuntamento elettorale)
    https://circoloarmino.com/in-evidenza/lettera-aperta-a-calabria-ora/

    1. Nella lettera a Calabria Ora sopra citata, in particolare, si legge:
      “Un progetto serio ha bisogno della credibilità che solo una nuova classe di donne e di uomini prestati alla politica può offrire. Occorre, tuttavia, aver piena consapevolezza che non è possibile appaltare a terzi la soluzione dei nostri problemi e che la delega passiva alla politica ha già mostrato tutti i suoi limiti.”
      E, più avanti:
      “La nascita del Circolo non è pertanto legata alle prossime, imminenti scadenze elettorali ma non v’è dubbio che queste elezioni rappresentino un momento estremamente importante per il futuro di Palmi che non può vederci rassegnati o indifferenti.”

      Quanto sopra non sembra potersi leggere in alcun modo come rinuncia alla competizione elettorale. Al contrario a me pare un chiaro richiamo all’opportunità della partecipazione attiva del Circolo, anche in vista delle prossime scadenze.

      1. Abbiamo stabilito, ancora prima della regolarizzazione burocratica dello Statuto e della fondazione del nostro Circolo, che presentare dei “soci” come candidati alle elezioni, in rappresentanza del Circolo, era cosa possibile oltre che auspicabile.Nessuno dice il contrario, alcuni di noi sostengono che per molteplici motivi la partecipazione alla “prossima” votazione può essere un errore e che, comunque, il Circolo deve ancora deliberare in tale senso.
        Inutile fare polemiche su cose da noi stessi scritte poco tempo fa… la lettera è on line e chi ne ha voglia può leggerla

      2. Mi chiedo con ostinazione perchè mai “partecipazione attiva” debba solo e necessariamente voler dire candidarsi alle elezioni. Lo sappiamo fin troppo bene quanti altri e più nobili significati possano confluire in queste due semplici parole, ne abbiamo sviscerato più volte insieme l’argomento ed abbiamo immaginato strade e percorsi condivisi che disegnavano scenari ben più concreti e di ampio respiro dei limiti angusti e asfittici delle organizzazioni partitiche e dei comitati elettorali dell’ultim’ora! Mirare ad una società civile in movimento, anche grazie al nostro contributo, questo era l’obiettivo primario che non abbiamo centrato o abbiamo disatteso.
        Abbiamo perso un treno per il momento, una opportunità di crescita per tutti, che abbiamo tristemente barattato con l’accarezzamento fugace e vacuo di piccola e vana gloria di sentirci al centro della slot- machine elettorale.
        Abbiamo proposto noi le primarie, ricominciamo da qui e, se lavoriamo bene sul territorio,
        ci sarà un’altra stagione più consapevole e matura nei tempi, da poter festeggiare non da soli, ma con un seguito rilevante. Cominciamo con il vigilare che le primarie si svolgano nel modo più trasparente e legale possibile e che non si discostino troppo, nei programmi e nelle candidature, da quelle esigenze che avevamo appena cominciato ad intravedere nel profondo disagio di alcune fasce sociali, nella loro povertà , nel loro abbandono da parte di Amministrazioni disaffezionate e miopi.
        Non mi sembra un punto di paretnza da niente…

        Infine, per far capire anche ai soci nuovi che ignorano tutto della nostra storia breve di appena un anno, del lavoro appassionato e di meningi che c’era dietro ogni nostro documento ufficiale, e nello stesso tempo per farmi capire meglio quando affermo che un messaggio pubblico doppio e ambiguo è uscito dalla nostra Associazione da un certo punto in poi, involontariamente o inconsapevolmente che sia, che evidentemente rappresentava due istanze diversificate o che stavamo diversamente maturando ciascuno di noi, prego Gustavo di voler pubblicare su questo sito tutte le revisioni fatte sul testo della lettera di rettifica a Calabria Ora, fino alla stesura ufficiale e definitiva, pubblica. D’altra parte, se di rettifica si trattava che bisogno c’era di rettificare qualcosa che davamo invece per assodato e scontato?

  12. Ritengo che una “ posizione ufficiale “ del circolo debba essere raggiunta, come al solito, in maniera democratica, e, cioè, interpellando tutti quanti gli associati.
    Non vedo, allo stato, altra metodologia da seguire.

