Competizione elettorale

È in pieno corso la campagna elettorale per aggiudicarsi un seggio al Consiglio regionale. Chi ce la fa è sistemato. Ottimo stipendio e tante mance da elargire. Il Paradiso esiste ed è qui in Terra per quella manciata di calabresi che ce la faranno in una regione che è l’Inferno della disoccupazione, della povertà, del disastro ambientale, della criminalità, della corruzione, dell’assenza di servizi, in primo luogo quelli sanitari. Con cinque/sei mila voti è fatta (forse) ma il tempo stringe. Bisogna correre, attraversare tutte le strade, bussare a ogni porta, richiamare alla mente parenti, amici, amici di amici, compari e compari di compari. Non c’è tempo da perdere, chi arriva per primo può impegnare l’elettore e si sa quanto di parola sia il calabrese.

In queste affannose circostanze qualche regola può ben saltare. Non dico quella di rispettare gli spazi elettorali assegnati alle liste. Poca cosa è, infatti, tappezzare con le proprie facce ogni spazio e ogni muro disponibile dove la disponibilità non è quella assegnata (inutilmente) dalla delibera di Giunta ma tutta quella non reclamata da una vigile proprietà privata. Ben più grave la perdita, se perdita può dirsi, di dignità e di buon senso. Ammetterete che non è dignitoso raccontare balle e non c’è buon senso nel respingere le critiche senza argomentare.

Ha fatto molto scalpore un recente articolo di Zero Condotta (che non sono io) sulle qualità della destra che si candida a governare la regione. Ha sollevato persino indignazione ma nessuno dei fatti riportati da Zero Condotta è stato smentito né poteva esserlo. Di più. Non si vuole capire che l’associazione che ho contribuito a fondare oramai dieci anni fa è fatta di persone che liberamente pensano e liberamente si esprimono senza dover passare dal vaglio di nessuno. Abbiamo ripetuto innumerevoli volte che la posizione del Circolo Armino non è quella dei suoi singoli aderenti ma quella espressa nei comunicati ufficiali o negli atti del consigliere (che sono io) quando siede in Consiglio comunale. Non dovrebbe essere difficile da capire per chi si reputa democratico.

Infine. Usate tutti gli strumenti previsti della legge per difendere la vostra onorabilità. Se diffamati denunciateci ma fate uno sforzo e non toglieteci il saluto soltanto perché la pensiamo diversamente da voi e raccontiamo fatti ben documentati.

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