Il voto utile

Non c’è campagna elettorale in cui qualcuno dei contendenti non si appelli al voto utile reclamando naturalmente per sé la massima utilità. Non fa eccezione quel che succede in queste ore a Palmi con tre candidati a sindaco, uno dei quali è chi scrive. Per Barone un voto al Circolo Armino, la lista che mi sostiene, è addirittura inutile perché non avrebbe “oggettive possibilità”. Prima ancora dello spoglio delle schede che avverrà il 13 giugno l’esito elettorale sarebbe stato, dunque, già deciso. Allora perché non svelare con lo stesso anticipo anche il vincitore delle elezioni, il nuovo sindaco di Palmi? Questo modo poco elegante di comunicare – ci sentiamo davvero buoni – rivela invero l’intento di dirottare voti sulle sue otto liste e di scoraggiare l’uso del voto disgiunto (che ricordo è la possibilità consentita dalla legge elettorale di votare un candidato sindaco appartenente a una lista diversa da quella dove si esprime la preferenza per i consiglieri).

Dell’opportunità di dirottare il voto del Circolo Armino hanno parlato più o meno espressamente anche esponenti delle cinque liste che sostengono Ranuccio. Con due ordini di motivi, il contrasto alla riedizione di “una delle peggiori amministrazioni di sempre” (UPAS, la definizione è peraltro mia) e, addirittura, l’unità del fronte democratico contro le destre. Senonché anche queste argomentazioni sono davvero strampalate. Primo contro-argomento di evidenza matematica. Se i fautori della UPAS dovessero risultare  maggioranza assoluta al primo turno non sarà certo “merito” nostro visto che al più possiamo sottrargli, non aggiungergli dei voti. Secondo contro-argomento di evidenza politica. Con Barone stanno, è vero, i partiti della destra, apparsi in città per l’occasione (mai visti o sentiti prima, mai registrata una presa di posizione da parte loro). Ranuccio, però, ha dichiarato che la sua coalizione non è né di destra né di sinistra e a riprova di questo, forse temendo facili associazioni con personaggi del mondo dem reggino, ha aggiunto che stanno con lui anche noti esponenti della destra locale. Una dichiarazione che non svela nulla, la cosa è perfettamente chiara e nota a tutti. Più oscura è, viceversa, la motivazione con cui il Partito Democratico locale ha deciso di schierarsi al fianco di candidati che vengono dal mondo della destra post-fascista. Neppure prova vergogna  qualche maître a penser di casa nostra, sedicente di sinistra, a stare in compagnia dei boia-chi-molla, immersi in una marmellata politica al cui interno, ça va san dire per restare nel francese, non mancano esponenti pentastellati. La ragione? Tutti uniti per il bene comune … ma mi faccia il piacere! Concludiamo noi con il grande Totò.

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