Presentazione del libro “Quando il Sud divenne arretrato”

Venerdi 15 marzo alle ore 18,30 nella sede del Circolo Armino (Viale Rimembranze, 11- Palmi)

Perché il Mezzogiorno è l’area più arretrata d’Italia e una delle più povere d’Europa? Per spiegarlo è stata avanzata l’ipotesi, mai del tutto accantonata, dell’inferiorità dei Meridionali, una popolazione per natura apatica e un po’ imbrogliona, tanto amante della buona vita quanto indisponibile alle fatiche del lavoro. Gli Italiani del Centro-Nord avrebbero ereditato le virtù civiche delle antiche e fiorenti città rinascimentali, generando un divario con il resto della penisola che sarebbe divenuto incolmabile nell’arco di un millennio; ma questo non spiega perché, ad esempio, il Piemonte, una regione che non ha conosciuto l’età rinascimentale, sia oggi una delle più ricche e progredite d’Italia. Almeno per tutto il Settecento Napoli e il Mezzogiorno furono più avanzate di Torino e del Piemonte. Quando allora il Sud è divenuto arretrato? Una facile scorciatoia porta all’unità d’Italia e assolve le classi dirigenti meridionali da ogni responsabilità. Un’analisi storica più attenta conduce, viceversa, alla identificazione di un divario tra le due parti del nostro Paese, che non aveva iniziale natura economica e che ha avuto  origine  soltanto  negli  ultimi  decenni  di  storia indipendente del Mezzogiorno.

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