LE ASSOCIAZIONI CHIEDONO L’IMMEDIATA SOSPENSIONE CAUTELATIVA DEI LAVORI DELLA COSTRUENDA DISCARICA DI LOCALITÀ LA ZINGARA DI MELICUCCÀ

Lo scorso mese di agosto la Città Metropolitana di Reggio Calabria ha avviato in tutta fretta i lavori di costruzione di una nuova discarica per rifiuti solidi urbani in località “La Zingara” di Melicuccà. Neppure l’urgenza, dettata dall’emergenza nella quale si trova il capoluogo, avrebbe tuttavia dovuto consentire di procedere senza prima eseguire, come già disposto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, la bonifica della vecchia vasca. Nè risultano ad oggi superate le carenze nel rispetto dalla normativa in materia di costruzione delle discariche evidenziate nel 2014 dall’indagine dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Reggio Calabria, dalle quali ha preso corpo un procedimento penale presso il Tribunale di Catanzaro per falso, abuso ed omissioni di atti di ufficio, illecita gestione di rifiuti e  inquinamento, che si è concluso solo per decorso dei termini di prescrizione. Restano, infatti, senza risposta le evidenze del NOE riguardo al mancato rispetto della distanza dai centri abitati (Sant’Eufemia d’Aspromonte e Pomarelli di Bagnara Calabra) e dagli insediamenti produttivi industriali, commerciali e agricoli, alle errate valutazioni idrogeologiche,  alla mancanza di monitoraggio delle acque di falda nonché alla presenza dell’elettrodotto TERNA.

Non vi è inoltre garanzia, perché l’argomento non risulta trattato in nessuno degli elaborati progettuali, che non vi siano conseguenze dirette e negative sulla sorgente VINA che si trova 300 metri più a valle e raccoglie le sue acque nell’area della discarica rifornendo oltre 20.000 persone nei comuni di Melicuccà, Palmi e Seminara. Neppure risulta definita la relativa area di salvaguardia secondo quanto prevede l’art. 94 del Codice dell’ambiente (Dlgs 152/2006).  Allo stesso rischio sono esposti anche la sorgente Caforchie, i pozzi di San Procopio e i numerosi piccoli pozzi disseminati nell’area poiché la discarica ricade nel perimetro di raccolta delle falde acquifere che li alimentano.

Agendo, come disposto dall’Ordinanza del Presidente della Regione n. 45 del 20 maggio 2020, in deroga al DLgs. 152/2006 e alla Legge Regionale 39/12 e cioè alle norme che disciplinano la Valutazione d’Impatto Ambientale e l’Autorizzazione Integrata Ambientale significa saltare, senza ragion veduta, tutte le procedure di controllo che la legge impone a tutela della salute e dell’ambiente, mettendo così a repentaglio i cittadini, disapplicando norme e regolamenti di rango superiore, non eludibili con Ordinanza Presidenziale. Inoltre, l’evidente violazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti fa emergere agli occhi del cittadino l’ingiustificata ostinazione della Regione Calabria prima e della Città Metropolitana oggi di volere a tutti i costi realizzare una discarica in un sito tecnicamente non idoneo.

Si ha l’impressione che si stia perseverando nell’errore, tentando di superarlo a colpi di deroghe e forzature, al solo fine di mettere una toppa temporanea all’emergenza rifiuti della città di Reggio, predisponendo le condizioni per una catastrofe ambientale annunciata. È lo stesso Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti che impone per la realizzazione di una discarica una distanza minima di 2 Km dai centri abitati e dalle case sparse che, nel caso di specie, non è rispettata, così come non è stata adeguatamente valutata la compatibilità della stessa con l’assetto urbano circostante e con l’ambiente naturale e paesaggistico legato alle specifiche condizioni metereologiche e climatiche. 

Per queste ragioni le scriventi associazioni  hanno indirizzato una lettera:

