CIRCOLO "A. ARMINO"

Un'altra Palmi è possibile

Marinella: il lungomare possibile

marinella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciclicamente chi a Palmi è chiamato a promuovere azioni per lo sviluppo del territorio non può fare a meno di evocare la grande vocazione turistica di questo paese. Quando, però, si tratta di superare l’aspetto vocazionale le proposte diventano le più varie ed assai spesso scollegate tra di loro. La prima questione da porsi é l’individuazione del segmento turistico cui si intenda rivolgere l’azione di programma.

Indubbiamente il turismo balneare è stato, e continua ad essere, il principale oggetto della pianificazione turistica. Ne è prova il Piano spiaggia di cui si attende la definitiva approvazione e che prevede la possibilità di realizzare nuovi lidi e/o stabilimenti balneari che si aggiungono a quelli già esistenti, stante la grande disponibilità di costa sabbiosa.

Vi è, però, un altro segmento di turismo cui guardare date le caratteristiche del nostro territorio, il cosiddetto turismo naturalistico che sappiamo essere in forte crescita e che è praticato da coloro che amano frequentare la natura e i luoghi caratterizzati da un armonioso rapporto tra questa e l’opera dell’uomo. Di questi luoghi Palmi è piena. In particolare abbondano le calette lungo la costa: Trachini, Pietrosa, Rovaglioso e via discorrendo fino a Bagnara. Quando si tratta di raggiungere il mare di queste baie dalla terraferma, l’accesso è però piuttosto complicato. I vecchi sentieri sono andati distrutti o sono stati abbandonati. In controtendenza abbiamo la caletta di Rovaglioso: un felice esempio di valorizzazione della costa rocciosa grazie al ripristino di un vecchio sentiero. Sicuramente un’opera impegnativa sul piano costruttivo ma, costata pochi soldi e che ha il pregio di avere un bassissimo impatto ambientale. Il successo di questo intervento è dovuto al sapiente impiego delle cosiddette gabbionate metalliche riempite con pietrame a secco, dove è evidente il richiamo alla tradizionali armacere, oramai improponibili per gli alti costi e per l’assenza di contadini specializzati in questo tipo di costruzione.

Le gabbionate rappresentano una tipologia costruttiva che vedremo riproporsi tutte le volte che si dovranno ripristinare i vecchi sentieri ovvero tutte le volte che si dovranno creare percorsi “ambientalmente sostenibili”. Uno di questi percorsi dovrebbe riguardare la Marinella il cui lido pietroso è in massima parte escluso a coloro che non hanno l’agilità di “danzare” sulle rotonde e traballanti pietre levigate dal mare. Per rendere fruibile a tutti il lido della Marinella si potrebbe pensare di creare un percorso pedonale con due file sovrapposte di gabbionate metalliche posizionate lungo tutto il confine del demanio marittimo. Un percorso che dal piazzale della fontanina conduce fino alla spiaggia sotto la galleria. Per questo si potrebbero utilizzare le stesse pietre del luogo già diffusamente distribuite per tutto il lido; si tratterebbe di una parziale opera di bonifica qualora non fossero tutti a conoscenza che l’abbondanza di pietre sparse lungo il lido é stata determinata dalla discarica del materiale cavato per la realizzazione della gallerie ferroviarie, la prima a fine dell’800 e l’ultima all’epoca del raddoppio del binario ferroviario nel 1950/60. Le gabbionate hanno anche il vantaggio di essere flessibili e facilmente ripristinabili nell’eventualità che le onde di forti mareggiate dovessero spingersi fino al confine interno del demanio marittimo. Una caldana superficiale in legno o di elementi di cemento vibrato rifinito a mò di finto legno completerebbe l’opera agevolandone la percorribilità.

Palmi 10/2/2014 – Saverio saffioti

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3 thoughts on “Marinella: il lungomare possibile

  1. interessantissimo e originale, anche nella sua apparente semplicità.
    Due domande: 1) ecologicamente il metallo delle gabbie creerà problemi ( specie per i piedi dei bagnanti eh he he) ?
    2) Esiste un qualche amministratore che si imbarca ad appoggiare un’ opera poco costosa senza ritorni economici personali ?
    Comunque, l’idea mi piace e, per quel che conta, la appoggerei volentieri.
    Erik Gioffrè

    • In attesa che Saverio, autore dell’articolo, dia le risposte (soprattutto alla seconda delle due domande!), lo anticipo sulla prima. Il progetto prevede, come recita la parte finale dello scritto, di sovrapporre alle gabbie delle caldane, possibilmente in legno. Così i nostri piedi saranno al sicuro!

  2. ho visto il film , i personasggi.., come hanno rercitato … ho visto la montagna ..panorami bellissimi………! la geologia ed approfonditi esami, vi racconteranno se qualcosa potrete fare … per quello che cercate di raccontare..come una forma di amore per tutto quello che vi circonda.e basta

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