I cacasenni del Circolo “Armino”

Ecco, finalmente una pronta risposta dei consiglieri di maggioranza, capitanati dal consigliere “il Mago di Ozzù”, al consigliere Armino, che “dall’alto della sua sapienza deleteria e inconcludente maturata in decenni spesi lontani dai problemi della nostra terra” attaccava con ironia e sarcasmo l’operato della più brillante amministrazione che Palmi abbia mai avuto. Riunitisi a Villa Repaci, situata all’interno del futuro Parco letterario, fortemente promesso nell’ultimo consiglio comunale dall’uomo vitruviano, il super visore Scampanato scrutò da capo a piedi i consiglieri di maggioranza e indicò per ognuno di loro il posto dove sedersi. Nel salone vi era un gran vociare; parole indignate venivano pronunciate dal consigliere Lilius Gallus e persino dal mite e tenero cugino del sindaco, detto frate Cipolla. Scampanato alzò la mano e stoppò con affettuosa fraternità i convitati invitandoli a non distrarsi davanti al suo storico discorso. Egli sospirò e prese a guardare fissamente gli astanti. C’era un gran silenzio e qualcuno si lamentava della mascherina anti-covid che cominciava a dargli fastidio, tanto che venne deciso all’unanimità, dopo aver praticato due fori, di usarla per coprirsi gli occhi, alla Zorro, per intenderci. -Signori! – esordì Scampanato-, certamente la nostra maggioranza in questi ultimi anni ha perso il sostegno di alcuni consiglieri ma i nostri veri avversari sono i cacasenni del circolo Armino. Viviamo in un territorio dove l’intreccio tra le passate amministrazioni e gli interessi privati ha comportato lo sfruttamento del suolo e la nascita delle sudicie e abusive periferie balneari! Dove erano i “presunti” ambientalisti del Circolo Armino? Cosa dicono, oggi, di fronte alla nostra azione coraggiosa e determinata che sta tentando di risanare il territorio attraverso l’abbattimento di centinaia case abusive? Nulla! Dove erano quando si battagliava contro l’osceno intervento sul monte Sant’Elia, contro gli energumeni del cemento armato che hanno moltiplicato le volumetrie del Psc, contro il devastante e abusivo monumento agli emigranti in Villa Mazzini, contro le ridicole opere scultoree nelle varie piazze, recentemente rimosse, che ci hanno visto in prima linea? Assenti! Sanno solo esibirsi in esercizi di stile. È venuto il tempo di battere colpo su colpo alle loro esternazioni farneticanti anche in assenza del nostro trombettista impegnato da mesi nella risoluzione delle parole incrociate. Non possiamo essere continuamente bersagliati dai quei saccenti, boriosi e falsi intellettuali del circolo “Arancino” che “mai hanno prodotto alcunché di utile per la nostra città”. Sì, la nostra onestà intellettuale ci spinge a dire che sulla discarica in località “La Zingara” siamo arrivati in ritardo, ma ciò è dovuto al fatto che eravamo impegnati a declamare brani da «La Motopompa dell’Acqualive». I nostri critici del circolo “Arancino”, fuori dalla contemporaneità, non sanno fare altro che protestare e lamentarsi. Sono noiosi, soporiferi, e i loro discorsi si spostano dalla rivoluzione zapatista all’illuminismo francese, da Voltaire a Diderot, dall’influenza dei canti indiani nelle pianure del Dakota al mitico concerto dei Piedi Neri nella riserva indiana di Standing Rock. Non si rendono conto che il mondo è cambiato. Farebbero bene a conoscere il buen vivir e a non ostacolare la movida dei “nuovi barbari” che tanta vivacità e energia portano in città. Invece sognano città “grigie”, poco illuminate, morte, come sono morti loro. Bravo! Bravo! – gridavano i consiglieri, in particolare una certa Tacita, chiamata così perché non si ricorda un suo intervento in consiglio comunale – Signori! – concluse Scampanato – Amo davvero la mia città e non dobbiamo arrestarci davanti a nessun ostacolo. Ogni nostro passo ci condurrà alla conquista di un avvenire radioso e illuminato che renderà questa città viva e prospera, una città felice.

Zero in condotta

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