  13. Alla riunione di stasera discuteremo sulle caratteristiche che dovrà assumere il nostro, scontato, coinvolgimento alla prossima tornata elettorale. Al momento sembra che la maggioranza dei soci del Circolo sia orientata nella direzione in cui alcuni “rappresentanti” del circolo saranno coinvolti direttamente nelle liste elettorali ( a nome e per conto del Circolo). L’iscrizione di soci del circolo nelle liste elettorali fatta o a titolo personale o come rappresentanti di partiti (ovviamente di centro sinistra) è cosa che interessa poco o niente il Circolo stesso. Riassumo brevemente la mia posizione che è contraria al coinvolgimento del Circolo nelle prossime liste elettorali ( primarie e ordinarie)
    • Una delle motivazioni principali che ci hanno fatto optare , a suo tempo, per la fondazione del Circolo, invece del nostro ingresso in massa in un qualunque partito della sinistra, è stata la ferma volontà di agire liberi da condizionamenti o da logiche di comportamento preconfezionate. Sarebbe stato abbastanza facile entrare in uno degli “evanescenti” partiti della sinistra e “prendere il potere”.
    • In tutte le mie parole e in quelle dette da tutti i soci del Circolo, senza bisogno di interpretazioni, è ribadito che noi siamo assolutamente contrari, soprattutto, alla autoreferenzialità dei partiti. Che gli stessi hanno perso ogni contatto con i reali bisogni del popolo e che le loro alleanze non si basano su assonanza di idee ma su logiche di accumulo di voti per la scalata al potere.
    • Comunque il nostro progetto di primarie è fallito poiché, anche se le stesse si faranno a breve, non soddisfarranno le “nostre” logiche di partecipazione popolare, ma solo quelle di una squallida scalata al potere da parte di pochi individui. Saranno un ennesimo insulto alla volontà popolare essendo preconfezionato, da alleanze e patti sottobanco, l’esito delle stesse. Oltre al fatto che sarà una mera scelta di uomini e non di progetti e di impegni.
    • Non possiamo accusare altri di cose che poi siamo disponibili ad assolvere se riguardano noi. Che differenza c’è tra l’autoreferenzialità dei partiti e la nostra? Su cosa si basa il pensiero ( che poi ci porta alla conseguenza logica di candidarci) che noi siamo più bravi, onesti, capaci, giusti degli altri? Forse lo siamo pure, ma perché gli elettori dovrebbero pensarlo e soprattutto crederci , per esprimere un voto ponderato? Sebbene abbiamo la dimostrazione vissuta che qualunque coalizione abbia preso il potere poi è sempre la stessa brutta storia, perché pensiamo che se ci siamo noi dentro, anche solo con un consigliere di opposizione, sarà una cosa diversa? Ecc, ecc.

    Soci, amici, compagni, non credo che potremo fare qualcosa di serio se non dopo un lungo lavoro di dialogo e coinvolgimento delle masse , di studio ed elaborazione di idee e problematiche ( ed è tutto da dimostrare). Non mettiamoci in competizioni in cui “oggettivamente” saremmo solo l’ultimo dei partiti. Se qualcuno di noi crede realmente che si può fare ( e molto) essendo eletti , lo faccia in una qualunque lista di sinistra che certo lo accoglierà a braccia aperte.

  14. Torno sull’argomento con lo spirito di chi vuole fare la propria parte in una utile discussione, come lo sono tutte le discussioni che si svolgono nei migliori ambiti. Sull’avere disatteso in modo grave le reali aspettative per le quali era nata l’associazione, mi sembra questo un giudizio troppo ingeneroso, sia per le attività finora svolte, di vario genere, comprese quelle in itinere, che per le obiettive difficoltà ambientali e di mezzi in cui si sviluppa l’attività del circolo. Non secondariamente, aggiungo che occorrerebbe un altro pò di tempo per giungere a un giudizio più delineato della situazione. Questione ancora più delicata riguarda l’impegno più strettamente politico, di cui quello elettorale è un aspetto, un completamento, comunque, un’ espressione non antitetica. Parlando di primarie, e non solo, giocoforza ci siamo imbattuti in un contatto con gruppi, persone, partiti, o pseudo tali, verso i quali io stesso, in occasioni pubbliche, non ho lesinato aspre critiche. Mi domando, però, se è possibile, agendo concretamente, evitare qualsivoglia tipo di relazione, e la risposta, almeno per me, è alquanto difficile. Vengo al punto. Vorrei meglio capire come si può, proponendo le primarie e entrandoci dentro nella fase preparatoria ed ancor più in una eventuale altra fase esecutiva, in qualche modo parteciparvi in modo distaccato, per vigilare sul loro regolare svolgimento: ma se ciò avvenisse, ci limiteremmo a plaudire gli altri? Le questioni di principio, sulle quali stiamo dibattendo, sono molto importanti e necessitano di una loro coerenza. Come ho detto in precedenza, altro discorso è il rivedere, durante il percorso, fatti e situazioni che ci consentano di migliorare.

