Il consigliere condizionante

La prima volta ho pensato a una banale ingenuità. Poi, via via che cresceva il numero degli aspiranti consiglieri che confessavano di scendere in campo per lanciare quell’impossibile sfida, ho capito che doveva esserci dell’altro. Un discreto numero di candidati nelle due “armate” messe a punto dal sindaco uscente e da quello che lo ha preceduto la pensano allo stesso modo. Quale? Si mettono al fianco dei due vecchi sindaci per correggere la loro politica, per condizionarne le scelte future. Manifestano apertamente un paio di convinzioni. La prima è che entrambi, Barone e Ranuccio, hanno operato male. Sin qui nulla di straordinario. Chi potrebbe sostenere il contrario? I fatti e i numeri sono lì, a disposizione di tutti. Il secondo convincimento è, invece, un autentico azzardo. Pensano, loro, di disporre di un potere condizionante. Vale la pena di riflettere. È bene non ignorare che la probabilità di venire eletti è tanto minore quanto maggiore è il numero delle liste a sostegno del candidato sindaco. Le liste, infatti, sono tanto utili a quest’ultimo per rastrellare voti quanto di ostacolo alla nomina del consigliere. Quelli di maggioranza che andranno a sedersi a palazzo San Nicola saranno sempre e soltanto dieci, non importa da quante liste provengano. Più liste ci sono e più aspiranti consiglieri resteranno, cioè, a bocca asciutta, “franchi” portatori di voti. Ad ogni modo neppure uno di quei fortunati dieci sarà mai determinante perché la maggioranza è assicurata da otto consiglieri. Guai, poi, a immaginarsi un futuro da assessore perché, com’è stato ampiamente sperimentato, si è in totale balia dei capricci del sindaco. Esemplari al riguardo le vicende che hanno interessato il consigliere Umberto Donato e l’assessore Rocco Ferraro. Entrambi hanno contribuito con i loro voti all’elezione del sindaco ma una volta entrati in collisione con Ranuccio sono divenuti del tutto ininfluenti nel governo locale. Il consigliere condizionante è, dunque, una categoria dell’impossibile e poiché non è lecito dubitare dell’intelligenza di chi nondimeno dice di puntarvi, sarebbe più onesto servirsi di altre giustificazioni per il sostegno che si è deciso di dare a chi ha già dimostrato di non sapere o di non volere amministrare nell’interesse di tutta la città.

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