Il salto che serve

Piccole cose, direte, osservando anche con attenzione questa foto.

No, non è così. Lo scatto, consentitemi un parolone, è paradigmatico. Quale modello di gestione del pubblico rappresenta?

Vediamo insieme. Il marciapiede è in cemento come il muretto perimetrale che è stato colorato più o meno rosa antico (nulla da dire sul colore, non preoccupatevi!). L’asfalto è stato malamente rattoppato ma non è certo dei peggiori, anzi è uno dei pochi che aderisce al marciapiede senza lasciare un canale (non richiesto) di scolo. Cosa colpisce allora di più? La contemporanea presenza di erbacce e di sudiciume a bordo strada e di vasi con piante in fiore a pochi centimetri di distanza dai primi. Pensatela come volete ma l’amministratore della cosa pubblica ha fatto una scelta. Poteva ingegnarsi per pulire la strada, sradicare le erbe, pavimentare il marciapiede ma ha preferito decorare quell’angolo di città con dei vasi; forse, non ne sono del tutto sicuro, ignaro che a breve, fra tanto degrado, diverranno sporchi contenitori di nuovo pattume. Allo stesso modo illustriamo il mare ma continuiamo a versarci la nostra merda, esaltiamo il principio di legalità ma lo barattiamo per qualche voto. Serve un cambio di paradigma, anzi un salto, un gran salto per venir fuori da questo sottosviluppo.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. angelita russo ha detto:

    Buongiorno,
    verrebbe ironicamente da dire “speriamo che la Piantino!”

    Condivido parte della mail che ho scritto, qualche giorno fa, alla Vicesindaco Bruno – con delega ai rapporti con la PPM – :
    <>
    Forse c’è da sperare che, il neo-santo, sia lui a fare un miracolo.

    Inutile aggiungere che non ho ottenuto risposta alcuna. Obviously

    1. Proprio così. È più facile installare nuovi vasi che curare vecchie piante. C’è un’inerzia e un’incapacità nella gestione che consente solo piccoli, effimeri spot pubblicitari

      1. angelita russo ha detto:

        In compenso riempiono di scalette, biciclette, pneumatici i giardini e le aiuole, scambiando un’orrida estetica per riciclo creativo. Basti dire che in uno spartitraffico, in cui erano state poste piante grasse che, peraltro, non necessitavano di grande manutenzione, sono state eliminate per lasciare posto al solo cemento. Fate Vobis

  2. angelita russo ha detto:

    Scusate ci riprovo, si sarà creato un problema informatico. Segue testo mail alla Vicesindaco Bruno:

    Le scrivo in merito alla gestione del verde pubblico, la cui tenuta appare sempre più lontana da standard di efficienza e qualità del servizio.
    Le foto che allego, risalenti a quasi un mese fa, denunciano lo stato di incuria del giardino, dedicato peraltro al giudice Rosario Livatino, i cui alberi ad alto fusto, per mancata manutenzione, hanno finito per rappresentare un grave pericolo per l”incolumità dei passanti. Pezzi di tronco e rami di notevole portata, cadono rovinosamente al suolo. Peraltro qualche esemplare, completamente piegato, incombe, con la sua folta chioma, sulla pubblica strada.
    Il blocco di vegetazione, venuto giù da uno di questi alberi, sosta da quasi un mese sul terreno. Tale è rimasto dopo la caduta.
    La ditta PPM, di cui Lei cura i rapporti nella gestione del verde pubblico, non ha provveduto alla rimozione ed evidentemente neppure ad un sopralluogo di verifica, a cui far seguire azioni concrete di messa in sicurezza dell’area. …etc

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