CINEMA, MON AMOUR

La mia passione per il cinema nasce negli anni Sessanta, anni di boom economico e dicambiamenti sociali rapidi e intensi. Fatto è che il nostro paese aveva una splendida sala cinematografica situata sulla via Roma, in prossimità della Villa Mazzini. Era il mitico cinema “Cilea” con la sua insegna di ferro battuto in stile liberty. A dispetto del nome culturalmente impegnativo che portava, venivano quasi sempre proiettati film di cappa e spada, spaghetti-western, peplum, commedie sexy del tipo Alle dame del castello piace fare solo quello, con una splendida Edvige Fenech, icona della commedia sexy all’italiana. Giovani e giovanissimi, contadini, operai frequentavano la sala avvolta dal fumo delle sigarette, specialmente la domenica, e in attesa di celebrare il rito magico dell’epica popolare, la Settimana Incom, con le sue puntate della durata di dieci minuti, ci prospettava un futuro radioso a portata di tutti. Basta ricordare i cinegiornali “Un autoper tutti” (1964) o “Pensiamo alle signore”, (1964) dove i maghi della moda pensano alla eleganza delle donne, anche se “Attenzione alle banane!”  (1961)venne censurato perché si vedevano delle ragazze impegnate a mangiare con gusto il prelibato frutto esotico mentre ballano il Cha Cha Cha. Da qui l’idea di Marco Misale di far nascere una rubrica affidandomi il compito di occuparmene con l’intento di parlare di cinema attraverso la recensione di film. È chiaro, anche se sulla questione ho avuto un serrato confronto con i miei amici, che i film da recensire riguardano pure film vecchi. Come si fa a non conoscere quel capolavoro di Charles Laughton, unico suo film, che è La morte corre sul fiume? Ci sono delle pellicole che resistono all’usura del tempo perchè hanno capito delle cose o fatto una riflessione profonda su alcune idee cinematografiche o culturali interessanti, e quelle idee sono sempre importanti e attuali. Oggi, purtroppo, nella nostra cittadina non esiste una sala cinematografica e almeno tre generazioni hanno uno scarso rapporto con il grande schermo e la sala buia, rapporto che ritengo più coinvolgente rispetto a quello che uno ha con il piccolo schermo della televisione. La mia generazione che ha superato da un po’ di anni il dantesco «mezzo del cammin di nostra vita» non ha mai potuto vedere sul grande schermo i film del ciclo messicano di Bunuel, quelli di John Ford o Howard Hawks, Fritz Lang o Jean Renoir, Frank Capra o Ernst Lubitsch, Von Sternberg o Mankiewicz, Jean Vigo o H. Clouzot. L’avvento delle videocassette, dei Dvd, Blu-ray mi ha consentito di scoprire questi grandi del cinema mondiale e di conservare e perpetuare la memoria del cinema. Per concludere questa breve presentazione della rubrica, che sarà un appuntamento settimanale fisso, ogni mercoledì, non può mancare, oltre alla scheda del film che si articolerà in tre blocchi: cast artistico e tecnico, trama della storia e nota critica, uno sguardo rapido anche sui protagonisti e sulle vicendedella “settima arte” che ha segnato profondamente, insieme al jazz, il ventesimo secolo. Signore e signori non ci resta che salire in carrozza per affrontare un lungo viaggio che ci permetta di scoprire un panorama di immagini, di idee, di racconti, di volti, di paesaggi tra i più originali e significativi.

Mimmo Gagliostro

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Marcello D'Agostino ha detto:

    Penso che l’niziativa sarebbe ancora piu’ incisiva se nello spazio dedicato all’analisi critica della pellicola ci fosse un confronto con film di recente uscita per cogliere meglio,appunto dal confronto,le varie angolazioni dell’argomento in questione.
    Forse pecco di eccessivo romanticismo se propongo anche una piccola finestra che monitori lo stato di avanzamento del cineteatro ex Sciarrone dove plausibilmente realizzare una rassegna che riproponga su grande schermo alcuni dei titoli trattati nella rubrica.
    A prescindere da quanto detto,iniziative che sollecitano il dibattito in un periodo di stagnazione e conformismo, sono
    ancor piu’ essenziali per preservare ed alimentare il nostro desiderio di migliorare.Ad maiora.

    1. il confronto con film recenti si può fare se essi sono dei remake del film recensito. Sono d’accordo su una finestra che monitori lo stato di avanzamento dei lavori del ex cinema Sciarrone Ottima l’idea di una rassegna di film del passato restaurati, come accade nelle grandi città a cura della Cineteca di Bologna, per dare la possibilità agli appassionati di visionarli sul grande schermo

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