Per la Palmi che vogliamo /4

Una città produttiva

Palmi è a un bivio, se non tornerà presto a crescere la crisi, già in atto, diverrà inarrestabile. Negli ultimi dieci anni la città ha perso l’8% dei residenti e dal 2016 al 2019, dunque a cavallo fra le amministrazioni Barone e Ranuccio, il numero degli addetti all’industria, alle costruzioni, al commercio e agli altri servizi si è ridotto ancora di duecento unità. Soffrono anche i bilanci comunali: le passività, esplose al termine della sindacatura Barone, si sono ulteriormente ampliate dai 7,7 milioni di euro del 2017 ai 10,7 milioni di euro registrati a fine 2021. Il declino demografico ed economico accompagna la progressiva perdita di importanza nel contesto metropolitano e regionale.

Per non morire dobbiamo tornare a crescere. Occorre promuovere l’associazionismo e bisogna istituire una consulta permanente dei commercianti. Il più ampio e bel centro storico della Piana è il luogo ideale per sviluppare un commercio di qualità ma bisogna liberarlo dalle auto e costruire i parcheggi che oggi drammaticamente mancano per realizzare il Centro Commerciale Naturale en plein air. Dobbiamo portare in centro il mercato settimanale e riorganizzare la fiera di San Rocco per farla divenire, nel rispetto delle normative e delle necessità dei residenti, la più importante della Calabria meridionale.

Dobbiamo migliorare la qualità dell’accoglienza e dei servizi perché le nostre spiagge possano finalmente ambire al riconoscimento di Bandiera Blu. Al turismo balneare vogliamo affiancare l’economia di una nuova agricoltura che si serve dei progressi della ricerca scientifica e valorizza il paesaggio, un settore che è in rapida ascesa ed è l’altra faccia di un turismo sostenibile, quello del trekking, che può accogliere tutto l’anno ospiti da tutta Europa. I percorsi, immersi in uno scenario tra i più maestosi al mondo, consentiranno di scoprire i gioielli della nostra storia che affonda nel mito. Dal Parco dei Taureani, dove sono i resti di una delle più antiche città bruzie, attraverso Villa Repaci e il Porto di Oreste, il mitico approdo del figlio di Agamennone inseguito dalle Erinni, si raggiungerà la vetta del Sant’Elia con il panorama incantevole che dallo Stretto a Capo Vaticano abbraccia tre vulcani e un arcipelago di isole. Il sentiero della Costa Viola, che proseguirà verso Seminara, Bagnara e Scilla, sarà l’arma vincente per lo sviluppo di una città che vogliamo torni a  crescere nel rispetto della natura e della legalità.

Per la Palmi che vogliamo /  – continua

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...