Spook The Herd (Lanterns On The Lake)

Per la seconda uscita della rubrica SALA D’ASCOLTO ho scelto di suggerire l’approfondimento dei Lanterns On The Lake, band indie rock inglese incontrata casualmente nell’infinito mondo di internet, il 24 novembre scorso. Tale casualità esalta perfettamente lo scopo della rubrica: “suggerire l’ascolto di nuove uscite musicali o la segnalazione di artisti poco noti”. Le “lanterne sul lago” è una band formatasi nel lontano 2007 a Newcastle ed è composta da Hazel Wilde, vocalist, chitarrista, pianista e compositrice di tutti i brani del disco, dal chitarrista Paul Gregory, raffinato conoscitore del mondo dei delay e produttore dell’album, da Oliver Ketteringham alla batteria, da Bob Allan al basso e daAngela Chan al violino e al violoncello.  Spook The Herd è il loro quarto album, uscito a marzo scorso e pubblicato da Bella Union poche settimane prima che la Gran Bretagna entrasse in isolamento per la pandemia. La band geograficamente si colloca a nord dell’Inghilterra, in pieno mare del nord, ed anche il suo sound risulta notevolmente influenzato dai suoni e dalle ambientazioni musicali tipiche dei gruppi nord europei; i suoni sono dilatati, le chitarre sapientemente manipolate con effetti eterei di echi e delay, la batteria sincopata ed a volte ossessiva, molto ben supportata da un basso essenziale e mai invadente, il tutto completato da un bel piano, dolce e accattivante, dai seducenti arrangiamenti degli archi e dalla deliziosa voce di Hazel Wilde, di fatto la figura chiave della band.  Spook The Herd esce a distanza di 5 anni dall’ultima pubblicazione, le canzoni sono state tutte scritte dalla Wilde in totale solitudine, a Newcastle, e solo in un secondo momento sono state consegnate al resto del gruppo che le ha completate ed ha finito di arrangiare in uno studio di registrazione dello Yorkshire. L’altra figura chiave per la riuscita di Spook The Herd è sicuramente Paul Gregory che ha prodotto e mixato le canzoni dell’album, confezionando un disco equilibrato, riconoscibile nel sound dei Lanterns On The Lake, con gli strumenti perfettamente integrati nelle atmosfere e nelle melodie, impreziosendo il tutto con le sue chitarre dai suoni raffinati, dove gli arpeggi vengono dilatati  e arricchiti dall’uso dei delay che Paul conosce ed usa davvero con grande padronanza e maestria. I testi di questo album sono di una intensità a volte disarmante e si muovono con disinvoltura dalla esplorazione delle crisi esistenziali alla politica, transitando dai social media, toccando alcune forme di dipendenza, per approdare infine alla crisi climatica ed all’ambiente. L’album è anticipato dall’uscita del primo singolo, Every Atom, un pezzo di grande intensità che Hazel Wilde descrive così: “Questa è una canzone che racconta il lutto e quanto sia lungo il processo per il proprio subconscio ad accettare la morte di qualcuno, nonostante il proprio lato razionale capisca la situazione”. La copertina di Spook The Herd raffigura una stanza buia con una porticina dalla quale entra una luce azzurra; la stanza buia riflette lo stato d’animo della compositrice al momento della nascita dei brani, mentre la luce azzurra ne esalta le sonorità misteriose ed eteree. Buon viaggio!

Francesco Braganò

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Queste nove canzoni del disco che hai recensito focalizzano l’attenzione su questioni del nostro tempo, quali i social-media, la politica, il dolore, la crisi climatica. Un disco interessante. ho apprezzato molto gli arpeggi di Swimming Lessons, il sesto brano del disco.

  2. Francesco Bragano' ha detto:

    Grazie Mimmo per aver commentato e, soprattutto, per aver ascoltato il disco! I testi dell’album non sono per niente banali e toccano argomenti attualissimi; quotidianamente siamo “costretti” a scontrarci, spesso incazzandoci, per alcuni dei temi trattati! Mi rende felice sapere che chi legge le recensioni abbia anche la curiosità di ascoltare ciò che suggerisco: sono debitore verso la MUSICA ed è per questo che cerco di contribuire alla sua diffusione, con molta umiltà, in particolar modo di quella parte della musica meno “commerciale”. Missione compiuta!!!

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