Un monumento alla nostra inettitudine

Da mesi conduciamo una battaglia per non mettere a repentaglio la potabilità dell’acqua che da quasi un secolo, grazie alla lungimirante intraprendenza dei nostri antenati, arriva nelle nostre case. Con la pubblicazione della determinazione n.509/2021 del dirigente del Settore Ambiente della Città Metropolitana apprendiamo, viceversa, che il Comune di Palmi si è arreso. Ha, infatti, espresso il suo parere positivo alla conferenza dei servizi sui lavori di bonifica del vecchio sito in località La Zingara di Melicuccà che si traduce, nei fatti, nel via libera alla realizzazione e all’entrata in esercizio di una nuova discarica sul pianoro dove si raccolgono le acque che alimentano la sorgente Vina. Non sono servite le innumerevoli discussioni pubbliche e private, gli accesi dibattiti in Consiglio comunale, la preziosa e gratuita collaborazione di esperti come l’ingegner Licastro, la relazione del geologo Circosta che senza equivoci ha stabilito il “fondato rischio” di irrimediabile compromissione della sorgente. A nulla è servito anche l’impegno del deputato regionale Anastasi, a nulla l’incontro con l’assessore regionale De Caprio o la pubblica audizione in Commissione Ambiente durante la quale abbiamo strappato un supplemento di indagine a carico del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Quando sembrava che finanche gli amministratori del comune di Palmi avessero capito la gravità della situazione votando in Consiglio la nostra mozione per una moratoria nell’entrata in esercizio della discarica almeno sino alla conclusione di un ulteriore indagine a carico del Consorzio Vina; quando, infine, grazie al clamore suscitato dalla nostra iniziativa, il Comune di Palmi è stato per la prima volta invitato a partecipare alla conferenza di servizi dalla quale era stato sin qui incredibilmente escluso; quando tutto questo finalmente è avvenuto, ecco arriva la doccia fredda che i nostri amministratori hanno espresso parere positivo a uno studio che ignora l’esistenza stessa della nostra sorgente. Senza attendere il parere del CNR. Senza attendere il parere dello studio commissionato dal Consorzio Vina. Ignorando la relazione del geologo. Nel passaggio dalla illuminata classe politica di inizio secolo all’inconsistenza degli attuali amministratori di paese si sperpera senza ritegno il patrimonio di quella che fu una delle più importanti città di Calabria.

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