9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Pino Gangemi ha detto:

    Dopo aver letto il numero di Ottobre di AM, mi è sembrato di assistere a un TG di Emilio Fede o ad una trasmissione di Del Debbio. Con molto dispiacere ho constatato un’ipocrita presunzione di confronto fra diverse posizioni.

    A tale proposito, vorrei chiedere all’autore dell’articolo “LE RAGIONI DEL SI”, Giovanni Panuccio, perché si è talmente impegnato nel supportare tali ragioni da trascurare molti dei punti su cui saremo chiamati a votare, ignorando la riduzione dei Senatori, l’abolizione delle Province, il ricorso preventivo alla Corte Costituzionale riguardo alle leggi elettorali, il diverso modo di regolamentare i referendum abrogativi e le leggi di iniziativa popolare, l’impossibilità di aumentare gli appannaggi di un Presidente o dei Consiglieri di Regione oltre la soglia di quello percepito dal Sindaco della città capoluogo e l’adozione di “costi standard” ovvero il finanziamento degli enti locali “sulla base di indicatori di riferimento di costo e di fabbisogno che promuovono condizioni di efficienza”. Tutto si “riduce” alla fine del bicameralismo perfetto, alla rivisitazione del Titolo V e all’abolizione del CNEL: 3 contenuti su almeno 10.

    Inoltre sarei curioso di conoscere dall’autore dell’articolo “IO VOTO NO”, a firma PIA, cosa hanno a che fare i problemi dell’economia italiana e la forbice tra Nord e Sud con la Riforma Costituzionale: parlare, ideologicamente, d’altro per non entrare nel merito, in favore o contro, i punti sopra riportati? E, ancora, da dove arriva la valutazione di un risparmio di solo qualche decina di milioni di euro determinato dalla Riforma stessa? PIA afferma, in altro scritto, che secondo la Ragioneria Generale dello Stato, il solo ridimensionamento del Senato, consentirebbe un risparmio di 50 milioni di euro all’anno: in una legislatura, dunque, “qualche decina di milioni” diventano 250 milioni a cui aggiungere i vantaggi economici dell’abolizione di 110 Presidenti e Consigli Provinciali, oltre al’’adozione dei “costi standard” per le Regioni e all’abolizione del CNE. Forse, nel caso di PIA, l’aritmetica è davvero un’opinione.

    AM ha il diritto di sostenere come ritiene più opportuno il suo NO ma non può e non deve spacciare per democratico ed equilibrato un così evidente non democratico e squilibrato confronto tra i due schieramenti.

    1. pinoipp ha detto:

      1. Su cosa abbiano a che fare i problemi dell’economia italiana con la riforma della Costituzione rimando all’odierno cinguettio del premier: “Con le riforme sale il Pil, senza riforme sale lo spread. Avanti tutta, l’Italia ha diritto al futuro”. Ne sapremo, certamente, di più non appena avremo ricevuto la lettera di Matteo Renzi, non il presidente del consiglio ma il segretario del PD (non fate confusioni, mi raccomando). Ma, in vero, io ho voluto più che altro sottolineare quanto poco si è fatto per i problemi veri degli italiani e, viceversa, quanto impegno il governo ha dedicato alla sua riforma costituzionale.
      2. Per dimostrare la mia attitudine alla matematica sono disposto ad ammettere che nell’arco di un secolo il risparmio economico che si ottiene dalla riforma del Senato ammonta a circa 5 miliardi di euro, qualcosa come il 2,2% del nostro debito pubblico.
      3. L’abolizione delle provincie e la contestuale istituzione delle città metropolitane ha avuto, ad esempio a Reggio Calabria, l’effetto di escludere i 2/3 degli abitanti della ex provincia dalla competizione elettorale. Non voteranno i componenti del consiglio metropolitano né avranno voce nella scelta del sindaco metropolitano. Una cosa deve essere chiara: i costi della politica in una dittatura sono i più bassi possibili.
      4. Il Circolo Armino non spaccia altro che le sue idee, che in questo caso coincidono, per fare un esempio, con quelle di Emiliano, governatore pugliese del PD, il quale dice: “Questa riforma è un attentato alla Costituzione, io voto No”.

