AAA Commissario alla sanità cercasi

Pirandello ci avrebbe fatto una novella, noi non facciamone una malattia. Dopo qualche tentativo andato a vuoto il Conte bis ha centrato il suo obiettivo: nominare un commissario alla sanità per quei quasi due milioni di italiani che si ostinano a essere calabresi restando per di più in Calabria. Il governo, dunque, ce l’ha fatta. E i Calabresi? Il nuovo commissario ha un curriculum di tutto rispetto al servizio dello Stato e ha firmato importanti operazioni contro la delinquenza organizzata. Il premier ha infatti “twittato”: “Longo è un uomo delle istituzioni, che ha già operato in Calabria, sempre a difesa della legalità”. Abbiamo compreso che il problema della sanità calabrese è di legalità e ordine pubblico. Noi, da sprovveduti, lo ammettiamo, pensavamo si trattasse di riorganizzare su basi nuove e moderne la sanità regionale, di affrontare il tema del disavanzo di bilancio che, dopo 11 anni di gestione commissariale, ha superato i 2 miliardi di euro ma non è stato mai ben quantificato o ancora di aggredire il nodo della mobilità passiva tramite la quale i contribuenti calabresi finanziano con oltre 300 milioni di euro l’anno i sistemi sanitari delle regioni più forti, in primis la Lombardia. Avevamo capito male. Credevamo ingenuamente che servissero competenze organizzative, gestionali, contabili e finanziarie, come si usa dire oggi con una sola parola: manageriali. Non è vero niente. Alla nostra sanità mancano capacità di indagine, fiuto, tecniche investigative e una leadership da caserma. Tuttavia ora è chiaro. Solo mi chiedo: e le forze dell’ordine e la magistratura in Calabria? Punto di domanda. Non si dovrà forse irrobustire queste con medici, infermieri, manager ed esperti di organizzazione sanitaria?

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Il problema della sanità in Calabria non è solo un problema di competenze organizzative e capacità manageriali, E’ anche un problema di criminalità mafiosa, come dimostra l’uccisione di Fortugno e l’arresto di Tallini. Certo, il nuovo commissario Longo può e deve infiltrazioni mafiose nel settore sanitario, ma serve soprattutto una presenza visibile e operativa delle forze dell’ordine e della magistratura. Vediamo se Longo è capace di risanare il bilancio e di risolvere tutte quelle questioni che hanno affossato la sanità calabrese.

  2. Non c’è chi non veda che nella sanità, come in ogni altro settore della vita pubblica ed economica della Regione, vi sia un problema di legalità. Per la lotta alla corruzione e alla ‘ndrangheta, però, c’è o dovrebbe già esserci la magistratura e le forze dell’ordine. Un prefetto non conosce nulla di organizzazione, bilanci, gestione del personale non militare. Possiamo solo confidare nella sua voglia di apprendere rapidamente quel che serve al buon funzionamento delle Aziende Sanitarie Locali.

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