Dal generale al boiardo

Esaurito ogni possibile insulto al generale Saverio Cotticelli, bisogna che i Calabresi mettano ora qualche punto fermo sulla gestione della sanità nella loro regione. Dimissionato quando già dimissionario, il generale aveva ricevuto due anni fa l’incarico di commissario straordinario dal governo Conte I per volere dell’allora ministra alla salute Giulia Grillo ma era stato poi appena riconfermato, il 4 novembre scorso, dal Conte II con il bene placito del nuovo ministro Roberto Speranza. Almeno il primo mandato ha una sua logica perché corrisponde al pensiero politico dei due partiti all’epoca al governo. Per i leghisti il problema della sanità in Calabria, come del resto qualsiasi altro problema in fondo allo stivale, è un’esclusiva questione di malaffare e di crimine organizzato; e per i pentastellati l’ufficiale è un buon direttore generale di sanità (e di qualsiasi altra cosa, beninteso) se è vero, come è vero perché lo ha detto Lui, che una massaia è in grado di surrogare il ministro dell’Economia. A Cotticelli, che se avesse dato ascolto a Maria (mai concedere interviste senza prima prepararsi!) potrebbe dirsi ancora commissario, subentra Giuseppe Zuccatelli che almeno non è né un militare né un novizio. È laureato in medicina e ha un lungo cursus honorum. È attualmente commissario per il Policlinico Mater Domini e per l’Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro ed è stato sub commissario alla Sanità della Regione Campania, amministratore straordinario dell’azienda sanitaria di Ferrara, direttore generale della Usl di Cesena, direttore generale dell’assessorato alla Sanità della Regione Marche, presidente dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), docente a contratto presso la scuola di specializzazione dell’Università di Ferrara … insomma quel che un tempo si diceva un boiardo di Stato. La storia d’Italia ne ha avuti di bravi e di meno bravi, di onesti e di disonesti. Aspettiamo, dunque, a dare un giudizio. Se, però, pensiamo che basti passare da un generale a un boiardo per risolvere i problemi della sanità calabrese siamo purtroppo fuori strada. Dall’emergenza si esce soltanto con una radicale riforma dell’organizzazione sanitaria regionale e con un profondo rinnovamento dei suoi quadri tecnici e politici. Quel che serve riguarda noi tutti e non possiamo ricordarcelo solo nei momenti più bui. Ognuno di noi porta la sua piccola parte di responsabilità perché se tutto questo oggi accade è perché abbiamo rinunciato da tempo a esercitare la nostra vigile funzione di cittadini, votando su delega del compare e ignorando affatto le qualità di chi scegliamo a rappresentarci.

Pino Ippolito Armino

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. ernesto mancini ha detto:

    ottime considerazioni, caro Pino

  2. Dichiarazione di Fratoianni: ” Capisco l’urgenza, ma così non si può fare. Si intervenga subito”

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