Caduta libera

La seduta del Consiglio comunale dello scorso 30 ottobre segna di fatto la fine anticipata della consiliatura aperta nel 2017. Questa l’impressione che si trae nel seguire in differita i lavori di una stanca assise chiamata a discutere, ma in realtà senza poi neppure discutere, un ordine del giorno che – salvo l’intitolazione della sala del Consiglio a uno dei figli maggiori di Palmi, il filosofo Domenico Antonio Cardone, e il conferimento della cittadinanza onoraria al milite ignoto – rispetta un calendario obbligato e da tempo ignora i tanti gravi problemi della città.

In presenza di3 assessori su 5 ma soprattutto di 9 consiglieri (poi divenuti 10) su 17, un  numero appena sufficiente per la validità dell’assemblea, è stato approvato il bilancio 2020. In 50 secondi netti compresa l’immediata eseguibilità e senza un solo intervento né pro né contro. I consiglieri a favore sono stati 8 sui 9 presenti. Se non fosse stato presente il consigliere Donato aderente al gruppo misto, che ha comunque votato contro, il bilancio non sarebbe stato neppure approvato con tutte le conseguenze che questo avrebbe potuto comportare (sino allo scioglimento del Consiglio comunale).

Aggiungiamo che il precedente Consiglio comunale si era svolto addirittura tre mesi prima e abbiamo il quadro completo di un’Amministrazione che volge mestamente alle sue battute finali.

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