Forza Ranuccio!

Qualche giorno addietro l’ineffabile ing. Pietro Foti, dirigente tecnico della Città Metropolitana, ci ha generosamente informati che a fine maggio la discarica in realizzazione a Melicuccà potrà entrare in esercizio poiché “al momento non ci sono motivi ostativi”. Lui, almeno, evidentemente non ne vede. In realtà non ne ha mai visti e possiamo essere certi che non ne vedranno neppure i tecnici del CNR, da lui stesso designati, impegnati attualmente a misurare con una dozzina di centraline installate alla Zingara temperatura, umidità, precipitazioni, vento, pressione .. tutto tranne che la possibile contaminazione delle falde acquifere che alimentano il Vina, una sorgente che prima delle nostre pubbliche rimostranze era rimasta persino sconosciuta ai grandi progettisti della grande discarica. È evidente, inutile attendersi alcunché dai tecnici di casa nostra. Per quell’assurda discarica sono già stati spesi oltre 7 milioni di euro, chi è disposto a rischiare la Corte dei conti per aver fatto un investimento folle ignorando persino l’esistenza di una sorgente? E può servire rammentare che conferire una tonnellata di rifiuti a quell’impianto, una volta entrato in esercizio, avrà un costo tre volte superiore a quello per bruciarla a Gioia Tauro e persino due volte a quello che serve per portarla fuori regione? Non c’è argomento tecnico che possa convincere tecnici, che hanno clamorosamente “toppato”, ad ammetterlo. Dopo il ricorso alla magistratura non resta dunque che appellarsi alla politica. Il sindaco di Palmi, Giuseppe Ranuccio non ha, infatti, usato ancora tutte le sue carte per impedire quella maledetta discarica. Primo. È venuto il tempo della mobilitazione popolare e spetta a lui guidarla. Secondo, più semplice e forse più decisivo. Non è un mistero che Ranuccio appoggi la candidatura del suo amico Nicola Irto alla guida della Regione. Bene. Gli chieda di assumere una posizione netta sulla discarica alla Zingara. Gli chieda di dichiarare, come ha già fatto un altro candidato alla presidenza della Regione, Luigi De Magistris, che se vincerà le elezioni quella discarica non entrerà in esercizio. Ranuccio condizioni il suo sostegno a Irto a fronte di questo preciso impegno. Se la politica sarà capace di assumersi le responsabilità che le spettano i tecnici ne prenderanno atto e dovranno ammettere, obtorto collo, di aver colpevolmente distratto ingenti risorse pubbliche per realizzare un’opera scellerata.

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