Conti metropolitani

In attesa di conoscere l’esito della prima conferenza dei servizi alla quale, bontà sua, la Città metropolitana di Reggio Calabria ha inteso finalmente invitare anche la Città di Palmi usiamo i punti e le virgole per penetrare le logiche economiche alla base della costruzione della nuova discarica per rifiuti alla Zingara. La città metropolitana sa far di conto? Vediamo insieme. Nel 2010 la Crotonscavi Costruzioni Generali si è aggiudicata l’appalto per 2.756.518,48 €; la discarica venne aperta  martedì 29 gennaio 2013 e, come noto, posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria due giorni dopo. Per completare i lavori e mettere in sicurezza l’esistente, alla luce delle criticità messe in evidenza dall’indagine dei CC del NOE, la Regione ha poi sborsato: 523.034,92 € per servizi di guardiania (oltre mezzo milione di euro per tenere sotto controllo l’area, almeno sino al novembre 2018) più 527.200,00 € per il piano di caratterizzazione e l’esecuzione di indagini ambientali e chimiche (che pure hanno ignorato l’esistenza a valle di una sorgente di acqua potabile da oltre 100 litri al secondo) più spese varie e minori per un totale di 1.148.633,35 €. Inoltre l’ente regionale ha messo a disposizione altri 3.450.000,00 € per la sistemazione e il completamento di due lotti funzionali per una capacità complessiva di 400.000 metri cubi di rifiuti (oltre a 11.550.000,00 € per la bonifica dell’area della vecchia discarica). Riepilogando, tra spese fatte e spese da fare, la realizzazione della discarica alla Zingara comporta un esborso per le casse pubbliche di 7.355.151,83 €. Possiamo perciò giungere a una prima conclusione (tralasciamo i dettagli, peraltro assai elementari, del calcolo): il costo di realizzazione della discarica è pari a circa 184 euro per tonnellata di rifiuti abbancata, meglio dire abbancabile (1 metro cubo di rifiuti equivale a circa 100 Kg). A questo costo iniziale bisogna sommare quello di coltivazione della discarica, affidata con giusto profitto a un privato, non meno di 70 €/tonnellata. Poi ci sono 14 €/tonnellata da riconoscere al comune di Melicuccà che ospita l’impianto in prossimità di un’area di particolare pregio dal punto di vista ambientale, naturalistico e agricolo (SIC e ZPS); e i costi di chiusura e di gestione post-operativa della discarica che, sulla scorta dell’esperienza, ammontano a circa 67 €/tonnellata. In totale fanno, dunque, 335 €/tonnellata, sempre al netto del costo incalcolabile dell’inquinamento del suolo e dell’aria e di quello, altrettanto incalcolabile, relativo al rischio di contaminazione dell’acqua che dà da bere a più di ventimila persone. Per concludere questa rapida analisi economica sarà sufficiente aggiungere, senza commentare, che il costo dello smaltimento all’inceneritore di Gioia Tauro, qualora l’impianto fosse correttamente utilizzato, non supererebbe i 100 €/tonnellata e che persino inviare i rifiuti in Puglia, come sta sperimentando da settimane il capoluogo, costa assai meno, circa 200 €/tonnellata incluso il trasporto.

PS Nell’unico giorno del 2013 in cui la discarica alla Zingara entrò in funzione, prima di essere posta sotto sequestro, furono sversati 700 tonnellate di rifiuti. Di questo passo i 90.000 metri cubi del primo lotto andrebbero esauriti in appena 13 giorni!!!

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