  •       al Prefetto di Reggio Calabria perché le voglia audire e istituire con la massima urgenza una Conferenza Permanente che vigili sulla costruzione della discarica;
  •         al Ministro all’Ambiente, tutela del territorio e del mare e al Ministro alla Salute perché intervengano per scongiurare l’apertura della discarica in quanto a) il rischio di inquinamento delle falde acquifere che alimentano la sorgente Vina, che fornisce acqua potabile ad oltre ventimila abitanti della Piana di Gioia Tauro, non è stato ancora oggetto di indagini tecnico-scientifiche e non può dunque essere escluso; b) la Regione Calabria non ha ancora definito l’area di salvaguardia della sorgente Vina secondo quanto prevede l’art. 94 del Codice dell’ambiente (Dlgs 152/2006); c) il sito scelto per realizzare la discarica non soddisfa i requisiti imposti dal D.lgs 285/1992 recepiti nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti;
  •         al Presidente della Giunta regionale della Calabria e all’Assessore alla Tutela dell’ambiente della Giunta regionale della Calabria perché definiscano l’area di salvaguardia della sorgente Vina secondo quanto prevede l’art. 94 del Codice dell’ambiente (Dlgs 152/2006); nonché per scongiurare la prevista apertura della discarica in località “La Zingara” in ragione del rischio di inquinamento delle falde acquifere che alimentano le sorgenti Vina e Caforchie e dell’inidoneità del sito sulla base degli stessi requisiti imposti dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti approvato con deliberazione della Giunta Regionale n. 570 del 29 novembre 2019;
  •       al Sindaco della Città metropolitana di Reggio Calabria e al Sindaco della Città di Melicuccà, comune all’interno del quale ricade la località “La Zingara”, affinché dispongano l’immediata sospensione cautelativa dei lavori della discarica in attesa di risultanze certe sui danni alla salute dei cittadini e sulla salvaguardia dell’ambiente; e affinché, ai sensi della Legge 241/90, rendano disponibili gli atti amministrativi relativi alla progettata discarica, in particolare la documentazione relativa alla Valutazione d’Impatto Ambientale e all’Analisi di Vulnerabilità della Sorgente Vina;
  •       al Sindaco della Città di Palmi, anche in qualità di vice presidente dell’ATO Rifiuti della Città Metropolitana, e al Sindaco della Città di Seminara affinché intervengano a tutela della salute dei loro cittadini per scongiurare la prevista apertura della discarica in quanto il rischio di inquinamento delle falde acquifere che alimentano la sorgente Vina non è stato ancora oggetto di indagini tecnico-scientifiche e non può dunque essere escluso;
  •        al Sindaco della Città di Bagnara Calabra, anche in attuazione della Deliberazione del Consiglio Comunale n.1 del 29.01.2020, affinché intervenga a tutela della salute dei suoi cittadini per scongiurare la prevista apertura della discarica in quanto il rischio di inquinamento delle falde acquifere Caforchie e dei pozzi disseminati nell’area più a valle non è stato ancora oggetto di indagini tecnico-scientifiche e non può dunque essere escluso; e anche in quanto il sito scelto per realizzare la discarica non soddisfa i requisiti imposti dal D.lgs 285/1992 e recepiti nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti;
  •        alla Commissione Prefettizia del Comune di Sant’Eufemia d’Aspromonte affinché intervenga a tutela della salute dei suoi cittadini per scongiurare la prevista apertura della discarica in quanto il sito scelto non soddisfa i requisiti imposti dal D.lgs 285/1992 e recepiti nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti;
  •     alla Sezione regionale Catasto Rifiuti del Centro regionale Coordinamento Controlli Ambientali e Rischi della Direzione scientifica Arpa Calabria e al Dipartimento di Prevenzione, Igiene e Sanità Pubblica dell’ASP di Reggio Calabria affinché procedano, con ogni consentita urgenza, al controllo del costruendo impianto di discarica, alla verifica e all’accertamento, in ossequio alla normativa vigente in materia, del rischio di contaminazione ambientale dell’aria e delle acque;
  •       al Nucleo Operativo Ecologico presso il Comando dei Carabinieri di Reggio Calabria per rendere noto di aver segnalato ai Ministri dell’Ambiente e della Salute, al Presidente e all’Assessore alla Tutela dell’Ambiente della Giunta Regionale della Calabria, ai Sindaci della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Bagnara Calabra, Melicuccà, Palmi e Seminara, alla Commissione Straordinaria del comune di Sant’Eufemia D’Aspromonte, all’Arpacal e all’ASP di Reggio Calabria affinché ciascuno, per le rispettive competenze, intervenga a sospendere i lavori della costruenda discarica in quanto non soddisfa i requisiti imposti dal D. Lgs. 152/2006 e dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 156 del 19 dicembre 2016 e successivamente modificato con deliberazione della Giunta n. 570 del 29 novembre 2019.

 

Bagnara, Palmi, Sant’Eufemia, Seminara lì 08.11.2020

Le Associazioni

Agape – Sant’Eufemia

Albadi Ceramida

Circolo Armino – Palmi

Cittadinanza Attiva Pellegrina

Nella Mia Città – Bagnara

ProSalus – Palmi

Terramala – Seminara

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