    1. “Mirare ad una società civile in movimento, anche grazie al nostro contributo, questo era l’obiettivo primario che non abbiamo centrato o abbiamo disatteso”. Quanto ho scritto si riferisce esclusivamente all’ambito della nostra attività circoscritta al fenomeno elettorale Palmese. L’estensione di questa mia valutazione ad ogni altro tipo di attività intrapresa dal Circolo, è una arbitraria e ingenerosa interpretazione di Francesco che prescinde dal rispetto che ho per l’intelligenza degli altri oltre che di quella mia.
      Come dire agli altri soci, molti, e tra questi mi ci metto anch’io, che si sono impegnati su molti fronti della nostra diversificata attività, che non hanno fatto niente o poco, naturalmente andando anche contro me stessa.Un vero contorsionismo di pensiero che non mi appartiene.
      Ricorderei anche a Francesco che, in occasone di incontri casuali, a proposito di queste stesse attività molteplici, non si era sempre espresso in termini positivi o di sostegno delle stesse, rilevandone il carattere di frammentarietà e di mancanza di un progetto di base solido portante. Tant’è che molte di queste attività non hanno in alcun modo carpito la sua attenzione e il suo interesse.Normale, non tutti diventiamo prede della stessa fascinazione, le preferenze verso alcune anzichè altri idee e progetti, sono fatti soggettivi che non possono diventare opinione e ragione di merito o demerito.
      A proposito del rapporto con la politica in senso stretto, cioè partitica, ricordo che mi sono sempre espressa in termini favorevoli all’ascolto e ad un dialogo con le forze politiche anche perchè promotori come Associazione delle primarie e di un nuovo tipo di concertazione “aperta” tra tutte le realtà presenti sul territorio, tant’è che, qualche volta mi sono trovata a dover convincere io, altri , della opportunità di non disertare tali riunioni, naturalmente quelle che si svolgono nelle sedi idonee e appropriate della politica, non i capannelli agli angoli delle strade che ripercorrono vecchi schemi da noi aborriti in quanto vecchia politica strategica ma poco produttiva socialmente.
      Secondo me, rifiutare certi atteggiamenti e condotte dei politici che consideriamo superati e non adeguati allle nostre esigenze di nuovo deve originare un primo scatto di orgoglio che può rappresentare la nostra non accettazione delle loro regole ed il rifiuto di Primarie con esiti scontati. Si fa una campagna di denuncia e di corretta informazione tra la cittadinanza spiegando il perchè erano da privilegiarsi come metodo di scelta delle candidature. Non è già questo un modo di partecipazione e non del suo contrario, il distacco. ? Opporsi a delle regole imposte dall’alto non è già fare politica?
      Solo ed esclusivamente un’opinione la mia che non intende sconvolgere l’esito di una precisa pronunciazione Assembleare in merito.

      1. Non avevo capito che esistessero nell’associazione settori completamente saparati e che tu, pertanto, ti riferissi esclusivamente all’attività elettorale. Sicuramente ho espresso riserve su molte cose, ci mancherebbe! Non ho mai messo in dubbio però l’impegno di tanti nell’associazione, compreso il tuo, così come ho sin dall’inizio chiarito a Pino e a tutti che il mio di impegno, tutto compreso, sarebbe stato alquanto limitato. Il mio commento-riflessione sulla questione delle primarie non aveva nulla a che vedere con lo sposalizio di certe situazioni degenerative della politica locale, che tu hai bene descritto con la politica dei capannelli, da me sempre aborriti. A tal riguardo continuo a rimanere un pò sbigottito per l’effetto provocato da una interpretazione data all’argomento.

  15. La posizione ufficiale del Circolo, scaturita da un voto Assembleare in data 17/1/2012, in merito alla partecipazione dello stesso alla prossima tornata elettorale è:
    “Il Circolo Armino è impegnato, con candidature proprie, sia alle prossime primarie ( se ci saranno e se saranno realizzate rispettando alcuni principi giudicati non “trattabili” ) e sia alle elezioni ordinarie. Dipenderà dai fatti, e quindi dall’evolversi delle situazioni che si presenteranno in itinere, se queste candidature faranno parte di coalizioni o di una lista esclusiva del Circolo stesso”

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