Commissioni e opposizione

Si chiamano pesi e contrappesi. In democrazia chi ottiene la maggioranza dei consensi governa, la minoranza esercita il controllo su deliberazioni e atti apportandovi, se gli è consentito, un contributo di idee e di proposte. Anche in Comune è o dovrebbe essere così. Ad esempio, alla testa delle Commissioni, che svolgono una funzione preparatoria degli atti da presentare in Consiglio, sono designati esponenti dell’opposizione.

Bene. A Palmi, oltre alle “speciali” (toponomastica e sanità) ci sono 5 commissioni consiliari permanenti (Personale, Organi Istituzionali ed Affari Generali – Economia e Finanze – Lavori Pubblici, Assetto del Territorio, Ambiente – Cultura, Istruzione, Servizi Sociali, Sport e Turismo – Servizi Pubblici e Attività Produttive). Chi le presiede? Scommetto quello che volete che la vostra risposta è il Circolo Armino, almeno per una delle cinque posizioni in ballo; perché sia che ci sosteniate sia che ci avversiate con tutte le vostre forze dovete riconoscere che siamo la sola costante e coerente opposizione in Consiglio comunale. Resterete perciò sorpresi nell’apprendere che, viceversa, non siamo stati scelti, grazie a un accordo trasversale tra la maggioranza e le minoranze diverse dalla nostra, a presiederne neppure una. Il colmo è stato raggiunto quando nell’aprile del 2018 venne istituita, su nostra proposta, una cabina di regia per monitorare lo stato di avanzamento del progetto per la realizzazione del Nuovo Ospedale della Piana e ne fummo esclusi!

E veniamo alla commissione elettorale che ha il potere di nominare gli scrutatori nei 20 seggi istituiti per le prossime elezioni regionali. Se vi dico che noi neppure ci siamo in questa commissione non aggiungo nulla di nuovo ma forse vi è sfuggito (a qualcuno lo so per certo) che il 17 settembre dello scorso anno il Consiglio comunale ha approvato una nostra proposta di censura nei riguardi dei consiglieri Randazzo e Donato. Perché? Perché già a quel tempo, nominando direttamente un pugnetto privato di scrutatori, avevano sconfessato il voto unanime di un precedente Consiglio, quello dell’8 febbraio 2018, nel quale era stata approvata all’unanimità una nostra mozione in favore dell’adozione del metodo del sorteggio nella formazione della graduatoria degli scrutatori.

Sarebbe bene, oltremodo bene, che chi non sa di che parla taccia. Almeno per l’occasione.

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