      1. Pino Gangemi ha detto:

        1. Quell’infame cinguettatore del Premier ha scritto “Riforme” non “Riforma Costituzionale”: al plurale, in lingua italiana. Debbono pertanto intendersi le leggi già promulgate e la “Riforma Costituzionale” non può ritenersi fra queste in quanto in attesa di referendum confermativo: come potrebbe, pertanto, avere influito sul PIL? Ancora una risposta ideologica e fuori tema.
        2. La tua attitudine alla matematica è tale per cui riporti, genericamente, un risparmio di “alcune decine di milioni”. Una cifra che, fuori contesto, non ha alcun senso anzi è semplicemente fuorviante. Sarebbe stato corretto indicare in 50 milioni di euro ALL’ANNO il risparmio che – secondo PIA in altro scritto – la Ragioneria dello Stato ha valutato SOLO grazie al ridimensionamento del Senato. Quando, in un articolo su una pubblicazione seria, si riportano dati, numeri e citazioni, è opportuno indicare sempre le fonti e non sparare numeri a capocchia (ricordo tale IMPOSIMATO, ad esempio).
        3. Ancora una volta, la risposta si riferisce ad altro: io ho citato l’abolizione delle Province come dato economico da conteggiare fra i “risparmi” e mi si contesta che “a Reggio Calabria, l’effetto è di escludere i 2/3 degli abitanti della ex provincia dalla competizione elettorale”. Che minchia c’azzecca? E poi, il riferimento alla DITTATURA è davvero una chicca succulenta!
        4. Che le idee del Circolo Armino coincidano con quelle di Emiliano è molto interessante. Ciò non toglie che quanto spacciato per “democratico ed equilibrato confronto” è stato simile, ribadisco, al TG4 di Fede o a “Quinta Colonna” di Del Debbio.

        Il dibattito su argomenti così importanti come il referendum dovrebbe essere condotto con onestà intellettuale e sincero spirito critico, senza inquinarlo con falsità ideologiche (dittature, qualche milione, etc.) come è stato fatto e continuate a fare. Credo che un esponente del Partito d’Azione quale era Antonio Armino la penserebbe allo stesso modo: altro che Emiliano!

  2. Pino Gangemi ha detto:

    Attendo commenti al mio commento.

  3. Giovanni Panuccio ha detto:

    Leggo solo adesso, per un caso davvero fortuito, i commenti sul referendum. Avevo smesso di visitare il sito da quando era venuta a mancare ogni forma di dibattito. Non mi attraggono i cerchi magici, anche se involontari, beninteso, ma in questo caso non posso esimermi dal ringraziare Pino Gangemi per il suo prezioso contributo alla riapertura dell’attività di dialogo di questo sito, che rimane comunque un importante riferimento per il confronto democratico a Palmi. Inoltre, ho il dovere di precisare che, non solo non mi sfuggivano le ragioni da lui aggiunte al mio telegrafico articolo, ma ho dovuto rinunciare alla loro esposizione per motivi, appunto, di spazio. Come vorrei che anche tu fossi a Palmi. Un abbraccio!

    1. Pino Gangemi ha detto:

      Giovanni, finora avevo sempre apprezzato le iniziative, l’impegno ed il coraggio dimostrato da AM e da tutti i suoi collaboratori in un contesto certamente non facile qual è Palmi. Nel caso specifico, sono rimasto sbigottito e mi sono molto incazzato per i motivi che hai letto. Prendo atto che, nel tuo caso, accetti le critiche e, dunque, sono io che devo ringraziarti per un atteggiamento che reputo adeguato al ruolo svolto dalla pubblicazione per la quale anche tu scrivi. Ricambio, con affetto, il tuo abbraccio.

  4. Gustavo ha detto:

    Perchè perdiamo tempo ed energie a parlare di risparmi risibili, ovviamente se paragonati ai numeri del bilancio di uno Stato? Certo la somma di piccole cifre diventa via, via sempre più importante ma credo che siano ben altri i “rubinetti” da chiudere o regolamentare. E comunque non credo che se giudicassimo il senato necessario lo aboliremmo perché non possiamo permetterci il suo costo! Sulla necessità del bicameralismo perfetto ognuno di noi nutre forti dubbi. E’ indubbio che sia un argomento che può vederci tutti riuniti attorno ad un tavolo per discutere o la sua abolizione (senato), o la sua “ristrutturazione”, o la sua “permanenza”. Con un iter governativo “discutibile” fatto soprattutto di “fiducie” (e per me su leggi sbagliate), anche se non per le variazioni alla costituzione, con ragioni risibili come il risparmio, l’efficienza (leggi tempi più brevi) nel promulgare leggi, il “è certamente migliorabile, ma intanto cambiamo visto che da settant’anni siamo fermi”, ecc, ci viene presentato un “pacchetto”, da accettare o respingere. Per inciso, personalmente, se i contenuti del pacchetto fossero distinti avrei alcuni “si” da esprimere. Ovviamente non metto sulla bilancia i “si” ed i “no” ma basta che ci sia un “no”, importante, e respingo tutto il pacchetto. Il “no” importante deriva dalla mia convinzione, suffragata dal parere di moltissimi esperti, che la somma degli effetti derivanti dalla legge elettorale (italicum e premio di maggioranza) dal “nuovo” senato e, perchè no, anche dall’innalzamento a centocinquantamila firme per i disegni di legge di iniziativa popolare, “sottrae” sovranità al popolo ( certo, quella che ancora resiste…).

  5. Giovanni Panuccio ha detto:

    Propongo di spostare il dibattito sull’imminente tavolo virtuale relativo al numero di Azione Metropolitana in questione, che immagino sarà allestito con la pubblicazione dello stesso. Mi sembra più naturale!

  6. Gustavo ha detto:

    La registrazione dell’intervento del prof. Silvio Gambino alla manifestazione “Le ragioni del no” (di cui sopra).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...